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Due baby bulli in manette, minacciavano anche i loro genitori

Minacciavano coetanei per farsi consegnare i soldi in loro possesso. Episodi di bullismo che avvenivano ormai quasi quotidianamente da diverse settimane: a far scattare le indagini dei carabinieri la denuncia della mamma di una delle vittime, uno studente piacentino di 15 anni

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Minacciavano coetanei per farsi consegnare i soldi in loro possesso. Episodi di bullismo che avvenivano ormai quasi quotidianamente da diverse settimane: a far scattare le indagini dei carabinieri la denuncia della mamma di una delle vittime, uno studente piacentino di 15 anni che aveva raccontato i soprusi messi in atto da due ragazzi. I militari dell’aliquota operativa hanno così raccolto una serie di elementi a carico della coppia, entrambi di origine indiana di 15 e 16 anni e residenti in provincia, facendo emergere altri episodi di bullismo a seguito dei quali la Procura dei Minori ha emesso nei loro confronti due ordinanze di custodia.

Secondo quanto emerso, i due prendevano di mira diversi coetanei che minacciavano, di persona ed anche telefonicamente, per farsi consegnare piccole somme in denaro. Una pratica ormai diventata quotidiana: sono almeno cinque le vittime accertate nel corso dell’attività di indagine, fra le quali il 15enne che per primo ha sporto denuncia. Quest’ultimo veniva avvicinato nella zona di Piazza Cittadella, dove si recava per prendere l’autobus all’uscita da scuola. Episodi analoghi, accaduti in provincia, sono stati accertati anche ai danni di altri quattro coetanei: in alcuni casi la coppia avrebbe strappato di mano il denaro ai ragazzini presi di mira che inizialmente si erano rifutati di cedere alle loro richieste.

Un atteggiamento che tenevano anche nei confronti dei familiari, con ripetute minacce sfociate talvolta in violenza fisica. Motivo per cui dovranno rispondere, oltre ai reati di rapina, tentata estorsione e minacce, anche di maltrattamenti in famiglia. Per i due minorenni è stato disposto il trasferimento in comunità.

“Invitiamo tutti coloro che fossero vittime di queste situazioni a denunciarle tempestivamente alle forze dell’ordine – ha sottolineato il maggiore Helios Scarpa, comandante dei carabinieri di Piacenza -. Spesso si pensa che il fatto di non aver raggiunto la maggiore età tuteli o lasci impunito chi commette questo tipo di reati: questo caso, con l’emissione di due ordinanze di custodia, testimonia l’esatto contrario”.

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