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Delegazione africana in visita alla diga di Mignano foto

La diga di Mignano fa scuola non solo a studenti, ma questa volta anche a delegazioni di funzionari provenienti da paesi africani. Venerdì scorso l'impianto di sbarramento è stato visitato infatti da una delegazione proveniente dal Camerun e dal Gabon

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La diga di Mignano fa scuola non solo a studenti, ma questa volta anche a delegazioni di funzionari provenienti da paesi africani. Venerdì scorso l’impianto di sbarramento è stato visitato infatti da una delegazione proveniente dal Camerun e dal Gabon, proprio in questi giorni in visita in Italia per una acquisizione di contatti a livello tecnico ed imprenditoriale, e visite presso infrastrutture ed opere strategiche, di interesse per quanto attiene lo sviluppo delle infrastrutture nei rispettivi paesi africani.

Nell’ambito delle grandi infrastrutture idrauliche necessarie per lo sviluppo dell’agricoltura è risultata di particolare interesse la visita alla diga di Mignano che rappresenta un caso di invaso dedicato sia all’irrigazione delle coltivazioni agricole, che alla derivazione di acqua potabile. In particolare erano presenti Charles Nguini avvocato del governo camerunense e President de Transparency International Cameroun (organizzazione governativa), Sima Francis operatore economico del Gabon e Mboumba Jean ingegnere ed operatore economico del Gabon. I funzionari africani sono stati accolti dal Presidente del Consorzio di Bonifica, Fausto Zermani,  dal consigliere del Consorzio Giampiero Silva e dal tecnico responsabile della diga, Angelo Mussi. A illustrare l’impianto idraulico, i progettisti dei lavori di ristrutturazione, ingegneri Marco Belicchi, Denis Cerlini e Alessandro Balbo dello Studio Maione.

«Il nostro Consorzio – spiega Mussi – punta a far conoscere le proprie opere sul territorio. In particolare qui alla diga di Mignano è stato realizzato un imponente intervento di adeguamento e ammodernamento, che ha visto un investimento di nove milioni di euro dal Ministero dell’Agricoltura. Lo sbarramento della Valdarda è uno dei primi in tutta Italia ad essere stato adeguato alle norme tecniche di tipo idraulico: sono stati potenziati gli scarichi della diga e realizzata un’opera di dissipazione dell’energia cinetica ai piedi della diga, per far fronte a eventi di piena particolarmente critici». Si tratta di una vasca di dissipazione in calcestruzzo armato che – data la sua particolarità – prima di essere realizzata, è stata analizzata su un modello fisico in scala ridotta costruito all’università di Trieste, «necessario – spiega Mussi – per avere la corretta valutazione delle forze in gioco e delle dinamiche idrauliche». Le opere erano state ultimate verso la fine dello scorso anno. Tra i momenti più suggestivi della visita c’è stata ad esempio la visita al cosiddetto camminamento, ovvero il percorso pedonale che permette di attraversare l’impianto avendo un visione d’insieme di tutto il panorama mozzafiato che circonda la diga di Mignano ed il lago.

“Iniziative come queste – interviene il presidente del Consorzio Zermani – fanno sempre piacere e rendono fiero il nostro Paese quando una delegazione estera visita le dighe italiane, considerate tra le migliori al mondo per la tipologia costruttiva ma soprattutto per quanto riguarda la loro sicurezza, ritenute proprio tra le più sicure ed efficienti dighe del mondo”.

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