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Ultime ore per salvare il Piace. Alle 12 il termine per la seconda asta

Ormai siamo agli sgoccioli. Alle 12 scade infatti il termine per la presentazione delle offerte per partecipare alla seconda (ed ultima) asta per l’acquisizione del Piacenza Calcio. A breve quindi sapremo il destino della società, che dopo 90 anni di storia rischia di essere al capolinea

Ormai siamo agli sgoccioli. Alle 12 scade infatti il termine per la presentazione delle offerte per partecipare alla seconda (ed ultima) asta per l’acquisizione del Piacenza Calcio. A breve quindi sapremo il destino della società, che dopo 90 anni di storia rischia di essere al capolinea. Venerdì alle 9.30 l’eventuale apertura delle buste. In caso di asta nuovamente deserta resterebbe solamente la via della tratttativa privata, anche se i tempi sarebbero strettissimi, in primis per la mancanza delle necessarie risorse per proseguire con l’esercizio provvisorio.

Due, lo ricordiamo, le modalità di acquisto previste nel secondo bando: gli interessati potranno aggiudicarsi l’azienda “comprensiva delle proprietà di un terreno attualmente adibito a campo di allenamento, da solo stimato 390mila euro”, a partire da una base d’asta di 430mila euro, con un ribasso del 25% rispetto alla prima convocazione; in questo caso l’aggiudicatario avrà la possibilità di accollarsi il Tfr degli otto stipendi pari a circa 230mila euro e quindi versare subito circa 200mila euro.

In alternativa sarà possibile aggiudicarsi l’azienda senza terreno partendo da una base di 100mila euro. Modalità, quest’ultima, che sarà presa in considerazione solamente in assenza di offerte per la prima. A questi importi vanno aggiunti il debito sportivo, stimato in circa 480mila euro (il milione di euro inizialmente quantificato al quale va tolta la fideiussione presente in Lega da circa 600mila euro), il pagamento degli stipendi di giugno dei calciatori (circa 150mila euro) e il deposito della fideiussione di 620mila euro entro il 30 giugno per l’iscrizione al prossimo campionato.

Sul fronte acquirenti le sensazioni restano negative, anche se, come spesso capita in questi casi, gli interessati potrebbero palesarsi in dirittura d’arrivo. Novità di giornata è il passo indietro dei fratelli Francesco e Giovanni Pighi, che avevano manifestato interesse nell’acquisizione della società: “Siamo disposti ad entrare per rilevare il club – ha spiegato Francesco Pighi al sito di informazione sportiva sportpiacenza.it – a patto però che con noi ci siano anche degli altri imprenditori. Purtroppo, allo stato attuale delle cose, questi imprenditori non si sono fatti sentire con noi anzi, sono 12 giorni che aspettiamo una telefonata che non è ancora arrivata. A queste condizione credo sia difficile che alle 12 di giovedì 7 giugno presenteremo un’offerta in busta”. Pighi ha confermato la disponibilità di Marco Beccari ad entrare nel progetto, evidenziando però l’assenza del terzo, e decisivo, componente della cordata.

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