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Economix, lo strumento Ue che agevola il microcredito

Apprendiamo dalla Commissione europea che nel 2010 è stato lanciato uno strumento, l’ European progress microfinance facility (Epmf), per facilitare l’accesso al credito delle Pmi.

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European progress microfinance facility, lo strumento Ue che agevola il microcredito

Un articolo di poche parole.

Apprendiamo dalla Commissione europea che nel 2010 è stato lanciato uno strumento, l’ European progress microfinance facility (Epmf), per facilitare l’accesso al credito delle Pmi.

L’Epfm è sostanzialmente un fondo a cui possono aderire gli intermediari del microcredito, in modo tale da aumentare il volume dei prestiti, a favore delle microimprese, emettendo garanzie a copertura dei rischi.

Apprendiamo inoltre che le risorse a disposizione fino al 2013 ammontano a poco più di 200 milioni di euro, e che nel corso del 2011 sono stati siglati diciotto accordi con diversi intermediari provenienti da dodici Stati membri, per un valore complessivo di oltre 74 milioni di euro (36% circa del totale).

Apprendiamo inoltre che con tali fondi sono stati finanziati soggetti a “rischio” (per le banche ovviamente) quali i “cosiddetti giovani”, e che i settori produttivi maggiormente finanziati sono il commercio (circa il 30% delle microimprese finanziate) e l’agricoltura (circa il 20% delle microimprese finanziate), che corrispondono in maniera puntuale ai due settori tipicamente “poco” considerati dalle banche del nostro Paese.

Apprendiamo inoltre che oltre il 27% dei soggetti finanziati sono persone disoccupate o comunque inattive: segnale positivo sul fronte della disoccupazione.

Apprendiamo inoltre che il commissario Ue per l’Occupazione, gli affari sociali e l’inclusione, László Andor, considera l’Epmf “un importante strumento sociale di investimento che dovrebbe continuare in futuro”.

Apprendiamo infine che, al momento, tra le banche aderenti non vi è alcun intermediario italiano. La domanda che giunge spontanea sarebbe più o meno: perché ?

Comunque apprendiamo dalla Commissione europea che entro il 2012 dovrebbe concludere diversi accordi anche in Italia.

Andrea Lodi (economix@piacenzasera.it)

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