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Cavalli (Lega): “Dalla Regione soldi solo alle associazioni d’area”

“Ancora soldi alle solite associazioni d’area”. Così il consigliere regionale leghista Stefano Cavalli che in un’interrogazione chiede ironicamente alla giunta regionale come progetti contro il razzismo abbiano un nesso con “la promozione della cultura e della legalità tra i giovani”. 

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“Ancora soldi alle solite associazioni d’area”. Così il consigliere regionale leghista Stefano Cavalli che in un’interrogazione chiede ironicamente alla giunta regionale come progetti contro il razzismo abbiano un nesso con “la promozione della cultura e della legalità tra i giovani”, tra i fini di un maxistanziamento di oltre 4milioni di euro frutto dell’accordo Regione-Governo in materia di politiche giovanili. L’accordo si chiama Geco2 (Giovani evoluti e consapevoli).
Nel mirino di Cavalli in particolare, i 39mila euro stanziati per l’iniziativa “Teatro e mediazione interculturale”, che vede coinvolta la coop sociale Ravenna Teatro per “un singolare percorso teatral-pedagogico della non-scuola rivolto ad adolescenti in contesti territoriali fortemente disagiati”, come definito nei fini del progetto. Altro beneficiario la Fondazione Mondoinsieme di Reggio Emilia per il progetto “Giovani in rete: contrasto al razzismo e alle discriminazioni”, a cui vanno 60mila euro. Tra gli obiettivi di questo progetto figurano quelli di: “favorire il métissage culturale e relazionale tra giovani italiani e giovani stranieri”, “valorizzare i saperi e le sensibilità espresse dalle nuove generazioni di origine straniera”, “valorizzare le diversità culturali” e il “pluralismo culturale”, nonché “azioni specifiche per favorire in diverse realtà territoriali l’adesione alla Rete dei giovani di origine straniera”.
“Aggirando le finalità generali dell’intesa Geco2 – commenta Cavalli – si sono finanziati enti e associazioni politicamente affini all’amministrazione regionale per proposte che nulla hanno a che vedere con l’accordo stipulato tra Regione e Governo. Associare la promozione della legalità ad iniziative anti-discriminazione richiama immediatamente l’idea che illegalità e sicurezza siano il frutto dei pregiudizi degli italiani nei confronti degli stranieri. Siamo stanchi di questo ‘razzismo al contrario’. Al posto di progetti per la valorizzazione delle diversità preferiremmo che venissero premiate le proposte per la riscoperta della nostra cultura e della nostra tradizione, ben consapevoli che non c’è dialogo senza identità”. “In un momento di crisi economica come questo certi stanziamenti sono intollerabili. I fondi sono dei cittadini e non sono ad uso proprio dell’amministrazione per i capricci radical chic di associazioni e compagnie politicamente allineate”.

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