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Bonifica, ok al taglio dei compensi dei presidenti dei consorzi

Accolto l’iniziativa del consigliere Stefano Cavalli (LN), che  nelle scorse settimane aveva presentato una proposta ancora più drastica per parametrare il corrispettivo dei vertici dei consorzi a quello dei primi cittadini di municipi ricompresi nella fascia 5-10mila abitanti

Taglio netto ai compensi dei presidenti e vicepresidenti dei consorzi di bonifica. Ora saranno parametrati a quelli dei sindaci dei Comuni ricompresi tra i 10mila e i 30mila abitanti. A Piacenza il provvedimento passato oggi produrrà come effetto la riduzione del compenso del presidente da 85mila euro lordi a 50mila euro. La “sforbiciata” ha ricevuto oggi l’ok dall’assemblea regionale che ha accolto l’iniziativa del consigliere Stefano Cavalli (LN). Nelle scorse settimane il consigliere piacentino del Carroccio aveva presentato in commissione una proposta ancora più drastica per parametrare il corrispettivo dei vertici dei consorzi a quello dei primi cittadini di municipi ricompresi nella fascia 5-10mila abitanti.

“In tempi di tagli e di sacrifici tutti devono dare un contributo – ha spiegato il consigliere nella sua relazione in aula –. Compresi i consorzi di bonifica. La mia proposta originaria imponeva parametri ancora più stringenti, ma di fronte al rischio di vedermela bocciare dalla maggioranza ho preferito ammorbidire la mia posizione, questo ha comunque consentito di tagliare in maniera significativa i compensi dei vertici dei consorzi e liberare così risorse che, lo ricordiamo, derivano dai contributi di bonifica versati dai cittadini. Contributi che, ad oggi, ancora in tanti si domandano perché devono pagare”. “Ora l’operazione ‘spending review’ prosegue”, annuncia Cavalli.

“A breve – anticipa il consigliere leghista – presenterò anche una richiesta di accesso agli atti per conoscere esattamente l’importo dei costi sostenuti dai vari consorzi, compresi i capitoli: rimborsi spese, rimborsi chilometrici, pranzi, cene, oggi pagate con una carta di credito concessa dall’ente”. “Sarà nostra premura proporre che le risorse risparmiate vengano utilizzate per ridurre i contributi richiesti ai cittadini dai consorzi di bonifica”.

Bonifica, Pollastri: “Tasse più alte a Piacenza per l’ostinazione della Regione”

È in corso a Bologna la discussione sul progetto di legge “Disposizioni per la bonifica” che accorpa sei testi presentati nei vari anni da diversi soggetti tra cui l’Amministrazione Provinciale di Piacenza ed il Consigliere Regionale Andrea Pollastri (PdL). Intervenendo in discussione generale l’azzurro ha sottolineato come “questo provvedimento, atteso da quindici anni, si inserisce nel processo frammentato e spezzettato di riforma della materia che ha portato ad avere tre leggi in tre anni, che non hanno migliorato la situazione, ma hanno fatto dei Consorzi Enti ancor più lontani dai cittadini, con meno spazio di rappresentanza per i contribuenti e il territorio.”

“In merito alla tassa, materia di questo testo, – ha proseguito Pollastri – il tentativo di introdurre il concetto per cui il centro-destra si batte da sempre, ossia che i proprietari di immobili che non traggono un beneficio specifico e riscontrabile dalla bonifica non devono pagare l’imposta, si scontra con l’urgenza della Regione di “far cassa”, incamerando anche in futuro i 131 milioni di euro che costituiscono l’attuale introito. Due obiettivi discordanti la cui soluzione è una sola: cambiare tutto perchè nulla cambi, con a conseguenza che si troveranno degli escamotage per far pagare indebitamente i proprietari di casa com’è sempre avvenuto.”

Il Consigliere, opponendosi duramente a questa ipotesi, ha citato diverse sentenze, tra cui quelle del Tribunale di Piacenza, della Corte di Cassazione e dalla Commissione Tributaria Regionale, da cui si evince che “l’iniqua gabella deve essere pagata solo se è dovuta, ossia non dove c’è un generico beneficio di difesa idraulica, questo è presente in tutta la Pianura Padana, ma unicamente dove la presenza di un’opera di bonifica comporta un incremento del valore di un’immobile.”

Si è poi soffermato sul caso piacentino, citandolo come “chiaro esempio di non-volontà da parte della Regione di diminuire le imposte ai cittadini”: “Storicamente Piacenza ha sempre chiesto alla Regione di consegnare i canali diversivi est e ovest, fatti dallo Stato, e la cui manutenzione ha comportato il pesante pagamento del tributo di bonifica sugli immobili urbani, cosa che non sarebbe avvenuta se essa fosse andata in capo al Comune. Ovviamente la risposta di Bologna è sempre stata negativa.”

Tra le novità della proposta di legge anche il fatto che saranno i Gestori dei Servizi Idrici a pagare la tassa di bonifica, qualora le acque della fogna recapitino nei canali consortili: “Auspico che la Giunta Regionale vigili perchè questo non si trasformi in una scusa per aumentare le bollette.”


BONIFICHE. APPROVATA RIFORMA CONSORZI: CHIAREZZA SU TRIBUTI DA PAGARE, FONDI A MONTAGNA E TAGLI A COMPENSI AMMINISTRATORI

Più chiarezza sul tributo da versare, più efficienza nei servizi svolti per la tutela del territorio, il principio che sancisce che ciò che viene versato per le zone montane deve essere reinvestito nelle stesse, la riduzione dei compensi degli amministratori: sono questi i punti principali del progetto di legge regionale “Disposizioni sulla bonifica” elaborato dalla Giunta e approvato a larga maggioranza dall’Assemblea legislativa (sì da Pd, Fds, Sel-Verdi, Idv e Riva del gruppo Misto; astensione da Pdl, Lega, Udc e M5S; voto contrario del solo Andrea Pollastri, Pdl).

