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Province, no del governo alla “compravendita” dei comuni

Il presidente della Provincia Massimo Trespidi, a pochi giorni dal voto della Camera sulla revisione della spesa pubblica che include il riordino delle Province, precisa che l’Amministrazione di corso Garibaldi non ha al momento presentato ricorso ma è disponibile a valutare questa eventualità se il Consiglio provinciale lo sollecitasse

Il governo: “Non è possibile nessuna compravendita di comuni”

E’ inutile la “compravendita” di comuni di confine da parte delle province per salvarsi dalla cancellazione prevista dalla spending review. Lo precisa il Dipartimento delle Riforme Istituzionali della Funzione pubblica spiegando che ai fini del riordino vale la “fotografia” individuata dal Consiglio dei ministri del 20 luglio scorso.

A nulla valgono le trattative in corso al fine di ampliare superficie o popolazione. A essere decisivi, saranno i criteri già noti, ma riferiti alla situazione fotografata il 20 luglio: dimensione territoriale non inferiore ai 2500 chilometri quadrati e popolazione residente non inferiore a 350 mila abitanti.

“I Cal (consigli autonomie locali) e le Regioni – si legge nella nota – , possono senz’altro dare seguito ad eventuali iniziative comunali già formalizzate alla data del 24 luglio 2012 volte a modificare le circoscrizioni provinciali. Tuttavia, resta fermo che tali iniziative non hanno l’effetto di far ottenere nè perdere alle suddette province i requisiti minimi di dimensione territoriale e demografica prescritti dalla suddetta deliberazione”.

Trespidi: “Pronti al ricorso al Tar”

Il presidente della Provincia Massimo Trespidi, a pochi giorni dal voto della Camera sulla revisione della spesa pubblica che include il riordino delle Province, precisa che l’Amministrazione di corso Garibaldi non ha al momento presentato ricorso ma è disponibile a valutare questa eventualità se il Consiglio provinciale lo sollecitasse. Si tratterebbe di un ricorso al Tar, e non alla Corte Costituzionale a cui possono rivolgersi unicamente le Regioni, sul provvedimento approvato dal Consiglio dei Ministri il 20 luglio scorso (provvedimento che fissava i parametri sulla razionalizzazione delle Province). Si tratterebbe eventualmente di un intervento a sostegno di altre Province ricorrenti; un’azione, quest’ultima, che sarebbe senza oneri a carico dell’Amministrazione provinciale.

“Ricordo inoltre – ribadisce Trespidi – che tutte le opzioni emerse in questi giorni, e mi riferisco all’ipotesi di costituzione della Provincia “Grande Emilia”, su cui ho già espresso forti dubbi e robuste riserve alla luce anche delle difficoltà che abbiamo riscontrato con l’esperienza dell’agenzia territoriale dell’Emilia-Romagna per i servizi idrici e rifiuti – Atersir, alla promozione di un referendum e altre, rimangono sul tavolo”.

“Infine – sottolinea il presidente Trespidi – nel caso in cui il provvedimento che uscirà dalla Camera confermasse che le Province diventeranno enti di II livello e che i presidenti di Provincia e i consigli provinciali non saranno più eletti dal popolo, auspico, a titolo personale, che queste Province, allora sì veramente inutili, vengano abolite tutte”.

“Ringrazio – conclude il presidente della Provincia – personalmente il deputato Tommaso Foti, unico dei parlamentari piacentini ad avere presentato oltre ai suoi, tutti gli emendamenti proposti dalla Provincia, dimostrando in tal senso grande sensibilità e disponibilità”.

La comunicazione di Tommaso Foti (Pdl): “Presentati gli emendamenti, ma il governo è intenzionato a porre la fiducia”

“Comunico di avere provveduto presentare gli emendamenti per l’Aula (il termine per la presentazione degli stessi è fissato per oggi 3 Agosto alle ore 17) che provvederà a discuterli dalle ore 14 di lunedì 6 Agosto. Lo fa sapere il parlamentare del Pdl Tommaso Foti, in relazione al decreto sul riordino delle Province con una mail trasmessa alla stampa, oltrechè al presidente della Provincia e ai sindaci piacentini.

“Per quanto mi riguarda ho sicuramente assolto ogni iniziativa consequenziale – prosegue Foti – al contenuto della missiva da Voi indirizzatami, ma anche e soprattutto ogni dovere di lealtà nei confronti dei piacentini che alla Camera mi hanno eletto. Preciso, altresì, che il “dovere” del parlamentare è – in ogni caso – subordinato al “potere” allo stesso conferito dalla Costituzione e dalle Legge.
In particolare, evidenzio che la questione di fiducia è un istituto riservato in via esclusiva al Governo, previa delibera di autorizzazione da parte del Consiglio dei Ministri, che i regolamenti interni della Camera provvedono unicamente a disciplinare, ma rispetto alla quale nulla può nel merito il parlamentare.

Tanto in quanto, come anticipato già da alcuni giorni dagli strumenti d’informazione, nella predetta seduta di lunedì 6 Agosto il Governo appare intenzionato a porre la questione di fiducia sul testo del disegno di legge di conversione del decreto legge n.95/2012, nel testo già approvato dal Senato, la qual cosa farebbe decadere tutti gli emendamenti presentati”.

Futuro Province, Cavalli (Lega) a Pd e Pdl: “Non si può tenere il piede in due scarpe”

“Non si può tenere il piede in due scarpe. Se gli amministratori territoriali di Pd e Pdl oggi vogliono dare un segnale di coerenza sul futuro delle Province è opportuno che si accordino coi propri partiti, che a Roma sostengono Monti e la ‘sua’ spending review, la manovra ‘ammazza Province’.

Avanti col referendum, in piena sintonia con quanto dichiarato dall’onorevole Tommaso Foti. La consultazione popolare è la massima espressione democratica: Trespidi convochi subito il consiglio provinciale, come ha fatto la Regione per l’emergenza del terremoto, su sollecitazione della Lega Nord. La politica non può permettersi di andare in vacanza in questo periodo di crisi. Agli Udc che pensano a fantomatiche Province stile diocesi, dico che sarebbe il caso che iniziassero a parlare di politica. E la ’Provincia del gusto’ del Pd mi sembra più quella del dis-gusto. Piacentini siamo e piacentini vogliamo rimanere, magari in Lombardia”.  Così il consigliere regionale della Lega Nord e vicesegretario nazionale vicario Lega Nord Emilia Stefano Cavalli sul tema del futuro delle Province.

“Non si può rivolgere appelli sul territorio per salvare le Province e, a Roma, lasciare che propri esponenti votino a favore del provvedimento che ne decreta la ‘morte’ – dice Cavalli –. La Lega è l’unica forza politica coerente. In Regione questa mattina abbiamo presentato una risoluzione per chiedere che la giunta impugni la ‘spending review’ davanti alla Corte costituzionale o ricorra al Tar e a Roma i nostri parlamentari hanno votato e voteranno contro la manovra. Perché sia a Piacenza che a Roma i leghisti parlano la stessa lingua”.“Il gioco del ribaltino di Pdl e Pd non ci piace e non piace agli elettori. Questa strana maggioranza ‘a geometria variabile’ che sostiene il Governo Monti è in evidente imbarazzo, tanto a Roma, quanto sui territori”.

Ufficio stampa Lega Nord Emilia Romagna

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