Le Rubriche di PiacenzaSera - Camminate piacentine

Camminate piacentine, Pietra Parcellara e Pietra Perduca foto

Una piacevole camminata, a pochi chilometri dalla città, porta a scoprire la Pietra Parcellara e la Pietra Perduca, che emergono dal paesaggio collinare come proiettate all’esterno da una immane forza centrifuga proveniente dal centro della terra, e rappresentano gli affioramenti ofiolitici posti più a settentrione e più vicini alla pianura dell’intero Appennino

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Una piacevole camminata, a pochi chilometri dalla città, porta a scoprire la Pietra Parcellara e la Pietra Perduca, che emergono dal paesaggio collinare come proiettate all’esterno da una immane forza centrifuga proveniente dal centro della terra, e rappresentano gli affioramenti ofiolitici posti più a settentrione e più vicini alla pianura dell’intero Appennino.
Grazie al sentiero segnato dal CAI è possibile salire fin sulla vetta della Parcellara, in una ventina di minuti: di fianco alla cappella dell’Oratorio, posta a 730 m. di quota sul versante meridionale, parte un sentiero sassoso, che si alza in breve tra le rocce lungo la cresta ovest.

Salire sulla dorsale della Perduca è ancor più facile, grazie ai gradini incisi nella rupe; sulla sommità si possono ammirare i tritoni che vivono nelle due vasche quadrate, scavate nella viva roccia probabilmente nell’età del bronzo, e piene per metà di acqua piovana. Se si effettua l’escursione nell’ultimo weekend di luglio non si può non approfittare degli invitanti stands gastronomici della sagra di S. Anna, a poche centinaia di metri dalla Perduca: offrono spiedini, tortelli con la coda, pisarei e fasò, torte e molte altre prelibatezze, il tutto innaffiato dai tipici vini piacentini.

L’escursione ha inizio a poca distanza dal torrione di Bobbiano, nel comune di Travo, a 443 metri sul livello del mare, a circa 31 km da Piacenza. L’itinerario ha uno sviluppo lineare di circa 13,5 km, di cui km. 6 su asfalto ed il resto su sterrato o sentiero; è assistito dalla segnaletica CAI da Monte Bogo alla Perduca (sentieri 101, 167, 169 e 185), ed è di tipo escursionistico; ha un dislivello complessivo di 600 m, raggiungendo la sua quota più elevata (m. 836) sulla vetta della Pietra Parcellara, e può essere percorso in ogni stagione in circa tre ore e tre quarti, al netto delle soste, ma è bene prevedere almeno una mezza giornata, per riposare adeguatamente dopo la ascensione alla vetta, e perché numerosi tratti panoramici invitano più volte alla sosta.
La ripida salita e il cammino accidentato, spesso sulla viva roccia, necessari a raggiungere la cima della Pietra Parcellara richiedono l’uso di calzature da montagna e particolare attenzione, soprattutto se si hanno bambini al seguito, e non sono consigliabili quando le condizioni climatiche rendono scivolosa la roccia.

VARIANTE BREVE

Volendo ridurre considerevolmente la lunghezza e di conseguenza la durata dell’escursione senza rinunciare alla possibilità di salire sui due ofioliti, si può proseguire in auto per altri 3,5 km, e parcheggiare a poche centinaia di metri dalla località Pietra, a quota m. 610.
Da qui si seguono le indicazioni della scheda “PARCELLARA SCHEDA BREVE”
In questo caso la passeggiata viene ridotta a circa 5 chilometri con un dislivello complessivo di m. 400, percorribili in due ore ed un quarto, compresa l’ascesa alla cima della Pietra Parcellara.

DESCRIZIONE

Si inizia a camminare lungo una strada sterrata, non più utilizzata dagli automezzi a causa di una frana che la interrompe, ma che consente agevolmente il passaggio pedonale; raggiunta la frazione di Madellano, si svolta a destra in salita su asfalto fino a Scarniago. Un tratturo non segnato porta al crinale, ad incrociare il percorso contrassegnato dai segnavia CAI 101 della traversata Travo-Penice, a poca distanza dalle case di Monte Bogo. Si costeggia un vasto prato, utilizzato ora come pascolo, ma che è stato usato dagli alleati durante la seconda guerra mondiale per paracadutare gli aiuti ai ribelli. Non lontano da questo punto, infatti, verso il fondo della val Luretta, si trova un piccolo gruppo di edifici diroccati: è Casa Sanese (detta anche Alzanese), sede durante l’ultima guerra di un distaccamento dei partigiani della brigata Giustizia e Libertà.

