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Crisi a Piacenza, calano le imprese artigiane e quelle giovanili

In un anno a Piacenza sono andate perse 164 imprese giovanili. È quanto risulta dai dati elaborati da Unioncamere Emilia-Romagna. Al 31 marzo 2012 sono 2.472 le imprese giovanili nella nostra provincia, rappresentando l’8,6% delle aziende totali. In calo anche le imprese artigiane.

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Il primo semestre del 2012 si chiude con una riduzione del numero di imprese artigiane operanti a Piacenza. A fine dicembre queste realtà erano 9.285 per diventare 9.160 alla fine del mese di giugno 2012, mentre il dato del giugno 2011 era in linea con quello di fine anno (9.284 imprese).

Nel corso del primo semestre 2012 le iscrizioni alla Camera di commercio sono state 342 ma le cessazioni hanno raggiunto quota 467 determinando un saldo negativo per 125 realtà. Il tasso di crescita non può quindi che essere negativo; il suo valore è pari a -1,35%. Le incertezze sul futuro economico e le difficoltà a reperire credito non sono sicuramente un viatico che spinge ad avviare nuove iniziative imprenditoriali.  

Nelle province confinanti si riscontra una situazione analoga che peraltro si conferma anche nel quadro regionale e nazionale.  Prendendo come riferimento di partenza il dato di giugno 2009 Piacenza perde in questo lasso temporale poco meno del 2% delle imprese mentre altre province hanno cali più elevati: 5,5 punti percentuali per Parma, poco più di 4 punti percentuali per Reggio Emilia, circa 3 punti percentuali per Lodi e Cremona.

Tornando all’esame dei dati locali e allargando lo sguardo al periodo giugno 2011-giugno 2012 si osserva che i settori nei quali si sono ampliate le consistenze sono quello dei servizi alle imprese (+18 aziende), quello delle attività di alloggio e ristorazione (+10 imprese), quello dei servizi di informazione e comunicazione (+3 imprese). Un’azienda per ciascuno hanno “guadagnato” l’agricoltura e l’istruzione.

I cali più consistenti si sono invece messi a segno nelle costruzioni (-45 ditte), nelle manifatture (-43 imprese) e nei trasporti (-31 imprese). Si tratta di tre settori a forte connotazione artigiana (nelle costruzioni 76 imprese su 100 registrate sono artigiane).

Perse anche 164 imprese giovanili

Ma in difficoltà non sono solamente le imprese artigiane; in un anno a Piacenza sono andate perse 164 imprese giovanili. È quanto risulta dai dati del Registro delle imprese delle Camere di commercio di fonte InfoCamere elaborati da Unioncamere Emilia-Romagna. Al 31 marzo 2012 sono 2.472 le imprese giovanili nella nostra provincia, cioè con maggioranza assoluta dei soci costituita da giovani tra i 18 e 29 anni, rappresentando l’8,6% delle aziende totali presenti sul territorio. Una percentuale tra le più alte in Regione, ma che nell’ultimo anno ha dovuto registrare la chiusura di ben 164 imprese giovanili (il 6,2%).

A livello regionale sono 35.607 le imprese giovanili e costituiscono solo l’8,4 per cento delle imprese emiliano-romagnole. Negli ultimi dodici mesi la crisi ne ha eliminate 2.048 (-5,4 per cento). La tendenza negativa è stata più ampia nelle province di Bologna e Forlì-Cesena (-6,6 per cento per entrambe), mentre la compagine delle imprese giovanili reggiane ha limitato la contrazione ad un -3,7 per cento.

La contrazione è più rapida per le società di capitale (-8,0 per cento) e quelle di persone (-9,0 per cento). In termini assoluti, la discesa è stata più ampia per le dite individuali (-1.405 unità). La caduta è stata più ampia per le imprese delle costruzioni (-967 unità), seguita da una contrazione di quelle del commercio (-319 unità). Nessun settore ha segnato incrementi degni di nota.

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