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Piano casa per le giovani coppie, i contributi dalla Regione

La Regione potenzia il suo programma per favorire l’acquisto di una casa da parte delle giovani coppie, e lo fa a partire dai ragazzi delle zone colpite dal sisma

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CASA. PIANO REGIONE PER GIOVANI COPPIE, CONTRIBUTO EXTRA PER RESIDENTI NELLE ZONE COLPITE DAL SISMA. CONFRONTO SU ‘FAMIGLIA’, CONVIVENTI, SINGLE

La Regione potenzia il suo programma per favorire l’acquisto di una casa da parte delle giovani coppie, e lo fa a partire dai ragazzi delle zone colpite dal sisma: se il contributo pubblico per tutti gli aventi diritto sale infatti da 10.000 a 20.000 euro, per i residenti o lavoratori del ‘cratere’ del terremoto la cifra arriva a 30.000 euro, a cui se ne possono aggiungere altri 3.000 in caso di acquisto di una casa con classe energetica A e altri 2.000 per le coppie già con figli.

La delibera di Giunta, presentata dall’assessore all’Edilizia, Gian Carlo Muzzarelli, alla commissione Territorio, ambiente, mobilità, presieduta da Damiano Zoffoli, “rafforza la nostra strategia del miglior rapporto possibile tra costi e benefici”, spiega Muzzarelli, ricordando come con il precedente bando, di cui “è stato mantenuto l’impianto”, 462 coppie hanno avuto accesso a un contributo complessivo di 5.405.000 euro. L’obiettivo principale, recita la delibera, è “favorire la possibilità di acquisire la proprietà della prima casa di abitazione, dopo un periodo di locazione di massimo quattro anni a canone inferiore a quello di mercato, ad un prezzo determinato al momento dell’inizio del periodo di locazione”.

Nel corso della seduta di commissione sono stati presentati 8 emendamenti, tutti respinti: cinque a firma di Fabio Filippi (Pdl), che insistevano sull’introduzione del termine ‘famiglia’ come definizione prioritaria rispetto a ‘giovani coppie’, secondo quanto sostenuto dall’articolo 29 della Costituzione, e sulla necessità di almeno 5 anni di cittadinanza in caso di coppie straniere richiedenti contributo, e due a firma di Silvia Noè (Udc), per limare i criteri di accessibilità al bando eliminando tra i soggetti destinatari “le persone singole” e “le persone intenzionate a convivere more uxorio”. Un emendamento portava infine la firma dei consiglieri Manes Bernardini (Ln) e Filippi, e vi si chiedeva di “non concedere privilegi a chi ha perso il diritto alla casa popolare”, categoria per cui invece, come spiegato dall’assessore, la delibera prevede alcune facilitazioni per “accompagnare fuori dall’Erp, dal momento che sfrattare è spesso molto complicato”.

Il testo, non emendato, è stato quindi approvato con i voti favorevoli di Pd, Fds e Idv e quelli contrari di Lega, Udc e M5s.

Durante il dibattito, Filippi (Pdl) ha parlato di “paura ideologica della Regione di usare il termine ‘famiglia’” e del problema che “solitamente in questi casi 9 posti su 10 nei bandi vengono attribuiti a stranieri”. Secondo Bernardini (Ln), bisognerebbe “fare un ragionamento sugli alloggi invenduti, con la Regione a fare da tramite tra costruttori e acquirenti”. Monica Donini (Fds) ha ricordato come tutti i temi in discussione, dalla definizione di convivenza a quello sui migranti, fossero già stati affrontati “quando abbiamo approvato per la prima volta questo programma nel 2009” mentre Sandro Mandini (Idv) ha suggerito, “pur d’accordo con i contenuti”, di rivedere la delibera, pensando “più che agli incentivi in conto capitale agli aiuti per abbattere i tassi di interesse”. Silvia Noè ha chiesto di alzare l’attenzione e i controlli sui “casi che possono eludere il regolamento”, a partire dal fatto che “tutti possono fingersi conviventi”. Per Giovanni Favia (M5s) l’utilizzo del termine “conviventi more uxorio” sarebbe stato inappropriato perché non riscontrabile in nessuna norma nazionale. I consiglieri Paola Marani e Mario Mazzotti (Pd) sono intervenuti con alcune considerazioni sul tema dell’edilizia popolare.

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