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M5S: “A Piacenza nomine in enti pubblici dettate solo da scelte politiche”

Comunicato del gruppo consiliare Movimento 5 Stelle a Piacenza

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Comunicato del gruppo consiliare Movimento 5 Stelle a Piacenza

Nomine, competenze, convenienze politiche e indirizzi

 
Tra i compiti del consiglio comunale si annovera anche quello previsto dal TUEL (testo unico enti locali) che all’articolo 50 comma 8 recita:
 
“Sulla base degli indirizzi stabiliti dal consiglio il sindaco e il presidente della provincia provvedono alla nomina, alla designazione e alla revoca dei rappresentanti del comune e della provincia presso enti, aziende ed istituzioni.”
 
Questo lo precisiamo perchè è sì vero che il sindaco nomina i rappresentanti del comune nelle aziende partecipate, ma è anche vero che gli indirizzi ai quali il nominato deve attenersi vengono stabiliti dal consiglio comunale, indicati attraverso la delibera consigliare 64 del 12 novembre 2007. Presa visione del documento constatiamo che nello stesso sono indicati dei parametri operativi quali: requisiti per le nomine, incompatibilità (tra le quali non figura l’essere iscritto ad un partito, avere la fedina penale pulita o non avere pendenze con la giustizia), modalità di presentazione delle candidature, efficacia, decadenza e revoca. L’unico punto che riguarda l’operato del futuro incaricato indica che il candidato dovrà conformarsi agli indirizzi della programmazione comunale nel settore di competenza, oltre a dover perseguire specifici obiettivi politico-amministrativi dettati dal sindaco. Il nominato deve inoltre, alla scadenza di ciascun anno, inviare una relazione sul suo operato. Dalla discussione in consiglio avvenuta all’approvazione della delibera prendiamo atto che in passato i precedenti nominati non hanno sempre assolto a questo obbligo, anche se la mancata presentazione della relazione può causare la revoca della nomina!
 
Il precedente consiglio comunale non ha ritenuto di dover inserire nel regolamento una sezione che obbligasse il sindaco ad esplicitare i parametri  e le motivazioni delle scelte. Nel 2007  è stato invece approvato lo stesso testo che era già attivo dalla precedente legislatura di 5 anni prima senza sostanziali modifiche. Ad oggi dobbiamo attenerci ancora a quel documento di indirizzo non essendo stato rivisto, né aggiornato dall’attuale Consiglio Comunale e ce ne rammarichiamo, non tanto perchè non siano state nominate  persone che non abbiano i requisiti previsti per il ruolo, ma soprattutto perchè si tratta di nomine quasi esclusivamente politiche: ci risulta infatti che nessuna delle persone che hanno inviato la propria candidatura attraverso la pubblicazione dell’avviso sul nostro sito, siano mai state convocate per un colloquio di approfondimento nonostante possedessero requisiti di tutto rispetto, tenendo fede al principio che premia il merito.
 
Noi pensiamo che gli indirizzi e i parametri che dovrebbero essere contenuti nel documento di indirizzo siano relativi alla capacità amministrativa, alla professionalità e all’autonomia dei nominati che potessero essere garanzia  di controllo sull’operato degli amministratori all’interno degli enti partecipati dal comune, oltre al perseguimento delle linee politiche.
Dobbiamo evidenziare infatti che l’enorme debito accumulato dal comune di Parma, ad esempio, è in gran parte maturato dalle 32 società partecipate dal comune di Parma, per un debito complessivo a carico del comune di oltre 579 milioni di euro. (dati provenienti dalla relazione finale sui mesi di gestione commissariata del commissario Mario Ciclosi).
Anche a Piacenza abbiamo 11 società partecipate dal Comune (fonte non aggiornata-sezione trasparenza del sito del comune) le cui potenziali perdite rappresenterebbero un rischio per la stabilità dell’equilibrio di bilancio dell’ente stesso. A tale proposito la Corte dei Conti nell’ambito del Rendiconto sulla gestione del 2010 specifica che esistono partecipazioni in enti e società che almeno in uno degli ultimi 3 esercizi hanno registrato una perdita e suggerisce di procedere alla stima del relativo cespite. Senza qui ricordare anche l’immenso debito di IREN che ammonta a circa 3 miliardi di euro.
 
Pensiamo inoltre che il Consiglio comunale debba ritornare ad esercitare le sue funzioni di controllo e di indirizzo politico amministrativo che lo statuto comunale gli assegna, fissando per ciascun ente gli obiettivi a cui i nominati devono attenersi nello svolgimento del loro incarico, facoltà che non può essere lasciata al solo sindaco.
 
Possiamo comunque chiedere al sindaco per trasparenza, anche se il regolamento non lo prevede, di indicarci i criteri che ha utilizzato per scegliere le persone tra quelle che hanno inviato i curricula, oltre agli obiettivi che gli stessi devono conseguire nell’espletamento del loro incarico, e quale sarà il compenso che percepiranno.
 
Vorremmo ricordare anche che a Parma per quanto concerne la scelta, ad esempio, degli assessori, non è stato incaricato nessun rappresentante del M5S, ma sono stati dati gli incarichi a persone sconosciute che però sono state valutate attentamente nel merito delle loro competenze. Gli stessi hanno sottoscritto le linee politiche e amministrative indicate dal M5S. Nessuna nomina politica. Queste persone inoltre hanno accettato uno stipendio di 2200, 00 euro al mese contro ad esempio i 3522,00 euro che percepiscono gli assessori di Piacenza, tutti di provenienza area PD.
 
Ci sembra che la differenza sia sostanziale, senza nulla togliere ai nuovi nominate nelle partecipate  a cui auguriamo buon lavoro aspettando di leggere la relazione sul loro operato come previsto dalla delibera.
 
I consiglieri comunali del M5S

Banchetti in via Conciliazione

Il M5S comunica che a partire da venerdì 31 agosto in via Conciliazione nello spazio antistante il supermercato Esselunga  ricominciano i banchetti per la raccolta firme a favore dell’istituzione della Commissione Garanzia e Controllo. Sul sito www.piacenza5stelle.it è possibile trovare tutte le successive date e le ubicazioni dei banchetti.  “Ricordiamo – si legge in una nota – che è importante allegare alla nostra richiesta anche una raccolta firme che incida favorevolmente sulla decisione che i consiglieri del consiglio comunale dovranno prendere a riguardo dell’istituzione della commissione”.

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