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Rifiuti sepolti nell’area Pertite: chi pagherà? LA LETTERA

Lettera aperta del Comitato per il parco Pertite, Legambiente e dei lavoratori del Polo di Mantenimento Pesante Nord (ex Arsenale) dopo gli ultimi eventi giudiziari poco positivi, legati alla vicenda dei rifiuti sepolti nell’area ex Pertite.

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Lettera aperta del Comitato per il parco Pertite, Legambiente e dei lavoratori del Polo di Mantenimento Pesante Nord (ex Arsenale) dopo gli ultimi sviluppi giudiziari poco positivi, legati alla vicenda dei rifiuti sepolti nell’area ex Pertite.

La lettera. Il Comitato per il parco Pertite, Legambiente, con  i lavoratori del Polo di Mantenimento Pesante Nord (ex Arsenale), seguono da anni l’iter del processo intentato contro il generale Giuliano Taddei, ex direttore del Polo di Mantenimento Militare di Piacenza, e altre nove  persone ed a fine 2011 Legambiente ha richiesto la costituzione come parte civile nel Processo proprio per rappresentare, come associazione ambientalista, i sacrosanti  interessi di tutti i cittadini piacentini a vedere puniti gli autori di gravissimi reati ambientali a danno dell’intera collettività piacentina.

Tutti e dieci gli imputati infatti sono stati rinviati a giudizio il 29 giugno 2011 con  l’accusa  di aver sepolto nell’area militare Pertite rifiuti di vario genere, anziché  smaltirli  in adeguate discariche, di avere compiuto truffa ai danni dello stato, falso ideologico, danni allo stabilimento militare, ricevimento di denaro o altre utilità per compiere atti contrari al dovere di ufficio. Non va dimenticato, sebbene già prescritto in questa fase del processo, il  taglio e la vendita illecita di una intera area boschiva di pregio  nell’area Pertite, atto ambientalmente gravissimo, vista la necessità di aree verdi in città.

Lo Stato e il Comune hanno chiesto, a titolo di risarcimento-danni per la presunta discarica abusiva, 10 milioni di euro. Ma queste richieste rischiano purtroppo di non essere soddisfatte perché, degli undici capi d’imputazione originali, i 3 più gravi, e cioè quello di aver creato una discarica abusiva e buona parte dei reati di truffa, sono caduti in prescrizione prima dell’inizio del dibattimento. Non è chiara la sorte delle fidejussioni bancarie e le polizze di fidejussione, ammontanti,  risulta, a circa 5 milioni di euro, versate da alcuni degli imputati e che potrebbero essere utilizzate dagli Enti danneggiati per risanare l’area.

Il dibattimento, come risulta dalla cronaca, ha avuto infiniti rinvii:

22 settembre 2011: per un vizio formale nelle convocazioni dei testi l’udienza viene rinviata.

13 dicembre 2011 : l’udienza viene rinviata, di nuovo per vizio formale nelle convocazioni. Oltre al Comune di Piacenza già ammesso dal Tribunale, presentano richiesta di partecipare al processo, come parti civili contro gli imputati, anche la CGIL e Legambiente.

21 febbraio 2012 :il processo non ha inizio neppure in questa data, a causa di uno sciopero degli avvocati e viene rimandato.

3 aprile 2012: quarto rinvio. Il generale Taddei non si presenta perché, a causa dell’investimento da parte di una moto, è stato ricoverato in ospedale. La prescrizione, in
parte già concessa per decorrenza dei termini, si avvicina anche per altri reati.

31 maggio 2012 : finalmente ha inizio il processo, ma l’esito della prima udienza appare una vera e propria beffa nei confronti della comunità piacentina che si aspetta l’individuazione dei colpevoli e il risarcimento da parte degli stessi dei gravissimi danni arrecati al Demanio dello Stato e alla città stessa. Per decorrenza dei termini sono prescritti altri tre capi d’imputazione che ora, quindi, sono diventati cinque. Essendo prescritti alcuni reati ambientali il Comune viene estromesso e Legambiente e CGIL non sono ammesse come parti civili.

Dal rinvio a giudizio è trascorso un anno senza che si sia cominciato a dibattere nel merito. Le prossime udienze sono convocate per il 20 settembre e il 9 e il 25 ottobre!

