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Imprese femminili in calo: 22 in meno rispetto allo scorso anno

Si è chiuso con un saldo negativo tra iscrizioni e cessazioni il movimento anagrafico delle imprese femminili piacentine nel corso del primo semestre del 2012.
Se le iscrizioni sono state infatti 277 le cessazioni hanno raggiunto quota 333: la differenza è quindi pari a 56 unità.

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Si è chiuso con un saldo negativo tra iscrizioni e cessazioni il movimento anagrafico delle imprese femminili piacentine nel corso del primo semestre del 2012.
Se le iscrizioni sono state infatti 277 le cessazioni hanno raggiunto quota 333: la differenza è quindi pari a 56 unità.

Il settore che è stato contraddistinto dal numero maggiore di chiusure (123, quasi il 37% del totale) è il commercio che, d’altro canto, raggruppa anche il numero maggiore di imprese gestite da donne. Nel complesso l’universo delle imprese che hanno al timone una donna si compone a Piacenza di 6.992 realtà registrate. Nel settore commerciale ci sono 1.896 imprese, pari al 27,11% del totale. In agricoltura le imprese femminili sono 1.448 (20,7%). Altri due contesti lavorativi che vedono presenti le donne sono l’alloggio e la ristorazione (723 aziende registrate ) ed i servizi (720). La dinamica anagrafica del primo semestre è stata contraddistinta dal segno negativo anche nelle province limitrofe oltre che nei contesti territoriali più ampi della Regione e dell’Italia.

Allargando l’esame al confronto tra i dati di consistenza del giugno 2011 e quelli del giugno 2012 se ne ricava che la riduzione è stata di sole 22 unità (il totale è passato da 7.014 unità alle 6.992 già indicate), pari ad una variazione percentuale dello 0,3%. In questo lasso temporale la situazione tra le diverse province si è invece diversificata: a Parma, Cremona e Lodi la consistenza delle imprese femminili ha subito un leggero incremento.

Ben 67 imprese femminili su 100, a Piacenza, hanno la forma giuridica della ditta individuale. Le società di persone sono il 19,2% mentre quelle di capitale l’11,9%. Le cooperative “femminili” rappresentano l’1,6% del totale delle imprese a titolarità femminile. Le imprese femminili che hanno a capo donne non nate in Italia sono 532, il 7,6% del totale.

Se invece si incrociano i dati delle imprese femminili con quelli delle imprese giovanili (si considerano “Imprese giovani” le imprese la cui partecipazione del controllo e della proprietà è detenuta in prevalenza da persone di età inferiore ai 35 anni) se ne ricava che il 9,3% delle imprese femminili è anche impresa giovanile (651 aziende). Anche in questo sottoinsieme si è vericata una riduzione tra il giugno 2011 ed il giugno 2012. Il dato 2011 era infatti di 662 realtà aziendali.

Il settore che ha la maggiore incidenza di imprese giovanili è quelllo delle attività finanziarie e assicurative (20 imprese su 100 sono gestite da donne che hanno meno di 35 anni). Poco presenti risultano invece le donne giovani sia in agricoltura che nelle attività immobiliari.

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