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Pubblico impiego, i sindacati: “Diciamo basta a questo approccio ideologico contro di noi”

Si è tenuta oggi in S. Ilario un’assemblea molto partecipata dei lavoratori pubblici, indetta unitariamente da CGIL CISL e Uil di categoria quale prima azione di mobilitazione, su tutto il territorio nazionale, affinché il Governo apra il  necessario confronto e interrompa il percorso preannunciato su spending review e lavoro pubblico, tenendo fede all’intesa sottoscritta il 3 Maggio.

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Comunicato stampa della Funzione Pubblica di Cgil, Cisl e Uil di Piacenza

Si è tenuta oggi in S. Ilario un’assemblea molto partecipata dei lavoratori pubblici, indetta unitariamente da CGIL CISL e Uil di categoria quale prima azione di mobilitazione, su tutto il territorio nazionale, affinché il Governo apra il  necessario confronto e interrompa il percorso preannunciato su spending review e lavoro pubblico, tenendo fede all’intesa sottoscritta il 3 Maggio.

 
Una protesta contro la politica degli annunci e delle indiscrezioni a mezzo stampa portata avanti da questo governo ma soprattutto contro l’approccio ideologico nei confronti del pubblico impiego. Approccio che  rischia di tradursi in tagli lineari di organico mascherati da revisione  della spesa, accorpamenti di enti contrabbandati per riorganizzazioni,  attacchi alla dignità dei lavoratori pubblici spiegati con le urgenze di  cassa.
 
Queste sono misure per noi inaccettabili, tanto più in un momento di difficoltà del Paese e rappresentano una contraddizione in termini: quando alla pubblica amministrazione si chiede di dare il massimo in termini di  servizi alle persone, di supporto alla crescita, di lotta all’evasione  fiscale, invece di investire in competenze e professionalità si riapre  il capitolo della caccia alle streghe.
 
E’ arrivato il momento di cambiare rotta. Per questo vogliamo un tavolo con il governo (chiesto dalle tre confederazioni) perché serve un piano complessivo di riorganizzazione della pubblica amministrazione, come si è iniziato a fare con l’Intesa. Bisogna decidere quali sono i servizi  indispensabili e quelli che servono ai cittadini, alle famiglie, alle imprese. E poi mettere mano ad un riordino vero e proprio degli enti che faccia costare meno i servizi, aumentando la qualità e valorizzando il capitale umano. L’assemblea di oggi rappresenta quindi il primo passo in questa direzione.
 

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