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Un’ora di lavoro in favore dell’Emilia. Firmato l’accordo

Unione Commercianti, Confesercenti, Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil hanno firmato questa mattina un protocollo d’intesa per una raccolta fondi a favore delle zone colpite dal sisma. L’accordo prevede la possibilità per i lavoratori di donare un’ora di lavoro del proprio stipendio all’Emilia, a cui si aggiunge un’altra ora pagata dal datore di lavoro.

Un’ora di lavoro in dono alle popolazioni colpite dal terremoto. Unione Commercianti, Confesercenti, Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil hanno firmato questa mattina nella sede di Confcommercio di Piacenza un protocollo d’intesa per una raccolta fondi a favore delle zone colpite dal sisma. L’accordo prevede la possibilità per i lavoratori di donare un’ora di lavoro del proprio stipendio all’Emilia, a cui si aggiunge un’altra ora pagata direttamente dal datore di lavoro.

Tutto il ricavato raccolto verrà poi utilizzato per l’acquisto di merci da portare nel modenese. “E’ una formula che abbiamo già adottato per il terremoto abruzzese – commenta Giovanni Struzzola, direttore dell’Unione Commercianti – Per dare maggiore sicurezza alla raccolta fondi abbiamo nominato Domenico Grassi, presidente della Croce Rossa provinciale, garante dell’iniziativa”. I lavoratori potranno scegliere se aderire o meno all’iniziativa; in caso positivo verrà loro tolta un’ora di stipendio nella busta paga di luglio. Il datore di lavoro dovrà poi solo mettere una firma per raddoppiare l’importo.

“Bisogna tenere accesi i riflettori su questo evento in modo che passata l’emergenza si possa continuare a dare il nostro aiuto a queste popolazioni” dice Fausto Arzani di Confesercenti. Parole ribadite anche da Michele Vaghini e Elisa Barbieri, rispettivamente rappresentanti di Cisl e Cgil, che hanno ricordato come “nel terremoto abbiamo perso la vita anche persone che erano sul luogo di lavoro. Da parte nostra ci impegneremo soprattutto a sensibilizzare gli stessi lavoratori sull’importanza dell’iniziativa”.

Due conti bancari sono già attivi presso la Banca di Piacenza e Cariparma, e nei prossimi mesi i firmatari dell’accordo forniranno i dati sull’importo raccolto.

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