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Carini (Pd): “Non si diventa italiani solo dopo una doppietta in nazionale”

"Attualmente - scrive il consigliere regionale - vivono in Italia circa 5 milioni di persone di origine straniera. Molti di loro sono bambini e ragazzi nati o cresciuti nel nostro Paese, che tuttavia possono accedere alla cittadinanza con modalità quanto mai ristrette e dopo un lungo percorso burocratico"

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Non si diventa italiani solo dopo una doppietta in nazionale
Intervento di Marco Carini*

Nelle scorse settimane sono approdate in Parlamento due proposte di legge di iniziativa popolare, una per la cittadinanza ai figli degli immigrati nati in Italia, l’altra per il diritto di voto alle amministrative, promosse a livello nazionale nell’ambito della campagna per i diritti civile “L’Italia sono anch’io” da vari soggetti, organizzazioni, associazioni, movimenti, nonché da singoli cittadini, intellettuali, artisti ed amministratori, uno su tutti il Presidente dell’Anci Graziano del Rio, sindaco di Reggio Emilia.

In particolare vorrei soffermarmi sul diritto di cittadinanza, anche perché nella mia funzione di Consigliere regionale, ho avuto occasione il 5 giugno scorso di votare durante la seduta dell’Assemblea Legislativa una risoluzione, sottoscritta da me e da altri colleghi, che chiedeva alla Giunta Regionale di valorizzare e promuovere quanto fatto da alcuni Comuni emiliano-romagnoli che hanno concesso la cittadinanza onoraria ai bambini nati in Italia da genitori stranieri.
Un gesto simbolico, che però lancia un messaggio importante: in fatto di immigrazione l’Italia non ha una legislazione adeguata all’evolversi della società. Risoluzione approvata nonostante il voto contrario della Lega Nord e di altri esponenti della minoranza.

Attualmente vivono in Italia circa 5 milioni di persone di origine straniera. Molti di loro sono bambini e ragazzi nati o cresciuti nel nostro Paese, che tuttavia possono accedere alla cittadinanza con modalità quanto mai ristrette e dopo un lungo percorso burocratico. Le conseguenze di tale situazione sono disuguaglianze ed ingiustizie che, impedendo una piena integrazione, disattendono il dettato costituzionale che all’articolo 3 stabilisce il fondamentale principio di uguaglianza, ed impegna al contempo lo Stato a rimuovere gli ostacoli che ne impediscono il suo raggiungimento.

Infatti in base alle leggi in vigore, nonostante le Convenzioni europee si esprimano diversamente, non sono cittadini italiani i nati in Italia da genitori di origine straniera, così come non lo sono i ragazzi e le ragazze che vi crescono da italiani pur se i genitori non hanno la cittadinanza italiana.

La legge attualmente in vigore si basa sul principio dello ius sanguinis, e prevede tre modalità per l’accesso alla cittadinanza per coloro che sono di origine straniera: per nascita, per naturalizzazione e per matrimonio. In base al principio dello ius sanguinis, se il minore è nato in Italia ma i genitori non sono cittadini italiani, il figlio può acquistare la cittadinanza italiana solamente dopo il compimento del 18° anno di età e con la dimostrazione di avere risieduto regolarmente ed ininterrottamente sino al compimento della maggior età. E’ il caso che ha riguardato direttamente quel Mario Balotelli, autore di una prestazione straordinaria contro la Germania nella semifinale degli Europei di calcio. Ma non ci si può accorgere della sua italianità soltanto dopo una doppietta in nazionale. Balotelli è nato a Palermo e al pari di tanti giovani nati e cresciuti su suolo italiano, meritava di essere riconosciuto fin da subito nostro concittadino.

Le conseguenze di una simile normativa sono che il livello di acquisizione della cittadinanza italiana è molto inferiore alla media europea. La risoluzione che abbiamo approvato in Regione è dedicata a tutti gli italiani come Mario Balotelli e ci auguriamo che quel testo possa servire perché, come ha chiesto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, presto il Parlamento approvi una legge per la concessione della cittadinanza a tutti i nati in Italia.


*consigliere regionale del Partito Democratico

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