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Tagli alla sanità, a Piacenza a rischio 100 posti letto foto

Giornata convulsa per il governo alle prese con il decreto sulla spending review, il taglio della spesa pubblica: riflettori puntati in particolare sulla sanità con il quadro che più volte è cambiato col passare delle ore. Poche le certezze sul taglio dei piccoli ospedali, in un primo tempo dato per certo, poi ritirato e nuovamente riproposto sotto nuova forma

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Giornata convulsa per il governo, alle prese con il decreto sulla spending review, il taglio della spesa pubblica. Riflettori puntati in particolare sulla sanità con il quadro che più volte è cambiato col passare delle ore. Poche le certezze sul taglio dei piccoli ospedali, in un primo tempo dato per certo, poi ritirato e nuovamente riproposto sotto nuova forma (quelli con meno di 120 posti letto).

Di certo ci sarà la revisione dei criteri standard dei posti letto ospedalieri accreditati ed effettivamente a carico del servizio sanitario regionale. La riduzione prevista dal decreto ad un livello non superiore a 3,7 posti letto per mille abitanti (comprensivi di 0,7 posti letto per mille abitanti per la riabilitazione e la lungodegenza post-acuzie) adeguando coerentemente le dotazioni organiche dei presidi ospedalieri pubblici, porterebbe ad una contrazione di circa 80-100 posti letto in provincia di Piacenza, secondo una stima sommaria. In precedenza il numero dei posti letto in ospedale era stato fissato a 4 ogni mille abitanti.
 
Bozza del decreto secondo il “Corriere”: via gli ospedali sotto i 120 posti letto 
– Gli ospedali entro i 120 posti letto vanno chiusi entro ottobre, lo prevederebbe una  bozza del decreto legge sulla spending review che approderà sul tavolo del Consiglio dei ministri. Alle Regioni viene affidato il compito di adottare tutte le misure necessarie a prevedere, entro il 31 ottobre 2012, si legge nel testo – la cessazione di ogni attività dei presidi ospedalieri a gestione diretta, anche se funzionalmente aggregati in presidi ospedalieri multisede, con un numero di posti letto inferiore a 120 unità e la conseguente immediata chiusura”. Lo scrive il “Corriere”, dando conto delle continue modifiche del decreto intervenute nell’arco della giornata.

Secondo l’agenzia Ais (Agenzia informazione sanità) sono due gli ospedali pubblici della provincia di Piacenza a rischio chiusura per la spending review perché sotto i 120 posti letto (tra parentesi il numero di posti letto di ciascun ospedale).

PRESIDIO OSPEDALIERO VAL TIDONE OSPEDALE A GESTIONE DIRETTA (110) di Castelsangiovanni

OSPEDALE BOBBIO OSPEDALE A GESTIONE DIRETTA (22)

AGGIORNAMENTO ore 13,15 
– I mini-ospedali sono ’salvi’. Secondo quanto si apprende, nel decreto sulla spending review non ci sarebbe più l’intervento previsto dalle bozze circolate nei giorni scorsi che ipotizzava la chiusura per decreto – di fatto un taglio deciso direttamente – delle strutture ospedaliere con meno di 80 posti letto. Il ministro della Salute Renato Balduzzi ha incontrato i presidenti delle Regioni presso il suo dicastero: è quanto è stato reso noto a margine dei lavori della Conferenza delle Regioni che è attualmente in corso.

L’elenco delle strutture a rischio e i sindaci “contro” 

Sono due gli ospedali emiliani a rischio chiusura secondo il piano di razionalizzazione del Ministero della Sanità, uno è quello di Bobbio in provincia di Piacenza (l’altro è a Meldola nel forlivese). L’elenco è stato pubblicato da “Il Corriere della Sera”: complessivamente sono 149 i piccoli presidi medici che dovrebbero essere tagliati in tutta Italia. 

