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Siccità, Pozzi: “La Regione riprenda il dialogo”

L’ultimatum dalla Provincia: “Tavolo istituzionale dal prefetto se non arrivano risposte nelle prossime ore”

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DEFLUSSO MINIMO VITALE, L’ASSESSORE POZZI: “TENSIONE ALLE STELLE NELLE CAMPAGNE, LA REGIONE RIPRENDA IL DIALOGO DOPO UN’ASSENZA DI MESI”
L’ultimatum dalla Provincia: “Tavolo istituzionale dal prefetto se non arrivano risposte nelle prossime ore”

“Apprezzo gli appelli delle ultime ore che richiamano la necessità di un dialogo con il mondo agricolo sulle problematiche relative al rispetto del Deflusso minimo vitale dei corsi d’acqua piacentini ma, a onore del vero, l’invito è da rivolgere alla Regione Emilia-Romagna dove, da mesi, l’assessore competente nega la necessità di un confronto, nel merito, con la Provincia, le associazioni di categoria e il Consorzio di bonifica”. Così l’assessore provinciale all’Agricoltura Filippo Pozzi interviene nel delicato dibattito relativo alla crisi idrica locale evidenzando da un lato la tensione nelle campagne e dall’altro l’assenza della Regione nel dialogo con enti, associazioni e realtà coivolte.
“E’ dallo scorso autunno – continua Pozzi – che chiediamo alla Regione, interlocutore fondamentale in questa partita, di partecipare ad un tavolo tecnico che possa affrontare la tematica Trebbia nel suo complesso, nel tentativo di evitare di arrivare ad un clima di contrapposizione ad inizio campagna; al contrario, a quanto ci risulta e nonostante avessimo per tempo prefigurato l’attuale situazione di crisi idrica, nulla è stato fatto se non il ribadire, in modo unilaterale, rigore e modalità di controllo del valore del Deflusso minimo vitale con gli organismi di controllo”.
Quindi l’allarme legato alla difficile condizione attuale delle realtà agricole locali. “E’ in gioco – spiega l’assessore all’Agricoltura – la possibilità di operare di centinaia di aziende agricole nei confronti delle quali la Regione dovrebbe prestare maggiore attenzione; la supposta minaccia di revoca delle concessioni ad uso irriguo, lo ricordo, coinvolge anche tutti i piccoli consorzi privati e i terreni serviti da quelle reti, con una possibile e pericolosa ricaduta anche sul valore di quelle terre.
Probabilmente Bologna non riesce a percepire in modo adeguato la preoccupazione che si vive nelle aziende piacentine, già esasperate da un contesto difficilissimo, che rimangono incredule di fronte alla mancanza di volontà politica nel trovare, in modo risolutivo, una via che assicuri loro la possibilità di irrigare e mantenga contemporaneamente le condizioni minime di tutela dei corsi d’acqua. Rinnovo quindi il mio appello al presidente e a tutta la Giunta regionale affinché, nelle prossime ore, anche in modo informale, ascoltino le istanze del territorio piacentino e delle sue aziende agricole, entrando nel merito del problema. In caso contrario, sulla base dell’attuale clima di contrapposizione e di tensione sociale, chiederemo al prefetto di convocare urgentemente un tavolo istituzionale”.

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