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Appennino Festival, fisarmonica e piffero protagonisti a Vesimo foto

Il repertorio delle Quattro Province torna di nuovo a vivere nel nuovo appuntamento dell’Appennino Festival in programma mercoledì 22 agosto dalle 20: alla Locanda Zuffi a Vesimo di Zerba infatti Franco Guglielmetti alla fisarmonica e Gabriele Dametti al piffero proporranno un’ampia scelta di brani e danze della tradizione

È un ritorno alle origini quello che l’Appennino Festival, rassegna tradizionalmente dedicata alla valorizzazione del repertorio delle Quattro Province, propone per la sua prossima tappa, in programma a Vesimo di Zerba mercoledì 22 agosto alle 20: nella suggestiva cornice della locanda Zuffi infatti la kermesse approda con due protagonisti d’eccezione quali sono Franco Guglielmetti alla fisarmonica e Gabriele Dametti al piffero.

Del resto da sempre il piffero è lo strumento principe del repertorio delle Quattro Province (Piacenza, Pavia, Genova e Alessandria); e altrettanto “storico” è il suo legame con la fisarmonica che via via ha “soppiantato” la cornamusa dell’Appennino, la cosiddetta musa. Ecco allora il motivo per cui l’Appennino Festival inserisce anche quest’anno nel suo calendario di appuntamenti un concerto quasi interamente dedicato al felice e antico binomio composto da piffero e fisarmonica, che rappresenta dunque un omaggio alla ricchissima e feconda tradizione lombarda e piemontese: lo fa tra l’altro con due “vecchi amici” della rassegna che da anni sono attivi e si sono fatti notare per il loro talento sia singolarmente che tra le file degli Enerbia e dei DaBeGu, solo per citare altri due protagonisti dell’edizione 2012 dell’Appennino Festival.
Guglielmetti, originario di Pradovera nell’alta Val Nure dove è nato nel 1960, vanta una lunghissima carriera iniziata a soli quindici anni accompagnando il pifferaio Ettore Losini (Bani): dai primi anni Ottanta collabora con Stefano Valla fondando il gruppo “I suonatori delle Quattro Province” e dal 1999 fa parte degli “Enerbia”. Straordinario conoscitore del repertorio tradizionale sia di musiche antiche sia di brani da ballo dell’Appennino nord-occidentale, svolge un’intensa attività concertistica che lo ha portato a esibirsi in tutta Italia, in Francia, Spagna e Svizzera.

Dametti, nonostante la giovane età (è nato nel 1988), vanta un curriculum e un talento di tutto rispetto: allievo di Losini e attivo in duo dal 2005, da qualche anno infatti il musicista è riuscito a farsi notare come pifferaio appassionato e conoscitore dei repertori musicali della tradizione appenninica. Alla diffusione di gighe e alessandrine, piane e perigordini contribuisce con concerti tenuti sia singolarmente sia spesso in accompagnamento alla fisarmonica di Franco Guglielmetti e non solo; vanta collaborazioni con gli Enerbia, i DaBeGu e la Banda Brisca con cui condivide la passione per la ricerca sulle canzoni d’osteria e dei cantastorie, sui canti spontanei e sulle danze di coppia.

Saranno dunque queste a costituire il programma del concerto in programma il 22 che dopo la cena metterà nel “piatto” piane e gighe, monferrine e alessandrine e tutte quelle danze di gruppo che da secoli accompagnano la ritualità delle feste delle Quattro Province e che torneranno a rivivere nel piccolo e incantevole borgo della Val Boreca oggi poco abitato durante l’anno ma dalla storia antica. A esercitare la loro giurisdizione su questa zona un tempo erano infatti i monaci di San Colombano, come attesterebbe la presenza di un oratorio dedicato all’abate irlandese accanto all’altro intitolato alla Madonna del Carmine; tristemente noto è rimasto anche il bombardamento del villaggio avvenuto nell’agosto del 1944 e tutt’oggi commemorato.

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