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Carcere delle Novate, i sindacati: “Chiudere il reparto alta sicurezza”

Comuncato stampa del sindacato Ugl Polizia Penitenziaria riguardo all’incontro che si terrà martedi’ mattina a Roma sulla questione delle “nuove assegnazioni” dei neo-Agenti 164° corso .

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Comuncato stampa del sindacato Ugl Polizia Penitenziaria

Si terra’ martedi’ mattina un incontro a Roma tra i vertici del Sindacato UGL polizia Penitenziaria con il segretario Generale Centrella, il Segretario Nazionale Giuseppe Moretti, il Segretario Regionale piacentino Gennaro Narducci e il Segretario Provinciale Antonio Lasorsa, in una riunione con il V. Capo del DAP sulla questione delle “nuove assegnazioni” dei neo-Agenti 164° corso .

A tal proposito venerdì scorso si è tenuta l’ispezione ministeriale presso il carcere delle Novate da parte del D.A.P. di Roma per constatare personalmente le problematiche che affliggono la struttura penitenziaria piacentina che è una delle piu’ disastrate d’Italia. E quanto detto dal Dr. Cascini che su molti punti è rimasto alquanto esterefatto di come il personale, insufficiente, riesca a gestire con grandi sacrifici 330 detenuti .

La delegazione Sindacale composta dalla UGL – SAPPE- OSAPP- CGIL – UIL PA  ha fatto presente varie problematiche. L’UGL PP ha denunciato oltre un esorbitante numero di detenuti anche un’organizzazione del lavoro deficitaria e poco incisiva, che rende in tutta la sua evidenza un sistema di gestione delle risorse umane allo sbando.

Logica e quasi  inevitabile conseguenza della cattiva gestione dei detenuti a tale stato di cose sono stati elencati alcuni gravi episodi di aggressione a danno di alcuni uomini della polizia penitenziaria, da parte di una popolazione detenuta sempre piu’ esasperata che si ribella a tale sistema anche scagliandosi contro i rappresentanti dello Stato a loro piu’ vicini, e puniti “ con sanzioni disciplinare “lievi “ secondo i Sindacati da parte della Direzione .

I Sindacati hanno chiesto la chiusura del reparto A/S ( Alta sicurezza 416/bis ) diventato ingestibile. I delegati Ministeriali a lora volta hanno risposto di condividere su questo punto, visto che hanno accertato che non vi  è sicurezza per il personale che opera in quel reparto ma non solo. Interverranno rafforzando l’intercinta e l’ingresso principale del carcere. Inoltre a riguardo all’invio di nuove unita’ hanno fatto sapere che oggi si sta studiando la cosidetta “vigilanza dinamica“ che consiste nel tenere alcuni detenuti “non pericolosi socialmente aperti” tutto il giorno, cosa possibile con la costruzione di nuove strutture tecnologicamente avanzate, tramite uno studio ben accurato tra le parti. Questo potrebbe essere il futuro delle carceri, ha spiegato la “commissione“, basti pensare che ad Avellino ultimamente abbiamo aperto un nuovo carcere di 30 detenuti, e abbiamo mandato 14 Agenti.

Per Piacenza non credo che ci sia la possibilita’ di inviare 30 uomini, anche se il Provveditore incontrando le OO.SS. abbia detto di impegnarsi per questo numero , ma la verita’ e che bisogna prima aprire quelle carceri come Cremona e Modena, ultimate da un anno a questa parte ed ancora chiuse perche’ non ci sono soldi nemmeno per comprare armadietti, letti, ecc. I tagli alla giustizia ultimamente non fanno che far sprofondare ancor piu’ il sistema penitenziario. Purtroppo su questo questa “commissione“ non ha potere di decidere ma spiegheremo la realta’ piacentina che, vista la collocazione geografica, deve far da tampone anche per quei detenuti che arrivano in continuazione dalla Lombardia.

L’UGL ha concluso l’intervento affermando che ogni denuncia purtroppo scivola tra l’indifferenza generalizzata, senza che qualcuno assuma una posizione forte. Tra gli addetti ai lavori registriamo una sempre piu’ diffusa insofferenza oltre che un fastidio verso tutto cio’ che accade in questo periodo, forse il piu’ oscuro in assoluto del sistema penitenziario italiano. Non vogliamo piu’ accollarci questa responsabilita’ morale che queste mancanze – da parte di chi non ha saputo o voluto fare di meglio – la rottura delle relazioni Sindacali tra Direttore e Sindacati che dura da un anno, ormai né e’ un’esempio – stanno conducendo verso il declino una struttura importante fatta da veri Poliziotti penitenziari, onesti, lavoratori e rispettosi verso lo Stato. Chi scrive è in prima linea con loro in questo momento duro senza tirarci indietro o difenderre poltrone.

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