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Appennino Festival, Hartmann in concerto a Faraneto di Coli

È Christoph Hartmann, noto oboista dei Berliner Philarmoniker, il protagonista del terzo appuntamento dell’Appennino Festival in programma sabato 14 luglio alle 20 nella suggestiva cornice di Faraneto di Coli che vedrà esibirsi anche i musicisti Maddalena Scagnelli, Massimo Visalli, Claudio Schiavi e Danilo Carniglia.

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È Christoph Hartmann, noto oboista dei Berliner Philarmoniker, il protagonista del terzo appuntamento dell’Appennino Festival in programma sabato 14 luglio alle 20 nella suggestiva cornice di Faraneto di Coli che vedrà esibirsi anche i musicisti Maddalena Scagnelli, Massimo Visalli, Claudio Schiavi e Danilo Carniglia.
 
Scocca l’ora di Christoph Hartmann all’Appennino Festival. Sarà infatti il noto oboista dei Berliner Philarmoniker il protagonista del terzo appuntamento della rassegna dedicata alla diffusione del repertorio musicale tradizionale delle Quattro Province (Piacenza, Pavia, Genova e Alessandria) e alla valorizzazione dei piccoli borghi dell’Appennino piacentino: sabato 14 luglio alle 20 lo splendido borgo fortificato di Faraneto di Coli si trasformerà infatti in una sorta di anfiteatro a cielo aperto per ospitare, a partire dalle 20.30, la performance di Hartmann che nel corso della serata sarà accompagnato da Maddalena Scagnelli (violino, salterio e voce), Massimo Visalli (chitarra), Claudio Schiavi (contrabbasso) e Danilo Carniglia (oboe popolare dell’Appennino).
La rassegna, sostenuta da Regione Emilia Romagna, Provincia di Piacenza, Fondazione di Piacenza e Vigevano, Comunità Montane e Comuni dell’Appennino Piacentino, offre dunque l’opportunità di apprezzare uno dei più noti musicisti del panorama musicale europeo che per l’occasione si esibirà su una deliziosa rassegna di antiche melodie tratte dal repertorio colto e popolare: nel corso della serata infatti sarà possibile immergersi letteralmente fra le suggestioni arcane dei canti raccolti e tramandati dall’Antifonario medioevale di Bobbio e i repertori tradizionali delle questue rituali primaverili della Val Trebbia, un tempo legati alla ricca e feconda ritualità della vita e del mondo contadino, dei matrimoni e delle nascite. A interpretarli sarà appunto Hartmann, che con il suo immancabile e prezioso oboe “Roland Dupin” intonerà le secolari melodie tradizionali accompagnato dalla chitarra di Visalli e dal contrabbasso di Schiavi; altra protagonista della serata sarà Scagnelli, chiamata a esibirsi sia con il violino e che con il salterio oltre che come vocalist, mentre a chiudere l’esibizione sarà il giovane interprete pavese Carniglia all’oboe popolare dell’Appennino.
Al di là della raffinata rarità del programma proposto comunque, il concerto offre l’occasione di visitare un borgo poco conosciuto eppure di straordinario fascino e di antica storia dell’Appennino piacentino: le fondamenta della piccola fortezza di Faraneto risalgono infatti al periodo dell’Alto Medioevo, anche se è nel Seicento che il borgo ha conosciuto il periodo di maggior splendore sotto la nobile dinastia genovese dei Grassi, come testimonia ancora oggi la cappella del XVII secolo recentemente restaurata. La zona risulta storicamente importante anche per la particolare dislocazione del borgo, che si trova sull’antica Via degli Abati che congiungeva Bobbio, attraverso la Val Nure, al tratto principale della Via Francigena nell’Appennino Parmense e che fra l’altro risulta non lontano dalla grotta di San Colombano, in cui l’abate irlandese si ritirò in preghiera.
È dunque un’immersione nella storia antica di questa vallata quella che il terzo appuntamento dell’Appennino Festival propone, con un occhio di riguardo anche verso la ricca e gustosa scelta enogastronomica della zona: il concerto terminerà infatti verso le 21.30 in modo da permettere il percorso di ritorno in un orario agevole e la possibilità di sostare ai rinomati ristoranti di Coli, Poggiolo e Mareto tutti distanti quindici minuti da Faraneto.
Per raggiungere Faraneto occorre arrivare a Coli e proseguire verso la località Cornaro: lì, al bivio per Mareto-Sella dei Generali è consigliabile lasciare l’automobile e proseguire per l’ultimo tratto a piedi (e portarsi anche una eventuale pila).
 

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