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In Uganda col vescovo Manfredini. La storia di Vittorione FOTO foto

Un testimone d’eccezione, Prospero Cravedi, ci racconta come conobbe Vittorio Pastori e i suoi viaggi in Uganda negli anni ’80. In attesa dei 40 anni di Africa Mission, la seconda puntata della storia

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Africa Mission compie 40 anni e si appresta a celebrare la ricorrenza con un convegno e altri appuntamenti sabato e domenica prossimi. La storia dell’Ong piacentina è indissolubilmente legata a quella del suo fondatore don Vittorione: un testimone d’eccezione, Prospero Cravedi, ci racconta come conobbe Vittorio Pastori e loro viaggi in Uganda. Ricordi vividi e la vicenda umana di un grande personaggio che vale la pena di leggere tutti d’un fiato. Ecco la seconda puntata in esclusiva per PiacenzaSera.it

LEGGI QUI LA PRIMA PUNTATA

Uganda, novembre 1981
 
A pochi mesi dal primo drammatico viaggio in terra Ugandese ritornai in questo inferno africano, questa volta oltre a Vittorione ci accompagnava anche il Vescovo di Piacenza mons. Enrico Manfredini, assieme a un gruppo di volontari della Diocesi di Prato, che finanzio’ questa spedizione con viveri medicinali e coperte. Con loro c’era anche il giornalista Umberto Cecchi noto cronista della Nazione, che alcuni anni dopo divenne parlamentare a Firenze.

Nel viaggio facemmo tappa a Nairobi, nella missione di mons. Pozzi, il noto prete di Cortemaggiore che alla eta’ della pensione scelse di fare il missionario alla periferia di questa grande città, poco lontano dalla immensa baraccopoli di Kibera considerata una delle piu’grandi del mondo. Fu un’occassione per conoscere le grandi doti di questo parroco, che a 75 anni scelse di vivere in mezzo ai piu’ poveri fino alla sua morte avvenuta un paio di anni fa.

Grande sacerdote, umile ma capace, trasformo’ la missione in poco tempo in un grande centro con ospedale, laboratori, officina, scuole e ricovero per gli anziani e tutto questo grazie anche all’aiuto di imprenditori piacentini e dell’Eni, lui che era grande amico di Enrico Mattei, fin dai tempi d’oro di Cortemaggiore. Dopo questa indimenticabile visita arrivammo a Kampala in Uganda rifacendo il viaggio di alcuni mesi prima, con una decina di camion di viveri e medicinali fra cui circa trentamila fiale contro il colera: mi ricordo che alcuni giorni prima della partenza andai a Siena da una nota ditta farmaceutica a prenderli, pagandoli con un ulteriore sconto fatto da Vittorione (lui era cosi’).

La situazione in Uganda era peggiorata, oltre i militari avevamo a che fare con sbandati armati, molti i posti di blocco che per lasciarti passare chiedevono soldi, ma il problema vero era la fame, ed il colera. Il Vescovo Manfredini era quasi incredulo davanti a quello che vedevamo, a quello che raccontavano i Missionari e le Suore delle Missioni che ci ospitavano nel lungo viaggio verso il nord, piu’ di mille km su strade dissestate e di polvere rossa, con vecchi mezzi di fortuna, non grandi jeep con scorta che usano ora le varie associazione umanitarie.

Arrivati Moroto, capitale del Karamoja, cominciammo a ditribuire i viveri e a consegnare i medicinali all’ospedale dove operavano alcuni medici dell’associazine Medici senza Frontiere, arrivati dopo i drammatici appelli lanciati da Africa Mission, la situzione era veramente drammatica, il colera causava molti morti,specialmente nei bambini, la gente era sempre più scheletrita, tutti ti gridavano ho fame, era malvestita, mancava l’acqua, bevevano quella piovana, dove bevevano le mucche, bambini scheletriti con pance gonfie piene di vermi, quasi tutti avevano infezioni agli occhi, la situazione era veramente drammatica,

Molte volte ho visto il Vescovo commosso, molto proabilmente capiva che le sole preghiere non erano sufficienti a risolvere i problemi, lancio’ un drammatico appello al mondo occidentale, alle organizzazioni cattoliche, agli esponenti politici, appello accolto da molti e da quei giorni l’Uganda divenne il centro di una grande sfida contro la fame nel mondo. Cosa non dimentichero’ mai di questo viaggio, oltre al contatto con il cuore grande di Vittorione, generoso, infaticabile nonostante la sua gigantesca mole, la grande personalita’ del Vescovo Manfredini, i suoi pensieri, le sue idee, la sua amicizia… ? Il giorno che visitammo il lebbrosario di Morulen, quando durante un violentissimo nubifragio vidi un bambino praticamente nudo, infreddolito, tremante davanti a noi ed io scesi dal furgoncino e con un gesto naturale coprii con la mia camicia questo fanciullo… era il giorno di San Martino 1981. Credetemi non sapevo che giorno era e non sapevo niente del gesto del Santo.

 
Prospero Cravedi

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