Il ministro della Salute, Renato Balduzzi, ha chiarito tuttavia che “nessuna chiusura automatica di ospedali verrà imposta da Roma”, spiegando però che “è sicuramente necessaria una riorganizzazione della rete ospedaliera che porti a una riduzione di costi di gestione e ad una maggiore appropriatezza delle prestazioni”. Se di automatismo si trattasse, come si intuisce dalla bozza di decreto che parla di misure da parte delle Regioni per prevedere, entro il 31 ottobre 2012, la cessazione di ogni attività dei presidi ospedalieri con meno di 80 posti letto, a chiudere sarebbero circa 149 strutture di ricovero. Tanti stando alla banca dati del ministero della Salute, aggiornata al 2007, sono i mini-ospedali.

Sindaci della Valtrebbia contrari all’ipotesi di chiusura per il presidio sanitario di Bobbio. Scontato il no del primo cittadino bobbiese Marco Rossi, che parla di “conseguenze inimmaginabili”. Il commenti del collega di Ottone Giovanni Piazza è eloquente: “Credo davvero che ora si stia perdendo il senso della misura. L’ospedale di Bobbio risulta un presidio medico fondamentale per la città di Bobbio ma soprattutto per tutta la Valtrebbia. Come Sindaco ma in primis come cittadino mi opporrò senza limiti”. Dello stesso avviso il sindaco di Travo Albasi: ” Condivido l’analisi del sindaco di Ottone. Occorre da subito la mobilitazione istituzionale”. 


Spending review, slitta ad agosto il taglio delle Province

Il taglio delle Province slitta dall’agenda del Governo Monti. La fase due della spending review partirà oggi pomeriggio ma è quasi certo che il taglio delle Province, la sforbiciata del 20% agli enti pubblici e il riordino dei piccoli Comuni non saranno in discussione. Con ogni probabilità questi tre interventi verranno presi in considerazione solo durante un terza fase del percorso, prevista ad agosto.

“Il Consiglio dei ministri che dovrebbe tenersi oggi alle 17 – scrive il Sole 24 Ore – varerà dunque un decreto legge con le sole norme di spesa. Si va dalla “dieta” imposta dal commissario Enrico Bondi agli acquisti di beni e servizi al contenimento dei costi degli affitti pubblici, dalla riduzione degli organici nelle Pa ai tagli da 7,2 miliardi in due anni per Regioni ed enti locali. A cui potrebbe aggiungersi una sforbiciata di importo analogo (o lievemente più bassa) per le uscite dei ministeri”.

Obiettivo primario dell’incontro è evitare l’aumento dei due punti Iva che scattano il primo ottobre, ma anche finanziare gli interventi per il terremoto, trovare le risorse per gli esodati. E, ultimo ma non per ultimo, rinsaldare i conti pubblici.

SPENDING REVIEW, CAVALLI: “GLI OSPEDALI DI BOBBIO E VILLANOVA NON SONO IN DISCUSSIONE”. INTERROGAZIONE IN REGIONE
 
“Ancora una volta la mannaia dei ragionieri del Governo ha imposto tagli lineari e a farne le spese saranno anche e soprattutto gli ospedali della montagna e le strutture di eccellenza. E’ forte la preoccupazione per Bobbio e Villanova. Sarebbe un gravissimo errore imporre la loro chiusura o anche solo soffocarne le risorse. Il primo serve infatti la comunità della media e alta Valtrebbia ed è un presidio montano fondamentale. Il secondo rappresenta un gioiello per grado di specializzazione, storia e qualità del servizio. Visto che il ministro Balduzzi ha smentito liste di ospedali passibili di chiusura, chiediamo, alla vigilia del passaggio in consiglio dei ministri della spending review, che la Regione si attivi per salvaguardare i nostri importanti ospedali prima che sia troppo tardi”. Sul tema il consigliere regionale della Lega Nord Stefano Cavalli ha presentato oggi un’interrogazione alla giunta emiliano romagnola. “Si pensi a introdurre i costi standard e a liberare risorse attingendole dal Sud, fucina di sprechi, soprattutto nella sanità. I tagli orizzontali penalizzano solo le realtà virtuose”. Nell’interrogazione Cavalli chiede alla Regione: “Quale la posizione della giunta a riguardo”, “come intenda tutelare le piccole realtà ospedaliere emiliano romagnole”, “quali misure e iniziative intenda intraprendere qualora il Governo confermi la linea finora sostenuta”.

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