Il provvedimento, come spiega in Aula il relatore, Damiano Zoffoli (Pd), rappresenta “il terzo e conclusivo atto di una riforma iniziata nel 2009” e segna alcune importanti novità. La più significativa per i cittadini è nel fatto che non dovranno più pagare il contributo di bonifica “gli immobili serviti dalla rete fognaria senza significative interconnessioni con la rete di bonifica”, mentre pagheranno sia “i proprietari di immobili che traggono un beneficio specifico e diretto dalle opere di bonifica” sia “chiunque, pur non associato, scarichi acqua nei canali consortili, anche se depurati e compatibili con l’uso irriguo”. Lo stesso capiterà “al gestore del servizio idrico integrato, sia per gli scarichi diretti di fognatura nei canali consortili sia per quelli che avvengono tramite le opere funzionali al sistema di fognatura”.

Con la nuova legge si ridefinisce poi completamente il rapporto con le aree montane, sancendo il criterio che “ciò che viene versato in montagna, deve essere interamente destinato ad interventi di salvaguardia del territorio montano”: una soluzione, sottolinea Zoffoli, che dovrebbe portare a “triplicare le risorse investite per la montagna”, portandole fino a 15 milioni.

L’assessore all’Agricoltura, Tiberio Rabboni, intervenuto alla fine del dibattito generale, ricorda come “i nostri consorzi non sono secondi a nessuno, grazie anche all’utilizzo delle tecniche del minimo impiego e dell’uso plurimo delle acque”, sottolineando che “l’utilizzo dell’irrigazione permette di aumentare il valore di un terreno tra i 1.000 e i 3.000 euro per ogni ettaro”. Rabboni ribadisce inoltre che “la Giunta non ha mai sostenuto di esentare i cittadini dal pagamento dei contributi, perché non potremmo, visto che ci sono costi reali da affrontare”.

Nel corso della votazione dell’articolato sono stati approvati due emendamenti, entrambi a firma del relatore: il primo prevede forme di collaborazione tra i Consorzi e gli enti locali, sia per la realizzazione di interventi strumentali sia per attività di ricerca e sperimentazione. Il secondo, che ha visto anche la firma dei consiglieri Stefano Cavalli (Ln), Roberto Sconciaforni (Fds), Gianguido Naldi (Sel-Verdi), Silvia Noè (Udc), Franco Grillini (Idv) e Luigi Giuseppe Villani (Pdl), prevede invece la riduzione del compenso massimo per la figura del presidente del Consorzio, che viene equiparato a quello del sindaco di un Comune tra i 10.000 e i 30.000 abitanti, e per gli altri componenti del Comitato amministrativo, la cui retribuzione complessiva non può superiore la metà di quella del presidente.

È stata inoltre approvata all’unanimità una risoluzione dei consiglieri Mauro Manfredini e Stefano Cavalli (Lega) che impegna la Giunta a sollecitare l’Agenzia interregionale del fiume Po a intervenire in maniera più regolare ed efficace per la manutenzione degli argini e la pulizia dei canali di scolo e a stanziare i necessari investimenti per fronteggiare le possibili esondazioni del Po, del Secchia e del Panaro.

Il dibattito

Il consigliere Andrea Pollastri (Pdl) ha parlato di “impianto originario stravolto” e ha denunciato casi, come quello di Piacenza, dove “la Regione, d’accordo con il Consorzio, applica una selvaggia tassazione ai cittadini non consegnando i canali diversivi all’utilizzo del Comune”. Per Pollastri, il solo ad aver votato contro, resta “l’ingiustificato tributo da 2 milioni di euro in totale a carico dei cittadini di Piacenza”. Secondo Giovanni Favia (M5S) “questa legge cambia tutto e non tocca nulla, perché i cittadini pagano per servizi in capo allo Stato, come la tutela idrogeologica”. Fabio Filippi (Pdl) è convinto che “la montagna viene trattata da Cenerentola, con i poveri che pagano e i ricchi no”.

Hanno rilevato criticità, pur ritenendosi complessivamente soddisfatti, il consigliere Franco Grillini (Idv), che esprime “perplessità sul fatto che spesso la contribuzione per i terreni di montagna superi il valore del terreno stesso”, Stefano Cavalli (Ln), secondo cui “sarebbe opportuno togliere le tassazioni per le zone di montagna”, Sandro Mandini (Idv), che lamenta “l’ingiustizia di una norma che toglie il voto nel Comitato del consorzio ai Comuni morosi”. Ancora: il consigliere Alberto Vecchi (Pdl), convinto che “sarebbe necessario indicare l’obbligo del parere preventivo delle Comunità montane nei progetti che le riguardano”, Silvia Noè (Udc), che ha suggerito “l’opportunità di una esenzione per i terreni non produttivi”, e Galeazzo Bignami (Pdl), per il quale “a questa riforma, in cui ci sono molti elementi da valorizzare, manca però il coraggio di ridurre il peso burocratico” esistente.

Sono invece intervenuti esprimendo totale adesione al progetto di legge Tiziano Alessandrini (Pd), felice che “il testo accoglie tutte le proposte e gli stimoli emersi durante le udienze conoscitive, con la giusta consapevolezza della rilevanza strategica dei Consorzi per le comunità”, Marco Monari (Pd), secondo cui ci si trova davanti “non ad una rivoluzione coatta o ad una forzatura, ma ad un riordino graduale” e il consigliere Roberto Sconciaforni (Fds), che ha lodato “l’introduzione del pagamento in relazione al reale usufrutto dei servizi dei consorzi”.

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