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“Mio figlio supera l’esame al Conservatorio ma non viene iscritto alla scuola media”

Riceviamo e pubblichiamo questa lettera di denuncia, inviata a Piacenza Sera.it da una mamma, molto arrabbiata per la mancata ammissione del proprio figlio alla scuola media "gemellata" al Conservatorio Nicolini. 

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Riceviamo e pubblichiamo questa lettera di denuncia, inviata a Piacenza Sera.it da una mamma, molto arrabbiata per la mancata ammissione del proprio figlio alla scuola media “gemellata” al Conservatorio Nicolini. L’iscrizione è subordinata al superamento di alcuni esami volti a testare l’attitudine musicale dei bambini. il figlio della signora, insieme ad altri bambini in procinto di iniziare la scuola media, ha sperato il test, ma, scrive sempre la mamma, il direttore del Conservatorio dice che non c’è “posto” per l’iscrizione. “Mio figlio – replica la signora – ha superato gli esami, lo so perché ho chiesto di vedere i voti, e i suoi erano più che sufficienti. E addirittura è rimasta esclusa una bambina che ha ottenuto un voto altissimo nella prova di clarinetto. Se questa è una scuola a numero chiuso, doveva essere detto chiaramente”. 

Abbiamo contattato telefonicamente il preside reggente della scuola media Nicolini, Pierluigi Paraboschi, il quale dice di essere a conoscenza della mancata ammissione al conservatorio Nicolini (e di conseguenza alla scuola media) di alcuni bambini, e che forse il malinteso nasce da questo. “Da convenzione – spiega il professor Paraboschi – noi accettiamo l’iscrizione di tutti i bambini che non solo superino gli esami, ma che vengano ammessi alle classi di strumento del Conservatorio, in base alle disponibilità dell’istituto. Saremmo lieti, anzi, di poter avere un numero maggiore di iscritti, ma abbiamo questi vincolo previsto dagli accordi presi con il Nicolini”. Lo scorso anno, viene fatto l’esempio, sono stati ammessi bambini che avevano passato le prove di strumento con una media del sei e mezzo, quest’anno resta effettivamente esclusa una bambina che ha ottenuto 8,3 nella prova di clarinetto, perché non c’è posto nella classe di strumento. E c’è chi lancia l’idea di una prova suppletiva per non escludere i più dotati. 

Di seguito, il testo integrale della lettera

La scuola media Nicolini di Piacenza ha superato i limiti della decenza. Mio figlio si è iscritto alla suddetta scuola per poter accedere  alla classe prima il prossimo settembre. Nell’incontro con i genitori, il dirigente scolastico Luigi Paraboschi e l’insegnante Emanuela Penna hanno sottolineato più volte che l’ammissione alla scuola media dipendeva dal superamento degli esami di strumento all’omonimo Conservatorio di Piacenza. I bambini erano tenuti ad affrontare, a pagamento, tre esamini, uno per ogni strumento dei tre preferiti segnati sul modulo di iscrizione alle scuole medie. Il superamento degli esami dava conferma all’iscrizione alla media. Dal voto di ciascun esame invece dipendeva l’assegnazione dello strumento. Ebbene mio figlio, come altri 8 bambini, ha superato l’esame al Conservatorio, ma non è stato ammesso alle medie Nicolini “perchè non c’è posto”. Così ha sostenuto il direttore del Conservatorio, Fabrizio Dorsi, aggiungendo che i 9 bambini erano stati “sacrificati” per lasciare spazio a quelli che già da un anno frequentavano il Conservatorio. Al signor Luigi Paraboschi, dirigente uscente, affinchè esca in bellezza, e alla signora Emanuela Penna, vorrei ricordare che l’ammissione alla scuola media Nicolini era garantita, come da loro spesso ripetuto,  col superamento degli esamini del Conservatorio, e mio figlio li ha superati.  Che la scuola media  Nicolini è Statale e lo studio è un diritto che va garantito,  e ripeto mio figlio ha superato gli esami al Conservatorio, unica condizione necessaria,  quindi non potete dire che non c’è posto. Il Conservatorio dovrebbe limitarsi a  esporre i risultati degli esami, poi sia Paraboschi a spiegare “perchè e soprattutto per come”  per alcuni bambini il posto c’era e per altri no. Invito il Provveditorato agli Studi di Piacenza ad indagare approfonditamente su quanto accaduto.  Almeno per serietà nei confronti dei nostri bambini.

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