Tra gli ultimi mesi del 1943 e i primi del 1944 si formarono, infatti, nella zona compresa tra il Brallo, Pecorara, Perino, Travo, alta Val Tidone e alta Val Luretta, numerose piccole “bande autonome” di partigiani; tra di esse ebbero particolare importanza la “banda Remigio”, formatasi nel novembre 1943, e la banda “Fausto”, formatasi il 10 gennaio 1944, entrambe con sede in località Casa Sanese (Alzanese), e poi fuse alla fine del gennaio ’44 nella “Banda la Senese”, comandante Fausto Cossu. Nel corso del 1944 la Senese, ingrossatasi ed allargato il suo territorio, si trasformò in Brigata Giustizia e Libertà, su 7 distaccamenti: “Senese”, “Groppo”, “S. Giorgio”, “Scarniago”, “Rocca d’Olgisio”, “Barberino” e “Bocchè”. Acquistato il rango di Divisione, arrivò a contare oltre 4000 uomini, e si rese autrice di molte e valorose azioni militari in tutta la provincia, culminate con la liberazione della città.

Superato l’abitato e l’agriturismo di Monte Bogo, il percorso indicato dai segnavia porta all’interno di un bel bosco; si ritorna sull’asfalto a poche centinaia di metri dal passo Caldarola, che mette in comunicazione la Val Trebbia con la val Luretta. Si svolta a sinistra, in discesa (segnavia CAI 167), e subito si può notare, a bordo strada, un corpo roccioso stratificato che presenta una strana forma a “S” rovesciata; si tratta dell’effetto dello scivolamento dello strato di arenaria lungo il piano di stratificazione, avvenuto prima che lo stesso diventasse roccia.

Si percorre la panoramica costa che permette l’affaccio, da una lato, sulla valle della Dorba di Bobbiano, e dall’altro della conca di Bobbio, cinta in lontananza dalle più alte cime della Val Trebbia. Di fronte, svettante sull’ondulato paesaggio coltivato, la mole rocciosa della Pietra Parcellara. Uno sterrato che si stacca dalla strada provinciale porta all’oratorio posto alla base della montagna, dal quale parte il sentiero da percorrere per salire sulla cima.

Dalla vetta si gode di una visuale a 360°: a nord la vallata incisa dal torrente Dorba (dal celtico “dubro”: acqua), vero patchwork di coltivi, boschi e vigneti, e l’evidente “panettone” roccioso della Pietra Perduca; più lontano, la torre di Bobbiano, rimanenza di un castello documentato fin dal 1037, e l’adiacente chiesa di san Michele, costruiti su una piccola altura in posizione dominante.
A sud, oltre la Pietra Marcia, serpentinite disgregata separata dalla Parcellara da una selletta, è visibile l’intero corso mediano del Trebbia, fino a Bobbio.

Si prosegue in discesa per tratturi (segnavia CAI 185), fino ad arrivare al secondo affioramento ofiolitico della giornata, la Pietra Perduca, con il quattrocentesco oratorio di S. Anna incastonato tra le rocce, probabilmente sul sito di un avamposto militare del sec. XII appartenuto alla famiglia Perducca. Dopo la salita sulla dorsale di questo scoglio roccioso, ed aver ammirato i tritoni che vivono nelle vasche piene di acqua piovana scavate nella roccia, (tavola esplicativa) un ultimo tratto di sterrato riporta all’asfalto della provinciale, seguendo la quale per meno di tre chilometri si ritorna al parcheggio.

NOTIZIE UTILI

La zona è priva di negozi. Alcuni agriturismi si trovano sul percorso: il primo, dopo circa 45 minuti, è l’agriturismo Monte Bogo (www.montebogo.it) tel. 0523/959147-950133-950738); dopo oltre un’ora il tracciato passa a poca distanza dal secondo: la Madre Pietra (www.lamadrepietra.com) tel. 0523/950516. A poche centinaia di metri dall’arrivo si trova infine l’agriturismo Ranch Bellaria (www.agriturismobellaria.it tel. 347/4208085).

I prati circostanti l’oratorio della Pietra Parcellara e i tavoli da pic-nic con fontanella che si trovano nel boschetto alla base della Pietra Perduca invitano ad una sosta adatta a consumare uno spuntino o un vero pasto al sacco.

La mappa

La scheda

La scheda per l’escursione breve

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