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Politica idrica, Trespidi: “O si cambia o si torna all’ipotesi grande invaso” foto

Presa di posizione del presidente della Provincia verso la Regione. “Le aziende e il mondo agricolo hanno bisogno di risposte”. Pozzi: “Discussione seria sul deflusso minimo vitale”. Provincia e Comuni pensano a un documento unitario

“O la Regione Emilia Romagna deciderà di ridiscutere in tempi utili la politica di gestione dell’acqua – che attualmente penalizza la nostra provincia e i nostri produttori – o l’unica via possibile si conferma essere la realizzazione di un grande invaso”. E’ una presa di posizione netta quella del presidente della Provincia di Piacenza Massimo Trespidi, che, in occasione dell’annuale visita ad alcune realtà di trasformazione del pomodoro sul territorio piacentino, ha colto l’occasione per fare il punto da un lato sull’emergenza siccità che ha coinvolto nelle scorse settimane le nostre campagne e dall’altro sui passi futuri, ormai “non più rinviabili”.

“Occorre – ha continuato il presidente Trespidi – applicare senza esitazione una politica di sostegno nei confronti delle imprese agricole piacentine; intendiamo arrivare preparati alla prossima stagione estiva da un lato vagliando  la possibilità di creare soluzioni intermedie per lo stoccaggio di acqua destinata all’irrigazione e dall’altro dando avvio alla procedura per la realizzazione di un grande invaso, peraltro contemplato all’interno del Piano territoriale di coordinamento provinciale (Ptcp). Questo senza in alcun modo tralasciare la questione del Deflusso minimo vitale. Il pomodoro rappresenta una parte dell’identità del territorio e necessita di una politica irrigua ben diversa da quella attualmente consentita dalla Regione Emilia Romagna. Se dalle parole si vuole passare ai fatti è necessario oggi non costringere gli agricoltori a nuove spese nel settore dell’irrigazione dettate da una politica regionale miope. La commedia di quest’estate sul Dmv non può essere ripetuta: l’attuale sistema di misurazione rappresenta una presa in giro nei confronti del territorio”.

Un punto, quest’ultimo, pienamente condiviso dall’assessore provinciale all’Agricoltura Filippo Pozzi. “Dovremo trarre le relative considerazioni – ha annunciato Pozzi – nel caso in cui la cabina di regia regionale costruita per fronteggiare l’emergenza idrica non inizi a dare le risposte attese. Sul Dmv è giunto il momento di darsi un metodo nuovo che sia capace di preservare il territorio in maniera sostenibile senza danneggiare le realtà produttive; è evidente che perseverare nell’impostazione attuale non accontenta nessuno e sarebbe sbagliato. Credo inoltre che il sistema-Piacenza sia ormai pronto per far emergere il progetto di un grande invaso in grado di combattere la crisi di acqua a medio e lungo termine: ci stiamo muovendo in questa direzione”.

Sul tema acqua in generale una proposta concreta è già arrivata. Su sollecitazione del sindaco di Podenzano Alessandro Ghisoni (incaricato da Trespidi di convocare tutti i primi cittadini interessati),  infatti, la Provincia riunirà in breve tempo i comuni del territorio per presentare alla Regione un documento compatto che chiede a gran voce un cambio di rotta sul calcolo del Dmv e, non da ultimo, un intervento di gestione della risorsa idrica che giochi d’anticipo sulla carenza di acqua destinata all’agricoltura nei mesi estivi. “Ringrazio – ha aggiunto Piergiorgio Bassi, presidente di Arp – la Provincia per quello che finora ha fatto nel tentativo di dare sollievo alle campagne. E’ necessario mitigare il problema soprattutto a favore delle aziende agricole locali che nonostante le stringenti difficoltà hanno scelto di continuare ad investire: troppe volte si trovano a dover fare i conti con la mancanza di acqua. Il mondo agricolo è insomma a un bivio: o si cambia strada o si mette a rischio la filiera”.

E’ stata senza dubbio la forte siccità a cadenzare l’andamento della campagna del pomodoro a Piacenza. Tempi di maturazione concentrati, attività di trasformazione ristretta a poco più di un mese e mezzo, buona qualità del prodotto e altissimi costi di irrigazione. Queste in sintesi le caratteristiche della stagione 2012 dell’oro rosso piacentino. A raccontarle, questa mattina durante il tour nelle aziende Carlo Manzella di Castelsangiovanni, Emiliana Conserve e Arp di Podenzano (a cui hanno preso parte i rappresentanti del mondo agricolo Luigi Bisi e Giovanni Morini per Coldiretti e Luigi Sidoli per Confagricoltura), i titolari degli stabilimenti. A Castelsangiovanni la campagna è iniziata il 30 luglio e terminerà intorno al 20 settembre.

“Il prodotto – ha spiegato Giuseppe Manzella, affiancato dal direttore dello stabilimento Emanuele Ferrari – è di buona qualità così come la resa. Credo che possa esserci uno spiraglio, sul lato commerciale, verso il mercato del sud Italia”. Da Emiliana Conserve l’amministratore Gianni Brusatassi ha chiarito che “la produzione si attesta all’incirca sul 65-67 per cento” e che “l’aspettativa finale poco si discosterà dall’annata 2011”. “La quantità e la qualità – ha quindi precisato il direttore generale di Arp Stefano Spelta, accompagnato questa mattina dal consigliere Filippo Arata – ci sono. Va detto però che il costo di irrigazione è raddoppiato nel 2012 rispetto alle annate normali. In Arp le 12 linee di produzione trattano 4200 tonnellate di prodotto al giorno; un ritmo elevato che consente di rimanere in linea con la rapida maturazione del pomodoro dovuta alle altissime temperature delle scorse settimane. A livello commerciale ci aspettiamo un miglioramento, soprattutto per poter arrivare a  prezzi soddisfacenti per gli agricoltori”.

Piacenza, lo si ricorda, è la seconda provincia in Italia per produzione di pomodoro nei campi; i due più grandi concorrenti per le aziende locali sono al momento Spagna e Cina.

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