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I lavoratori Cobas ad Ikea: “Imponga un appalto virtuoso”

I lavoratori della Logistica scrivono ad Ikea in vista del rinnovo del contratto di appalto.

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I lavoratori della Logistica scrivono ad Ikea in vista del rinnovo del contratto di appalto. Il comunicato del Si Cobas

E’ tempo di un primo bilancio della nostra vertenza. Un bilancio che, come lavoratori delle cooperative in appalto ai magazzini IKEA, vogliamo portare a conoscenza di tutti gli altri lavoratori (in particolare del settore della logistica), della stampa, delle istituzioni e dell’opinione pubblica. Lo facciamo affinché sia chiara la nostra posizione in merito, anche in vista del rinnovo del contratto di appalto (in scadenza).

Con lo sciopero del 14 e 15 giugno abbiamo posto questioni di giustizia economica e sociale altrimenti inascoltate.
Nel nostro comunicato sindacale del 15/06/2012 rimarcavamo quali fossero le nostre richieste: “… il rispetto degli operai da parte dei responsabili, l’equità nella distribuzione del lavoro, giusti livelli di inquadramento e giuste retribuzioni, carichi di lavoro in linea con gli standard di sicurezza, applicazione di un unico contratto, il CCNL Trasporto e Logistica, per tutti gli operai in appalto ai magazzini a fronte del fatto che la coop. San Martino applica invece il contratto Multiservizi.”

Il comunicato diffuso dal Consorzio del 15/06/2012, invece, recitava: “…CGS, consorzio di riferimento con le associate Cristall, Euroservizi e San Martino, fanno presente che a differenza di altri episodi verificatisi in passato in depositi della logistica, l’applicazione del contratto ed il rispetto della normativa in fatto di lavoro non è mai stata in discussione, anzi, le stesse società, rivendicano la correttezza dei propri comportamenti come ripetutamente certificato dagli organi di vigilanza.”

Il Consorzio, più correttamente, avrebbe dovuto parlare di “applicazione dei contratti”, perchè nonostante siamo tutti lavoratori impiegati nella movimentazione merci e quindi abbiamo sviluppato le nostre professionalità su questo tipo di lavoro e non su altro, ci troviamo in una situazione di dumping contrattuale dal momento che a parità di lavoro abbiamo trattamenti salariali e contrattuali diversi a seconda della cooperativa di appartenenza.

Ad aggravare questa ingiustizia il fatto che stiamo parlando di un appalto virtuoso, IKEA, in quanto il committente conferisce un adeguato valore alla commessa, cosa tutt’altro che scontata in questo settore, ed applica al suo stesso personale in forza ai magazzini il CCNL Trasporto e Logistica.
Trovare una benché minima giustificazione alla discriminazione di trattamento che una parte di noi subisce è veramente impresa ardua.
Mentre le cooperative Cristall ed Euroservizi ci inquadrano nel CCNL di riferimento (Trasporto e Logistica) la San Martino ci applica il CCNL Multiservizi. Gli operai della San Martino in IKEA non sono pulitori, manutentori o quant’altro. Sono operai che movimentano merce.

Pretendiamo, quindi, l’applicazione del CCNL corrispondente alla nostra attività rifiutando una frammentazione contrattuale che ci discrimina e non rende giustizia alla nostra condizione di lavoratori.
Se una cooperativa svolge più attività, è giusto che applichi distinti contratti, qualora queste siano autonome fra loro. Una cosa è il pulimento civile ed industriale di aziende di “pulizia e servizi integrati/multiservizi” , ben altra è la “logistica, trasporto merci e spedizioni”.
Il fatto di sentirci dire dalla San Martino che per la cooperativa è prevalente l’attività di multiservizi rispetto a quella della logistica non giustifica ne risolve il problema. Noi vogliamo essere inquadrati e retribuiti per l’attività effettivamente prestata.

E’ compito della San Martino risolvere questo problema di natura amministrativa e contabile. Per noi operai tale problema significa differenziazione al ribasso, perdita di salario, non rispetto della nostra dignità.
Noi rifiutiamo la concorrenza tra lavoratori e denunciamo, oltretutto, che attraverso questo meccanismo di frammentazione contrattuale si produce quella che generalmente viene definita “concorrenza sleale” tra operatori economici. Questa è una delle cause che porta ad abbassamenti del valore delle commesse che poi ricadono su noi lavoratori in termini di abbassamento delle retribuzioni e delle condizioni di vita e di lavoro.

Lo sanno bene altri lavoratori del nostro comparto che si ritrovano in appalti meno virtuosi dove le commesse sono ben al disotto della tariffa minima delle € 15,70 orarie che ad ottobre dello scorso anno fu definita dal Tavolo Interistituzionale a Piacenza dopo il caso della TNT.
Noi questa battaglia la porteremo fino in fondo!
Non lo facciamo solo per noi, lavoratori presso i magazzini IKEA, lo facciamo per tutti quelli che, come noi, si spaccano la schiena ogni giorno, permettendo alle merci di circolare e alle aziende di vendere i loro prodotti, per poi magari sentirci dire che non siamo più idonei per questo lavoro.

E’ aberrante ascoltare i pseudo proclami istituzionali di contrasto a incidenti e morti sul lavoro ogni qual volta questi si verificano, quando a noi “soci”-lavoratori inquadrati in CCNL che, in ragione di quanto previsto dai regolamenti interni delle cooperative e dalla normativa di legge, non ci viene riconosciuto nulla per i primi 3 giorni di malattia. Condizione questa che, giocoforza, ci spinge a lavorare anche se malati per non perdere salario, esponendoci in termini di salute e sicurezza. Nella stragrande maggioranza dei casi, eccetto rarissime situazioni, non vi è nessuna integrazione da parte della cooperativa a quanto corrisposto da INPS e INAIL, creando una gravissima discriminazione nei nostri confronti rispetto a tutti gli altri lavoratori subordinati.
Questo, e non solo questo, ci porta a dire che siamo considerati lavoratori di serie B e che spetta a noi fare qualcosa per migliorare la nostra condizione.

Ad IKEA chiediamo di intercedere presso il Consorzio imponendo che, con il rinnovo dell’appalto in scadenza, venga applicato un unico contratto presso i magazzini: il CCNL Trasporto e Logistica. Questo è nelle facoltà di IKEA e sarebbe un atto molto apprezzato da noi lavoratori.

Alle cooperative chiediamo che vengano riconosciuti i giusti inquadramenti in base alle mansioni effettivamente svolte, senza distinzioni arbitrarie.

A tutti quelli che si ostinano a volerci rappresentare senza il nostro consenso chiediamo di smetterla, perché ridicoli e fuori da ogni logica democratica.

Alle istituzioni e alla forza pubblica ribadiamo che noi operai non siamo un problema di ordine pubblico ma di ordine sociale nella misura in cui siamo sfruttati e calpestati nella nostra dignità.
A tutti, invece, ricordiamo che ci siamo costituiti in sindacato e se qualcuno si ostina a non riconoscere questo dato di fatto vuol dire che non gli interessa il dialogo ed il confronto e vuole costringerci a nuove azioni sindacali e di lotta.
Con lo sciopero ci siamo fatti ascoltare, ma questo non risolve i problemi che abbiamo posto.
Ora vogliamo giustizia e dignità e siamo disposti a perseverare pur di ottenerle.

Lavoratori SI-Cobas delle cooperative in appalto presso i magazzini IKEA
Piacenza, 14/07/2012

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