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Uffici postali, ne chiudono sette in provincia di Piacenza 

Il piano di chiusura e razionalizzazione (con relativa riduzione degli orari di apertura) degli uffici postali, comune per comune è stato presentato da Poste Italiane all’Agcom, come atto obbligatorio previsto dal contratto di Programma

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Sono sette gli uffici postali che chiuderanno in maniera permanente in provincia di Piacenza: Villò in Valnure, Bacedasco Sotto e Vigoleno in Valdarda, Brugneto, Mezzano Scotti e Santimento in Valtrebbia, e Trevozzo in Valtidone.  

Il piano di chiusura e razionalizzazione (con relativa riduzione degli orari di apertura) degli uffici postali, comune per comune è stato presentato da Poste Italiane all’Agcom, come atto obbligatorio previsto dal contratto di Programma. “Ma alla fine non chiuderemo gli sportelli – ha spiegato l’ad di Poste Massimo Sarmi – li trasformeremo in centri multiservizi”.

Il taglio degli uffici sul territorio si affianca al piano di razionalizzazione annunciato in regione con il ridimensionamento del numero dei postini.

La Regione Emilia-Romagna condivide l’allarme lanciato da sindaci e da molte parti sociali per i possibili problemi per cittadini, imprese e territori derivanti da una riduzione dell’offerta nei servizi gestiti da Poste Italiane, specie nei Comuni di montagna. Una ulteriore riduzione dell’offerta del servizio peserebbe infatti sulla vita di persone che già vivono in situazioni di fragilità e precarietà, soprattutto nelle zone colpite dal terremoto del 20 e 29 maggio scorsi”.

Simonetta Saliera, vicepresidente e assessore al Bilancio della Regione Emilia-Romagna, interviene sul tema della riorganizzazioine degli uffici postali, tema ancora più all’ordine del giorno soprattutto alla luce delle ipotesi circolate proprio oggi di una severa riduzione degli uffici nei Comuni della regione.

Già il 20 marzo scorso, Saliera aveva inviato una lettera a Poste Italiane in cui, citando le tantissime segnalazioni arrivate da sindaci e cittadini, chiedeva “di conoscere la strategia che la stessa Posta Italiane intende praticare nei piccoli Comuni e nelle zone di montagna nella speranza che si possano trovare da parte delle poste delle soluzioni che non penalizzino i cittadini e le imprese operanti in suddette zone”. Sollecitazione a trovare una soluzione che è stata ribadita ancora oggi con una nuova lettera a Poste Italiane.

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