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Farini, a Covati e Marazzi il premio di Piacentino nel Mondo FOTO foto

Giulio Biasini del liceo Cassinari vincitore del bando per la realizzazione di un monumento-simbolo dedicato a tutti gli emigrati piacentini. Trespidi sul futuro della Provincia: "Incontrerò il presidente della Regione Emilia Romagna e quello della Regione Lombardia: l’obiettivo è capire quale ruolo occuperà il nostro territorio"

Farini ha ospitato domenica pomeriggio il 18esimo incontro provinciale con le comunità piacentine nel mondo: l’appuntamento ha costituito l’occasione per il conferimento del titolo di “Piacentino benemerito nel mondo” ai due emigrati piacentini Luigi Covati, emigrato nel 1967 a New York e da allora inserito nel settore edile, e Piero Marazzi, emigrato nel 1961 all’età di 15 anni a Londra e attualmente gestore di quattro bar ristoranti.

L’evento è stato promosso dalla Provincia di Piacenza, dal Comune di Farini e dall’associazione culturale Piacenza nel Mondo che, proprio quest’anno, compie i 15 anni di attività. All’iniziativa hanno collaborato la Regione Emilia Romagna – Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo, la Fondazione di Piacenza e Vigevano e il quotidiano Libertà.

A fare gli onori di casa è stato il sindaco di Farini Antonio Mazzocchi, che ha ringraziato “chi ogni giorno si impegna per mantenere saldi i legami tra chi ha deciso di rimanere in patria e chi ha deciso di esportare la piacentinità all’estero”. “E’ un onore – ha detto il primo cittadino – per Farini poter ospitare quest’anno una manifestazione così importante”.

E’ stato quindi il presidente della Provincia Massimo Trespidi a ricordare il valore del lavoro degli emigrati in un momento, quello attuale, delicato per la Provincia di Piacenza. “Oggi – ha detto Trespidi – intendo ricordare la sfida in mare aperto di chi ha per necessità dovuto abbandonare la nostra terra esportando l’intraprendenza, la laboriosità e il senso della coesione che fanno parte della cultura piacentina. Sono profondamente convinto che il particolare può valorizzare l’universale.
Attraverso il vostro lavoro, voi emigrati, avete contribuito a far crescere i Paesi che vi hanno ospitato. Devo constatare con rammarico che quella del 2012 potrebbe essere l’ultima festa dedicata agli emigrati organizzata dall’Amministrazione provinciale”.

“La decisione del governo di eliminare la Provincia di Piacenza porta con sé un nuovo inizio: Piacenza è di fronte ad una grande sfida per essere di nuovo protagonista con la propria storia e la propria cultura in un contesto più vasto. Oggi dobbiamo insieme camminare per dare una prospettiva a questa decisione. Come tutte le sfide quella che si profila rappresenta un’esperienza rischiosa ma credo che questo sia il momento in cui la politica piacentina deve dimostrare di essere all’altezza del compito che la attende; questo compito è di guidare e di indirizzare un nuovo cammino per portare con noi tutto il popolo piacentino. Per fare questo la politica ha bisogno di una rinnovata responsabilità: occorre che non si costruiscano barriere ma piuttosto che si marci verso una forte coesione e un assoluto senso di unità”.

“Mi assumo totalmente – ha detto Trespidi – la responsabilità del lavoro che ci attende: nei prossimi giorni incontrerò il presidente della Regione Emilia Romagna e quello della Regione Lombardia: l’obiettivo è capire quale ruolo occuperà il nostro territorio. Dopo questa esplorazione consegnerò l’esito del lavoro a coloro che dovranno assumere importanti decisioni in merito”.

“Si impara sempre qualche cosa dai nostri emigrati – ha quindi sottolineato il presidente della Consulta degli emigrati emiliano romagnoli nel mondo Silvia Bartolini – le Province e i sindaci sono le persone che naturalmente costituiscono il punto di riferimento per gli emigrati”. “Oggi – ha aggiunto il presidente dell’associazione Piacenza nel Mondo Sandro Molinari (che ha portato ai presenti il messaggio del vescovo della diocesi di Piacenza e Bobbio Gianni Ambrosio) durante la presentazione degli emigrati piacentini illustri – partecipiamo ad una grande rimpatriata. Tutti gli emigrati, non solo quelli premiati – che con quelli odierni raggiungono quota 35, assumono naturalmente il titolo di ambasciatori del mondo”.

Il presidente Trespidi ha quindi annunciato il vincitore del bando, promosso dalla Provincia di Piacenza, per la realizzazione di un monumento-simbolo dedicato a tutti gli emigrati piacentini. Si tratta del lavoro realizzato da Giulio Biasini del liceo Cassinari; al secondo posto si è classificata l’opera di Serena Conori mentre al terzo a pari merito i lavori di Samudrik Acharige Manimendr e Valentina Topa. I calchi in gesso, che verranno presto esposti nella sala consiliare della Provincia, sono stati illustrati da Abele Vadacca. La statua in questione vedrà la luce entro il 2013. “Saranno poi gli stessi piacentini – ha detto Trespidi – a decidere quale sarà il sito migliore per accogliere il monumento”.

Il prefetto di Piacenza Antonino Puglisi ha infine premiato i parenti dei deportati in Germania nati a Farini ai quali il presidente della Repubblica ha concesso la medaglia d’onore: Federico Cavanna, Giovanni Cavanna, Antonio Figoni e Giacomo Gallini. La festa è stata animata durante la giornata dall’esibizione del cantautore piacentino Daniele Ronda, che ha aperto la cerimonia di fronte al palazzo del Comune, e dallo spettacolo dei partecipanti al Festival Internazionale dei Giovani.

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