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La Pietra Parcellara

A pochi chilometri dalla città, la Pietra Parcellara, rappresenta insieme alla vicina Perduca l’affioramento ofiolitico posto più a settentrione e più vicino alla pianura dell’intero Appennino Settentrionale

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A pochi chilometri dalla città, la Pietra Parcellara, rappresenta insieme alla vicina Perduca l’affioramento ofiolitico posto più a settentrione e più vicino alla pianura dell’intero Appennino Settentrionale.
La Parcellara è una serpentinite dal colore scuro, alta più di 100 metri, irregolarmente suddivisa in più pareti estremamente fratturate, che emerge poderosa dalle argille circostanti.
L’area presenta un elevato grado di naturalità, per la presenza di una flora rara, le cui specie si sono differenziate per adattarsi al substrato serpentinico: tra le specie rare sono presenti l’euforbia spinosa, i semprevivi e le sassifraghe e diverse specie di orchidee.

La Pietra è inoltre frequentata da rapaci che nidificano tra le sue rocce: sono stati censiti l’aquila reale, il nibbio bruno, lo sparviere e l’astore.
Grazie al sentiero CAI n. 169 è possibile salire fin sulla cima della Parcellara, in una ventina di minuti, per godere di ampi panorami: di fianco alla cappella dell’Oratorio, posta a 730 m. di quota sul versante meridionale, parte un sentiero sassoso, indicato da frequenti bolli rossi, che si alza in breve tra le rocce lungo la cresta ovest.

Questo lato della montagna appare aspro e frastagliato, diviso in diverse pareti irregolari, quasi verticali, che terminano in guglie e spigoli vivi. Sul colore nero-verdastro della roccia spiccano le macchie arancioni dei licheni.
In vari punti l’idrossido di ferro, diffuso come materiale rugginoso, conferisce alla pietra una colorazione rossastra estremamente suggestiva.
Poco prima della vetta si attraversa una frana di crollo, che consente osservazioni ravvicinate del materiale di cui è costituita la rupe. Sono ovunque sul sentiero, infatti, blocchi di roccia recentemente spaccati, le cui superfici non ancora intaccate dagli agenti atmosferici mostrano diverse sfumature di colore: nero, con mineralizzazioni azzurrognole e verdastre, untuose striature di talco verde chiaro.
Sempre seguendo le segnalazioni e prestando attenzione si traversa verso destra seguendo una traccia di sentiero ben marcata che, passando tra le rocce, conduce in breve alla larga e spaziosa sommità (836 m). Su un roccione si trova una piccola croce e statuette di santi.
Lo spiazzo erboso di crinale, largo una decina di metri e completamente spoglio, permette una visuale a 360°: a nord la vallata incisa dal torrente Dorba, variamente coltivata, l’evidente “panettone” roccioso della Pietra Perduca e, più lontano, la torre di Bobbiano con l’adiacente chiesa di san Michele, costruiti su una piccola altura in posizione dominante.
A sud, oltre la Pietra Marcia, serpentinite disgregata separata dalla Parcellara da una selletta, è visibile l’intero corso mediano del Trebbia, fino a Bobbio. 

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