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“Ho amato una persona che non è mai esistita. La mia relazione con il prof” foto

La mia relazione con il prof. Una nuova testimonianza di una ex studentessa del liceo "Gioia" di Piacenza che ha avuto un legame sentimentale durato diversi anni con il prof di informatica arrestato nelle settimane scorse con l’accusa di aver avuto rapporto sessuali con una ragazza minorenne

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La mia relazione con il prof. Una nuova testimonianza di una ex studentessa del liceo “Gioia” di Piacenza che ha avuto un legame sentimentale durato diversi anni con il prof di informatica arrestato nelle settimane scorse con l’accusa di aver avuto rapporto sessuali con una minorenne. La giovane ha trovato il coraggio di raccontare la sua storia, affermando di essersi identificata nella vicenda dell’altra ragazza, che aveva già denunciato.

Ecco le sue parole raccolte in questura nel corso dell’intervista. 

LA RELAZIONE NATA IN AULA – “Abbiamo avuto una relazione da quando avevo 15 anni fino al suo arresto. Non sapevo che contemporaneamente avesse anche un altro rapporto con una mia coetanea, l’ho scoperto soltanto dopo. Il nostro legame è nato in aula: mi faceva complimenti e battute, la buttava sulla sfida e sul fatto che le donne non fossero portate per l’informatica. Io invece volevo dimostrargli che non era così. E da lì mi ha chiesto se volevo essere riaccompagnata a casa in macchina. Poi è nata una relazione d’amore perchè io ho amato questa persona per tutti questi anni”.

MI SONO IDENTIFICATA NELLE FOTO PUBBLICATE – “Il rapporto è durato tanto. Mi sono ritrovata nelle foto pubblicate della ragazza che lo attendeva in strada perchè anche io dovevo fare così e appena arrivava dovevo salire in macchina sul retro. E da lì ci appartavamo in luoghi periferici della città. Non mi ha mai promesso buoni voti: a differenza delle altre storie raccontate il nostro rapporto non è mai stato basato sullo scambio, ma sull’amore reciproco. Lui diceva di amarmi, che il nostro rapporto era speciale e che eravamo unici. Avevo sempre la sensazione che al di fuori del lavoro cercasse sempre di stare insieme a me. La differenza di età non l’ho mai sentita, nè l’ho mai fatta sentire a lui. Per quanto riguarda la moglie, lui mi diceva di essere separato in casa e di non avere alcun tipo di rapporto con lei: diceva di restare in casa solo per essere un buon padre per i suoi figli”.

IL SEGRETO MANTENUTO PER ANNI – “Ho mantenuto il segreto per tutto questo tempo. Finchè ero al liceo Gioia per il mio bene era giusto mantenere il riserbo, ma per il futuro io speravo di uscire allo scoperto. Lui mi aveva detto che saremmo usciti allo scoperto, salvo poi tirarsi indietro quando è giunto il momento di dichiararsi. A me arrivavano meno voci di quelle che circolavano a scuola: se mi giungevano confidenze su una relazione tra il professore e una studentessa pensavo di essere io e quindi non mi sono mai posta il problema di non essere a l’unica. Anzi, aiutavo a smentire queste voci, perchè volevo conservare il segreto. Se mi venivano fatti dei nomi, non credevo a queste voci. Lui ha avuto negli anni la mia totale e cieca fiducia, se mai mettevo in discussione il nostro rapporto e i suoi atteggiamenti, lui mi faceva sentire in colpa perchè dubitavo della sua fedeltà”.

QUANDO HO SAPUTO DEL SUO ARRESTO SONO MORTA – “Quando è uscita la notizia del suo arresto, inizialmente non ci ho creduto. Poi quando sono uscite le immagini e la conferenza stampa con tutti i dettagli, la consapevolezza è cresciuta in me e io sono morta. Mi è crollato il mondo addosso, perchè mi sono resa conto di aver amato per anni e anni una persona che in realtà non è mai esistita, che è vissuta solo nella mia testa. Perchè la persona che viene descritta non è la stessa che ho avuto accanto e che ho amato e che credevo mi amasse. Aver visto le immagini e aver saputo che un’altra ragazza avrebbe potuto fare la mia stessa fine, mi ha spinto a collaborare con la polizia”.

LA LETTERA – La relazione tra il professore e la studentessa è testimoniata anche da una lettera scritta dall’uomo e consegnata alla ragazza (nella foto a lato). “Io sono come un seminatore, appassionato e curioso – si legge nella lettera – Nei giorni, nei mesi, negli anni spargo il mio buon seme con entusiasmo senza risparmio di energie. La speranza è che cada in un buon terreno, che sia la stagione giusta… Grazie – continua il professore – per essere stata buona terra e aver fatto crescere frutti così straordinari”.

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