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“Il nostro viaggio in Bolivia”. Il racconto dei giovani piacentini di Kamlalaf

Partiti il 19 luglio e rientrati il 6 agosto, hanno avuto modo di perlustrare il territorio boliviano ed entrare in contatto con numerose comunità locali

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Ricordano con grade intensità la loro esperienza in Bolivia i cinque giovani piacentini che hanno partecipato al progetto Kamlalaf.  Federico Maccagni, Emanuele Mazzocchi, Aberto Rossi, Cecilia Tirelli e Giulia Antozzi, accompagnati dalla volontaria e referente piacentina del ProgettoMondo Mlal  Danila Pancotti, hanno raccontato il loro viaggio tra le comunità boliviane in Municipio davanti al sindaco Paolo Dosi e dell’assessore alle politiche giovanili Paola Beltrani.

Partiti il 19 luglio e rientrati il 6 agosto, hanno avuto modo di perlustrare il territorio boliviano ed entrare in contatto con numerose comunità locali. “Siamo atterrati nella capitale La Paz – hanno raccontato – e siamo subito partiti alla volta di Cochabamba, dove siamo stati coinvolti nel progetto Vita Campesina che consiste in un percorso di produzione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti della terra boliviana”.

“Siamo poi entrati in contatto spiega Giulia Antozzi – con un altro importante progetto,quello relativo alla lavorazione delle stoffe derivate dalla vicugna”.
Entusiasti di questo progetto, i ragazzi hanno portato con se’ un ricordo di questa esperienza, due sciarpe ottenute dalla lavorazione della vicugna, con le quali hanno omaggiato sindato e assessore.

Emanuele Mazzocchi e Cecilia Tirelli ricordano invece la forte esperienza di Qualuma, il primo centro pilota alternativo al carcere, pensato per dare una vita dignitosa ai ragazzi dai 16 ai 22 anni che devono scontare una pena contribuendo allo stesso tempo alla loro riabilitazione. “E’ importante notare come una civiltà che molti reputano arretrata, sia in realtà molto più avanti di quanto si possa immaginare e Qualuma ne è l’esempio.”

I ragazzi hanno inoltre incontrato alcune comunità che incarnano il perfetto esempio di turismo responsabile. “Sto razionalizzando solo ora quanto l’esperienza vissuta in Bolivia possa insegnarci sul concetto di cittadinanza e sul coinvolgimento della comunità nel turismo responsabile” dice Alberto “mi ha colpito il modo in cui cercano di mantenere l’armonia, risolvendo i problemi parlandone tutti insieme finchè non si raggiunge un accordo comune”.

Tutti i ragazzi sono stati colpiti dalla mentalità delle popolazioni boliviane che si pone in antitesi alla mentalità europea. “Dovremmo imparare tanto da queste popolazioni, dalla loro concezione di comunità e unione. I problemi privati vengono affrontati in maniera pubblica, perchè questi si possono riperquotere sulla comunità ed è quindi interesse comune mantenere un equilibrio” dice Federico.

I freschi racconti dei cinque ragazzi hanno risvegliato anche i ricordi del sindaco Dosi che non ha dimenticato il suo viaggio in Bolivia di 28 anni fa ” Me lo ricordo come se fosse ieri, è un’esperienza molto intensa che ti permette di entrare in un ordine di idee completamente differente dal nostro, è stata sicuramente un’esperienza molto stimolante”.

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