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Sesso con la studentessa 14enne. In manette professore del Romagnosi VIDEO foto

Adescava le sue vittime su Facebook: l’uomo metteva in atto una strategia accurata per incontrare le studentesse in luoghi e orari ben definiti al fine di non essere scoperto. Sequestrati hard disk e indumenti intimi

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OPERAZIONE “MONSTER ON THE WEB” – “Monster of the web”: è già nel titolo attribuito all’operazione tutto lo squallore della vicenda raccontata questa mattina dalla polizia. Al centro del caso c’è un professore di informatica di 46 anni dell’Istituto Commerciale “Romagnosi”, che ha insegnato per lungo tempo anche al liceo “Gioia”. 

Atti sessuali con minorenne (di età inferiore a 16 anni), con l’aggravante dell’affidamento per motivi di istruzione: è questa l’infamante accusa, alla quale si aggiunge un tentativo con una seconda minore, con cui è finito in manette l’insegnante. L’uomo avrebbe infatti avuto rapporti sessuali con una propria studentessa 14enne, tentando anche un approccio con un’altra ragazza di 15 anni; quando gli agenti lo hanno arrestato nei giorni scorsi il professore si trovava in un istituto superiore di Parma come commissario esterno agli esami di maturità.

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ADESCAVA LE RAGAZZE SU FACEBOOK – Tutto è partito nel marzo scorso, dopo alcune segnalazioni sull’uomo giunte dalla scuola e da alcuni genitori. Voci insistenti su strani comportamenti e atteggiamenti da parte del professore che si sommavano a presunti favoritismi nelle valutazioni scolastiche nei confronti in particolare di alcune ragazze. Come accertato dagli uomini della Squadra Mobile di Piacenza, che si sono occupati delle indagini insieme al personale della Polizia Postale e delle Comunicazioni, l’uomo utilizzava una strategia accurata per adescare le studentesse, alle quali prometteva anche buoni voti nella sua materia: prima con approcci di tipo verbale, con complimenti e battute spesso a sfondo sessuale, e poi con contatti sul social network Facebook attraverso cui individuava le ragazze psicologicamente più vulnerabili. A tal proposito aveva creato alcuni account fittizi grazie ai quali restare in contatto con loro.

La stessa tecnica che avrebbe utilizzato, a partire dalla fine dello scorso anno, anche con la studentessa 14enne. Tutto avveniva secondo modalità ben precise, come hanno ricostruito le indagini condotte anche con pedinamenti e l’utilizzo di intercettazioni ambientali; dopo essersi accordato con la ragazza, l’uomo la passava a prendere in luoghi e orari ben precisi, spesso all’uscita da scuola, facendola salire sul sedile posteriore del proprio Suv con vetri oscurati (nella foto). Con lei si recava quindi in luoghi appartati dove avvenivano rapporti orali o completi, prima di riportarla a casa: operazioni con tempistiche precise in modo da non destare sospetti con i genitori della studentessa. In alcune occasioni gli incontri sarebbero avvenuti anche all’interno dell’abitazione di una ragazza, ex alunna dello stesso professore.

“L’insegnante – spiega polizia di Piacenza – utilizzava la scuola con l’unico intento di “agganciare” la sue vittime ed era ben noto a numerose studentesse che lamentavano la sua ostentata morbosità anche nel corso delle lezioni, manifestata attraverso carezze e baci, e battute a sfondo sessuale”.

UN TENTATIVO ANCHE CON UN’ALTRA STUDENTESSA – Gli investigatori hanno anche accertato che già nel periodo tra il dicembre 2010 e il gennaio 2011 l’insegnante aveva tentato un simile approccio con un’altra sua alunna minorenne; la proposta era stata rifiutata dalla studentessa che, sempre attraverso lo stesso social network, aveva subito minacce nel caso non avesse riferito alle sue compagne, con le quali si era confidata, di aver male interpretato le sue richieste.

L’uomo, che parallelamente all’attività di insegnante si occupava anche di consulenze informatiche, era tra l’altro candidato in una lista alle ultime elezioni comunali. La polizia ha operato diverse perquisizioni nella sua abitazione trovando numerosi hard disk, al vaglio degli inquirenti, e altri materiali come gli indumenti intimi, da lui regalati alla studentessa insieme a bracciali e ciondoli. Il professore si trova ora alle Novate. “Si tratta di fatti gravi – ha sottolineato il sostituto procuratore Michela Versini che ha coordinato le indagini – commessi da una persona che, sfruttando la loro giovane età e debolezza, ha approfittato di ragazze minorenni, oltretutto studentesse che avrebbe invece dovuto tutelare e proteggere”. “Nel ringraziare i genitori che con le loro segnalazioni hanno permesso di avviare le indagini, invitiamo tutti coloro che fossero stati vittime di simili situazioni a rivolgersi alle forze dell’ordine”.

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