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Diario da Londra II: la spada femminile all’ExCeL

Ieri grande giornata (la terza dei giochi olimpici) passata all’ExCel per le gare di spada femminile. Si prevedeva il panico per il traffico sui mezzi di trasporto che
portano ai vari templi dello sport ma posso garantire che tutto è estremamente organizzato e funzionante

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Ecco la seconda parte del diario della nostra corrispondente Roberta Bertuzzi che ci racconta direttamente da Londra la terza giornata delle Olimpiadi 2012

Ieri grande giornata (la terza dei giochi olimpici) passata all’ExCel per le gare di spada femminile. Si prevedeva il panico per il traffico sui mezzi di trasporto che
portano ai vari templi dello sport ma posso garantire che tutto è estremamente organizzato e funzionante. La gente è tantissima certo, ma dapperttutto ci sono addetti che aiutano a dipanare la matassa delle linee della underground! La studiatissima organizzazione non si vede solo nei trasporti: anche il controllo della sicurezza agli ingressi si svolge in modo rapido e preciso. Sempre con il sorriso sulle labbra di tutti i volontari e la sensazione che tutto funzioni a meraviglia.

Ma cosa dicono i londinesi? C’è grande polemica sulla questione dei “vip seats” vuoti ma il problema è in via di risoluzione rimettendo in circuito i biglietti dei posti appunto riservati e non confermati. E tuttavia il problema sembra irrilevante se comparato al grande trionfo artistico della cerimonia di apertura di Danny Boyle, allo straordinario spettacolo che celebrava alcuni dei migliori aspetti della vita nazionale inglese. Semmai la grande sfida sarà come mantenere e sostenere sempre l’attuale altissimo livello di ospitalità, generosità di spirito ed entusiasmo.

Tornando alla spada individuale femminile, abbiamo visto una giovanissima Rossella Fiamingo perdere all’ultimo secondo dopo un combattutissimo assalto contro la numero uno del ranking mondiale, la cinese Sun. Oro all’ucraina Yane Shemyakina che ha superato in finale, alla priorità (9-8), la campionessa uscente, la tedesca Britta Heidemann, che conquista così l’argento.

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