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Pausa caffé con Nereo Trabacchi: L’abito fa il morto

Nereo Trabacchi ci regala questo racconto, l’ideale per una pausa caffé (o granita) in questo pomeriggio estivo. 

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L’abito fa il morto

Si chiama Emilio, ha settantotto anni e da tutta una vita, ogni giorno, fa la stessa cosa: cuce vestiti su misura addosso alle persone. Solo che lui si differisce leggermente dagli altri sarti tradizionali. Emilio confeziona solo ed esclusivamente l’ultimo capo, che il defunto indosserà in eterno nella cassa…Emilio ha percepito subito però che quel cliente, ora lì davanti a lui, ha qualcosa di diverso da tutti gli altri.
annuncia deglutendo rumorosamente nel minuscolo ma ben attrezzato laboratorio….
Le battute oramai vecchie di anni, non fanno nessun effetto su quel giovane dall’aria sana e nordica, che impassibile ma tranquillo si toglie il cappotto e la giacca.
Domanda Emilio facendo scorrere il metro tra le scapole del giovane dai capelli lunghi memorizzando come d’abitudine tre misure alla volta per poi annotarle su una lavagna con un gesso rosso.
I loro sguardi si incrociano per un istante attraverso la superficie riflettente dello specchio.
Il giovane porta la mano destra verso il costato sinistro.
Emilio si gratta la testa e fissa alcuni rami di una pianta fuori dalla finestra mossi dal vento. 
Il ragazzo si raccoglie i capelli in una coda legandoli con un elastico che teneva al polso e dopo aver solo accennato il primo sorriso della giornata risponde:
Gli occhi di Emilio si illuminano e ogni altro pensiero sparisce dalla sua mente. 
Il vecchio si blocca e biascica tra i denti una gomma che non c’è.
Domanda Emilio preoccupato di veder sfumare all’ultimo secondo un così danaroso cliente. 
Chiede facendo sfarfallare un ricco mazzo di euro sotto il naso attento del sarto.
 
10 giorni dopo
 
Attraversano a passo veloce lo stretto corridoio che divide l’abitazione dal laboratorio e dopo pochi istanti si trovano nella sala dove lavora abitualmente Emilio, entrambi davanti a una bara di frassino dolce del Madagascar.
Emilio prende un piccolo blocchetto di carta dalla tasca interna della sua logora giacca e con una matita inizia a spuntare la lista ripetendola ad alta voce: alza gli occhi per un istante, compie un passo verso la cassa e dopo averne alzato il coperchio dice senza più leggere:
 
 
Nereo Trabacchi
 

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