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Pausa caffé con Nereo Trabacchi: La sindrome della forchetta morta

Nereo Trabacchi ci regala questo racconto, l'ideale per una pausa caffé (o granita) in questo pomeriggio estivo. 

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La sindrome della forchetta morta…

 

(di Nereo Trabacchi)

 

La storia che vi voglio raccontare è la storia di Edo e della sua sindrome. Una sindrome tanto rara da essere forse l’unico al mondo a soffrirne. Edo può nutrirsi solo ed esclusivamente di cibi preparati da persone che non sono più in vita… Quando ho deciso di inventare questa storia ho preso un tovagliolino di carta e ho buttato giù un elenco sui problemi che Edo avrebbe avuto per gestire questa situazione. Gira e rigira sicuramente l’ostacolo numero uno, era procacciarsi il cibo per non morire di fame. Trovare pietanze preparate da chi non è più in vita non è una cosa così semplice. Quindi ho consigliato al Edo di telefonare a quel suo caro amico che ha perso la zia una settimana fa. Mi ricordavo, io per lui, che la vecchia era una cuoca di lasagne e ne preparava in grande quantità per poi congelarle e regalarle all’abbisogna a figli e nipoti quasi fossero mance per ripagare buone azioni. 
Con una scusa tanto banale quanto stupida riuscì a farsi consegnare un paio di teglie dagli eredi di lasagne, che non si fecero troppe domande, pur di levarsi dai piedi un pazzo dalle richieste assurde.  
Edo avrebbe potuto mangiare per un paio di giorni, ma non si poteva sospendere la ricerca del cibo.
Così ho deciso di mandarlo un po’ in giro per Piacenza…
Le idee scarseggiavano. Potevo far fare al mio personaggio diverse cose: la prima era quella di controllare i necrologi sul giornale locale e poi aggirarsi nei pressi delle abitazioni dei defunti o provare a contattare le famiglie raccontando loro la semplice verità. “Scusate, sono davvero dispiaciuto per il recente lutto, ma non è che il vostro caro ha lasciato qualcosa nel frigorifero?” 
No, dovevo trovare qualcosa di particolare, come lo stava diventando questa stessa storia che non ho ancora capito come sto scrivendo. Sono io voce narrante esterna, sono io prima persona a spiegare, è Edo che in realtà la sta pensando o è Edo un burattino in una sorta di real game in diretta? Poco importa…
Ma finalmente ecco far capolino un’idea, da tanta confusione: quali sono i cibi più preziosi e costosi? Caviale, salmone, astice blu e tartufo bianco fanno un baffo al menu (sempre senza accento ristoratori ricordatevelo) del mio Edo. Quello che la sua sindrome lo costringe a mangiare è un cibo ancora più raro, ancora più introvabile, e dato che il ragazzo è un tipo indolente e soprattutto impaziente, abbiamo deciso insieme come tentare di risolvere il suo problema senza perdere ancora tempo. 
Edo e una sua cara amica sono in casa di lui e stanno ridendo e scherzando…
Le risate escono dalla finestra aperta, che sembra barattarle con la frizzante e tiepida aria di primavera.






E così per qualche giorno nella mia storia lo tenni in vita.
Invitava qualcuno a casa con la scusa di cucinare insieme o di farsi insegnare qualche piatto particolare, poi uccideva gli ignari cuochi e metteva tutto quanto nel congelatore.
Siamo andati avanti così per diversi mesi nella vita di Edo fino quando la cosa stava diventando un po’ troppo rischiosa. Troppe sparizioni di persone in una piccola città come Piacenza. La polizia presto sarebbe stata sulle sue tracce e se lo avessero preso che fine tremenda sarebbe stata la sua? Chiuso in una cella a morire di fame. 
Così ci siamo messi a pensare insieme per trovare una soluzione e soprattutto un nome a questa strana e rara sindrome. 
gli ho chiesto io.






















Ancora una volta mi sono reso conto di quanto siano facili le risoluzioni dei problemi più difficili.

 

 

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