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Abolizione Province, De Micheli (Pd): “Trasformarle in enti di secondo grado”

Comunicato stampa della parlamentare piacentina del Pd Paola De Micheli relativo alla possibile abolizione della Province.

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Comunicato stampa della parlamentare piacentina del Pd Paola De Micheli relativo alla possibile abolizione della Province

Il governo Monti sta affrontando la seconda fase del salvataggio del nostro paese aggredendo una delle questioni rimaste per troppo tempo irrisolte e ulteriormente aggravata dall’incapacità precedente esecutivo, quella della revisione della spesa pubblica. Non si può non condividere la lotta agli sprechi ingaggiata attraverso il decreto sulla spending review, mirata a ridurre inefficienze e sperequazioni ancora troppo diffuse nella pubblica amministrazione, contenente ulteriori e sacrosanti tagli ai costi della politica. Come sottolineato dal segretario nazionale Pierluigi Bersani, il Pd sosterrà il governo in questa azione ponendo due condizioni fondamentali: la salvaguardia dello stato sociale e il pieno mantenimento degli standard dei nostri servizi sanitari.

In tema di abolizione delle Province, prima di giungere a conclusioni affrettate o a prodursi in piagnistei inopportuni, credo che sia importante attendere le norme definitive del decreto governativo. Con una consapevolezza: non possiamo permetterci quattro livelli elettivi di governo nel nostro paese. Sono convinta che la soluzione migliore fosse già contenuta nella manovra SalvaItalia che introduceva criteri corretti di revisione dei poteri, con la trasformazione delle attuali amministrazioni provinciali in enti di secondo grado. E’ una proposta che gode di un consenso significativo in Parlamento e di fatto sancisce l’abolizione di tutti gli enti per come sono strutturati ora. Al contrario, con una semplice riduzione del loro numero e il contestuale ampliamento dei confini geografici non si perseguirebbero fino in fondo i reali obiettivi della riforma: il risparmio sui costi e una distribuzione più razionale e senza sovrapposizioni delle funzioni di governo tra i diversi livelli amministrativi. Enti di secondo grado come lo sono le Conferenze sociosanitarie e le Autorità d’Ambito, dove le assemblee dei sindaci sono portatrici delle istanze dei cittadini e possono vedersi delegate alcune delle competenze oggi in capo alle amministrazioni provinciali: è questo il modello che risponde meglio alle necessità di rendere più efficiente e meno costosa la pubblica amministrazione.

In questo delicato passaggio che vede il paese compiere uno sforzo enorme per ammodernare le proprie istituzioni e renderle più adeguate ai bisogni degli italiani, occorre grande serietà e piena coscienza dei problemi che il governo sta affrontando. Per questo accantoniamo le ipotesi fantasiose uscite in questi giorni, finalizzate alla mera conservazione dell’esistente, comprese improbabili consultazioni referendarie per chiedere il passaggio da una Regione all’altra. Come piacentini dovremmo invece sentirci orgogliosi del privilegio e dell’onore di appartenere all’Emilia Romagna, una delle regioni più avanzate del nostro paese e con i migliori servizi d’Europa. La riorganizzazione sul territorio della presenza dello Stato non è più rinviabile, in Parlamento insieme al Pd vigileremo perché le misure adottate non siano punitive per Piacenza, ma portino a vantaggi reali per tutti i cittadini in termini di riduzione di costi e di burocrazia.

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