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Sei anni fa la tragedia del cargo algerino: “Il dolore sia fonte di speranza” foto

Era la sera del 13 agosto 2006, quando il volo del cargo C130 dell’Air Algerie C si interruppe tragicamente in un campo nel quartiere della Besurica. Piacenza, come ogni anno, ha voluto ricordare a rendere onore alla memoria di coloro che quella sera persero la vita

Era la sera del 13 agosto 2006, quando il volo del cargo C130 dell’Air Algerie C si interruppe tragicamente a Piacenza in un campo nel quartiere della Besurica, in località Ca’ degli Ossi. Uno schianto tremendo che non lascio scampo  al comandante Abdou Mohamed, al copilota Mohamed Taieb Bederina e al tecnico di bordo Mustafa Kadid.

Nel sesto anniversario dell’incidentela città, come ogni anno, ha voluto ricordare a rendere onore alla memoria di coloro che quella sera persero la vita. Lo ha fatto con un momento di raccoglimento e di preghiera condivisa davanti alla stele che in via Marzioli alla Besurica ricorda la tragedia. 

“L’importanza e il significato della cerimonia odierna – ha sottolineato l’assessore Giovanna Palladini in rappresentanza dell’Amministrazione Comunale – risiedono proprio qui, nel suo essere segno di gratitudine e riconoscenza al valore umano e civile dei tre componenti dell’equipaggio dell’aereo algerino, nonché espressione di cordoglio e autentica condivisione del dolore di coloro che nell’incidente di tre anni fa hanno perso un marito, un padre, il legame affettivo più forte”.

“L’auspicio – ha concluso il suo intervento – è che questo luogo possa rappresentare per tutti, per i nostri amici algerini e per la nostra comunità, non solo il punto in cui si è verificata una tragedia incommensurabile, ma anche la fonte inesauribile della memoria, della speranza e della solidarietà civile, valori che la nostra città esprime e dei quali si fa quotidianamente interprete”.  A testimonianza concreta di ciò il gesto di un’anonima signora che ogni settimana porta fiori sul luogo della tragedia.

Come in passato sono giunti a Piacenza per ricordare il proprio caro Malika e Mohamed Nazim, la vedova ed il figlio del copilota Bederina: “Voglio ringraziare la comunità piacentina – ha detto Mohamed – per l’impegno nel ricordare mio padre ed il gesto eroico che ha compiuto. E’ un momento di condivisione molto importante per la mia famiglia”.  Mohamed ha voluto ringraziare pubblicamente anche la madre “per aver portato avanti la nostra famiglia dopo la scomparsa di mio padre”.

A chiusura della cerimonia un ultimo momento di preghiera con il parroco della Besurica don Franco Capelli e l’imam Mohamed Shemis; i presenti si sono poi spostati verso la chiesa di San Vittore, dove è stata officiata una messa a suffragio.

Il discorso dell’assessore Giovanna Palladini

Nell’anniversario dell’incidente che il 13 agosto 2006 ha tragicamente interrotto, a poca distanza dal luogo in cui ci troviamo ora, il volo del cargo C130 della compagnia Air Algerie, rendiamo oggi onore alla memoria di coloro che persero la vita in quella drammatica circostanza. E’ con sincera commozione che ricordiamo, in questa giornata, il comandante Abdou Mohamed, caduto in servizio dopo 21 anni di carriera, il tecnico di bordo Mustafa Kadid e, accogliendo con un rinnovato senso di amicizia i suoi familiari, anche quest’anno presenti accanto a noi, il co-pilota Mohamed Taieb Bederina, che dopo 35 anni di lavoro sarebbe stato prossimo alla pensione.

La sera del 13 agosto di sei anni fa, il volo radente e la caduta dell’aereo, lo scoppio che ne seguì e le fiamme che si levarono suscitarono angoscia e allarme nei piacentini, ma ancor più grave e intenso fu il dolore per la morte di questi tre uomini che, partiti da lontano, terminarono qui il loro viaggio terreno, nello svolgimento della loro professione che, sino all’ultimo, hanno onorato.

Nella vita di una città, di una società urbana, momenti felici si alternano fatalmente a episodi drammatici o dolorosi. Soprattutto questi ultimi contribuiscono a riaffermare e consolidare nei cittadini il senso di appartenenza a una comunità sorretta dai principi della solidarietà e dell’aiuto reciproco. L’importanza e il significato della cerimonia odierna risiedono proprio qui, nel suo essere segno di gratitudine e riconoscenza al valore umano e civile dei tre componenti dell’equipaggio dell’aereo algerino, nonché espressione di cordoglio e autentica condivisione del dolore di coloro che nell’incidente di tre anni fa hanno perso un marito, un padre, il legame affettivo più forte.

“Benché la vita umana non abbia prezzo, noi operiamo sempre come se qualcosa sorpassasse in valore la vita umana”, ha scritto Antoine de Saint Exupery, e la frase bene illustra il sentimento di partecipazione della comunità piacentina e il rapporto, profondo e duraturo, che unisce la nostra città e l’Algeria, nel nome di Mohamed Taieb Bederina, Abdou Mohamed e Mustafa Kadid. Un vincolo le cui radici purtroppo affondano in un episodio tragico e luttuoso, ma dal quale è possibile e doveroso scrivere una pagina di solidarietà e partecipazione sincera. Siamo qui per questo.

L’abbraccio dei piacentini va prima di tutto alle famiglie delle vittime. La stele commemorativa del sacrificio dei tre membri dell’equipaggio del C130, attorno alla quale oggi ci stringiamo, è l’emblema del legame affettivo e ideale che Piacenza nutre, oggi come sempre, verso di loro e per i loro familiari. Ripercorrendo gli eventi di quella sera, tuttavia, è doveroso anche ricordare con gratitudine la dedizione e l’intervento tempestivo delle forze dell’ordine, della Protezione civile e dei volontari del soccorso, che in una situazione di grave emergenza hanno lavorato senza tregua per dare aiuto, limitare i disagi e garantire la sicurezza dei cittadini.

Certo, il luogo che ci vede qui riuniti oggi è stato teatro di un evento drammatico e doloroso. Il ricordo e la sofferenza, nei cuori dei piacentini, rimarrà incancellabile. Ma l’auspicio è che questo luogo possa rappresentare per tutti, per i nostri amici algerini e per la nostra comunità, non solo il punto in cui si è verificata una tragedia incommensurabile, ma anche la fonte inesauribile della memoria, della speranza e della solidarietà civile, valori che la nostra città esprime e dei quali si fa quotidianamente interprete. 

E‘ quindi alla luce di un sentimento di forte partecipazione al dolore dei parenti delle vittime del disastro aereo del 13 agosto 2006 e di consapevolezza del valore della memoria quale fondamento di una comunità civile aperta e solidale, che chiedo a tutti i presenti di osservare un minuto di silenzioso raccoglimento. Grazie.

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