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Le Rubriche di PiacenzaSera - Cinema

Concorto, ecco il programma aggiornato della serata foto

Le proiezioni si terranno nel cinema Omi di Pontenure, visto il maltempo. 

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Concorto, ecco il programma della serata. Le proiezioni si terranno nel cinema Omi di Pontenure, visto il maltempo. 

Programma delle proiezioni di Venerdì 31 agosto  (inizio ore 21):
 
 

Programma delle proiezioni di oggi Venerdì 31 agosto (inizio ore 21):

Blocul Nr. 6, Peter Akar, ROM, 2011, 23′

Owakare, Toshikazu Tamura – Ai Sugaya, JAP, 2011, 3′

Adesso come adesso, Michele Casiraghi, ITA, 2012, 15′

By the pool, Ivan Almeida Rodrigues, USA, 2012, 3′

Killing the chickens to scare the monkeys, Jens Assur, SWE/THA, 2011, 24′

Flaubert et Buisson, Vincent Staropoli – Desclous Sylvain, FRA, 2011, 19′

L’intruso, Filippo Meneghetti, 2012, ITA, 19′

Ibijazi, Luc Feit, LUX, 2011, 9′

Hope, Pedro Pires, CAN, 2011, 11’

Pentecost, Peter McDonald, IRL 2010, 11′

Sano Kiitos Ja Tanssi, Antti Heikki Pesonen, FIN, 2012, 8′

Ecco il resoconto della serata di ieri 

La guance paffute incorniciate da una cascata di boccoli biondi. L’inizio di una nuova vita ha questo volto per Blerim Gjoci, regista kosovaro che ieri sera ha conquistato il cuore del pubblico della sesta serata di Concorto con il suo Kthimi – The Return. Incurante della pioggia il “popolo del Festival” si è ritrovato negli spazi del cinema Omi di Pontenure per assistere alle proiezioni di cinque corti legate da un emozionante filo rosso: il tema della separazione. La separazione colmata dopo la fine della guerra come per l’opera di Gjoci, che mette sul grande schermo le difficoltà e la determinazione di ritornare alla vita di una famiglia del Kosovo riunitasi dopo la lunga carcerazione del marito. Quella ingannata dallo scambio di un paio di scarpe nuove, come nell’opera di Rezan Yesilbas Sessiz che ha ricevuto un riconoscimento la Palma d’oro per il miglior cortometraggio a Cannes. Quella “in sottovoce” tra un padre e una figlia che per la prima volta si trovano faccia a faccia, raccontata dalla regista finlandese Aino Suni in Sundenveistaja – The Wolf Carter. 
Una separazione da un sogno che il sogno stesso fa superare, quella raccontata dal cortometraggio fuori concorso Il cammino di Alberto. Affetto da tretraparesi spastica dalla nascita Alberto Carenzi aveva un sogno nel cassetto e di sentirsi dire che in quel cassetto sarebbe rimasto per sempre non lo convinceva. 
«Nelle difficoltà risiede sempre lo spiraglio della possibilità» è la frase che chiude il film che racconta del viaggio di Alberto e di un gruppo di amici verso Santiago di Compostela. Duecentodieci chilometri fatti a piedi e a bordo della della Jolette – una sorta di risciò appositamente creato per superare i tratti più accidentati del percorso – che sono la dimostrazione di come «ai sogni si può credere, si deve credere – ha sottolineato Alberto, ieri sera accompagnato da Andrea, Claudio, Giuliano e Ada – tutto è possibile con la fatica, ma la gioia nel cuore». 
Ospiti d’eccezione della serata i quattro giudici che proprio ieri, si sono riuniti per decretare i vincitori del Festival. Il responso verrà reso pubblico sabato, ultimo giorno dell’edizione 2012 di Concorto. Oltre all’Asino d’oro, destinato al miglior film in assoluto, i giudici assegneranno un premio al miglior corto per ciascuna sezione. A questi riconoscimenti si aggiungeranno il premio alla migliore opera prima e il premio L’onda, assegnato dalla giuria giovani composta da Francesca Badini, Cecilia Bonini, Gabriella Caimmi, Francesca Ioannilli, Elisa Luzzoli, Gioria Orsi, Luca Rancati, Lucia Rossetti e Margherita Sprega. 
«E’ stato un lavoro impegnativo, il livello dei film è elevato ma ci siamo trovati d’accordo sui migliori. Speriamo solo che le nostre scelte corrispondano ai gusti del pubblico». Abbottonato sui nomi dei vincitori, Filippo Mazzarella (curatore dell’inserto del Corriere della Sera ViviMilano e collaboratore di numerose riviste di cinema tra cui Linus, CIAK, FilmTV e del Dizionario dei Film di Paolo Mereghetti) ha così aperto la presentazione dei giurati. Un grazie all’organizzazione da Tomás Sheridan, regista anglo americano con forti legami con l’Italia, autore di pluripremiati documentari come Radiostan e Archive of Dreams. «Un lavoro straordinario – ha commentato Sheridan – che regala al pubblico un Festival di grande livello con film che altrimenti non sarebbe possibile vedere». 
Qualità del prodotto e del lavoro svolto sottolineata anche da Carlo Migotto direttore generale del Lago Film Fest, a Revine Lago (Treviso) e da Marco Toscano, direttore responsabile del mensile di cinema e cultura dell’immagine Duellanti e autore di saggi inseriti in volumi collettivi su Robert Zemeckis, Daniele Gaglianone e sul cinema italiano.  
Come ogni sera, alla proiezione erano presenti alcuni registi. Per l’occasione la sesta serata di Concorto ha parlato finlandese. Accompagnata dal suo direttore della fotografia Kerttu Hakkarainen, Aino Suni, regista di Sundenveistaja – The Wolf Carter ha presentato il suo lavoro al pubblico di Pontenure. Sulo, artista solitario e burbero, si presenta a casa dell’ex fidanzata convinto di avere con la donna un appuntamento romantico. Invece dell’amante si trova di fronte a una ragazza con un rimorchio pieno di scatole. Anche se alterato dal cambio di programma, Sulo accetta di accompagnare la ragazza a destinazione. Durante il viaggio scopre che quella biondissima fanciulla che gli rivolge appena la parola è la figlia, ma non riesce a confessarle il segreto. Che forse non è un segreto.
 