Inoltre risulta che:
•    l’area Pertite sia stata posta sotto sequestro dalla Procura Militare di La Spezia già dal 21 marzo 2006, dopo che, nelle settimane precedenti, un’interrogazione parlamentare del Senatore Malabarba e una conferenza stampa dei sindacati e dei lavoratori dell’ex Arsenale avevano denunciato la presunta presenza di rifiuti industriali illegalmente sepolti nell’area;
•    che  le indagini (carotaggi, scavi e analisi dei rifiuti sepolti) si siano svolte subito dopo,  nei mesi di maggio-giugno 2006.
Come mai questi tempi così dilatati, oltre 6 anni, per arrivare al processo? Perché continui rinvii, lentezze inspiegabili per cittadini che credono nella Giustizia? 

E’ vero che l’efficacia delle leggi che tutelavano il territorio e l’ambiente è stata pressoché annullata dalle modifiche normative approvate dal Parlamento negli ultimi anni, che hanno depenalizzato i reati, abbreviato i tempi di prescrizione e reso praticamente impossibile  ai cittadini di costituirsi parti civili contro gli inquinatori; è un fatto scandaloso, che in Europa ci accomuna  ai Paesi più arretrati. Ma è altrettanto  scandaloso che le procedure della Giustizia siano andate così a rilento in un caso come questo, dove non occorrevano lunghe e difficili indagini per  risalire ai responsabili, perché entrare con camion e ruspe in un’area militare in piena città, come la Pertite, è opera che non può essere compiuta da un’anonima banda di malfattori, ma solo da soggetti dotati di  speciali permessi ed autorità!

Se il processo si concluderà senza responsabili e senza i risarcimenti richiesti per coprire le spese di bonifica,  chi pagherà? Lo Stato? Il Comune  e quindi tutti i Piacentini? Con buona pace per chi ha smaltito illecitamente rifiuti, per chi si è arricchito illecitamente con false fatturazioni, per chi ha compiuto falsi ideologici e truffa?

Inoltre per approntare un programma pluriennale di attuazione del parco Pertite occorre anche sapere se quanto previsto dalla legge sulla bonifica dei siti inquinati in materia di indagini e campionamenti  sia stato fatto compiutamente o solo parzialmente, quali sono e che dimensioni hanno le zone interessate, la quantità e la natura dei rifiuti sepolti, se è possibile escludere che ci siano altre zone dell’area interessate da discariche abusive.

Il processo per l’Area della Pertite diventerà la “Cronaca di un morte annunciata”, quella della giustizia per l’intera città?  Noi cittadini, lavoratori, comitati ed associazioni che ancora fortemente crediamo nella Giustizia non ci rassegniamo all’idea che essa non venga “onorata”, a causa di procedimenti  penali incapaci  di adempiere alla loro funzione unica e sacra, la ricerca, individuazione e condanna dei colpevoli.

Per tutto ciò chiediamo  alle Autorità che sentono l’obbligo morale di dare risposte adeguate a questi interrogativi, di accertare e rendere noto pubblicamente quale sia il reale stato dell’inquinamento dell’area Pertite e quali provvedimenti di risanamento occorrano,  e a quelle che  hanno il potere di compiere azioni concrete, di impedire che i costi di questo scempio ambientale e del patrimonio pubblico ricadano sulla collettività e  che un reato così grave resti impunito.

 
 
Piacenza, 24 giugno 2012                              Il Comitato per il parco Pertite 
                                                                       Legambiente Piacenza
                                                                       La RSU del Polo di Mantenimento Pesante Nord
                                                                       L’USB Provinciale
 

Il comunicato delle Rsu del Polo di Mantenimento pesante.
La Rsu preso atto del documento datato 24/06/2012 a firma di “Il Comitato per il parco Pertite e Legambiente” esprimono la propria preoccupazione per l’esito della vicenda che, secondo quanto riportato nel documento, si tradurrà in un danno per lo Stato e per la comunità piacentina.
Questa Rsu auspica che la vicenda giudiziaria si concluda con la condanna dei responsabili anche se i tempi certamente non rapidi della giustizia non hanno permesso di far emergere tutti i reati commessi.

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