«Avevo bisogno di un soggetto per il film del diploma – ha raccontato Aino Suni – e mi sono ispirata al rapporto con mio padre, anche se ovviamente non è così complicato». 
Immersi in un silenzio ostinato lo scontro tra i protagonisti viene sottolineato dalla musica. «Le musiche sono appositamente state create per il film. Avevo bisogno di suoni che sottolineassero il carattere difficile e chiuso di Sulo e che potessero rappresentare motivo di irritazione per una ragazza di diciotto anni con altri gusti musicali. Sono nate queste musiche che si rispondono perfettamente a queste necessità». 
La colonna sonora non è stato l’unico “ostacolo” che il film ha dovuto affrontare. Il fattore immagini in un contesto di neve e gelo non ha facilitato il lavoro della direttrice della fotografia. «La luce riflessa dalla neve ha creato non pochi problemi e girare in esterno con meno trenta gradi comporta sempre delle difficoltà. L’utilizzo della pellicola ha ovviato a molti di questi inconvenienti anche se la videocamera si è rotta due volte». La sesta serata di Concorto è stata chiusa da film documentario “Dèrobèes” di Pascaline Simar presentato da Stefania Piccinelli di Terra di Tutti Film Festival. Dal 2011 Concorto collabora con Terra di Tutti Film Festival, manifestazione che si tiene al Cinema Lumière di Bologna dedicata ai documentari al cinema sociale del Sud del Mondo. Promosso da due organizzazioni non governative (Cospe e Gvc) Terra di Tutti Film Festival propone storie di migrazione e conflitti, ambiente e sviluppo sostenibile, globalizzazione e diritti umani. L’edizione di Terra di Tutti Film Festival del 2012 si terrà dall’11 al 14 ottobre e Concorto avrà una finestra tutta sua. 
«Quello che vogliamo fare con Terra di Tutti Film Festival – ha spiegato Stefania Piccinelli presentata da Paolo Marino – è accendere i riflettori sui Sud del Mondo e dare voce alla pluralità di punti di vista che non trovano spazio sui mass media. Il film della regista francese Simar rè concentrato sul traffico di esseri umani in Europa. Prostituzione, ma non solo: lavoro minorile, traffico di organi, sfruttamento delle donne sono tanti volti di un fenomeno che è tutt’altro che in diminuzione».
Accolto tra gli applausi “Dèrobèes” ha messo la parola “fine” la serata che ha incoronato come miglior film Kthimi – The Return. Al secondo e terzo posto Sessiz e Sundenveistaja – The Wolf Carter. 
 
 

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