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Siccità, pronta la conta dei danni. Lunedì la ricognizione della Provincia alla Regione

In sofferenza colture foraggere, viti, mais e pomodoro. L'assessore Pozzi: “Da settembre tutta l'attenzione sulla gestione dell'emergenza acqua”

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Come già annunciato nei giorni scorsi la Provincia di Piacenza presenterà entro lunedì alla Regione Emilia Romagna la ricognizione dei danni causati dalla siccità a carico delle produzioni agricole. Proprio questa mattina, infatti, il Consorzio provinciale per la difesa delle produzioni agricole intensive della Provincia di Piacenza (Condifesa) ha accertato – attraverso una nota scritta – l’insufficienza dell’offerta assicurativa sulle produzioni vegetali. Condizione fondamentale, quest’ultima, per la validità della richiesta di deroga al Piano assicurativo nazionale (Pan). E’ stato questo pomeriggio l’assessore provinciale all’Agricoltura Filippo Pozzi, nel corso di un incontro con i rappresentanti delle organizzazioni professionali agricole (e alla presenza di Bianca Rossi, Albino Libè e Adriano Fuochi del Settore Agricoltura della Provincia), a illustrare le ultime novità. “L’obiettivo – ha spiegato Pozzi – è quello raccogliere i primi elementi generali di una situazione di crisi che ha danneggiato la PLV (produzione lorda vendibile) del nostro territorio in questa campagna siccitosa. Ci sono oggi i presupposti per chiedere al ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali, tramite la stessa Regione, interventi a favore delle imprese agricole danneggiate”.
Lunedì mattina dunque verrà formalizzata la proposta di quantificazione del danno alle produzioni che consente di attivare le procedure di sostegno alle aziende agricole danneggiate. In particolare le realtà che hanno subito dei danni potranno, in caso di riconoscimento delle perdite subite dalle imprese, ottenere aiuti contributivi, creditizi, previdenziali o relativi all’integrazione salariale e all’anticipo del Premio unico Pac (Politica agricola comune).
Nel Piacentino, dove il calo della PLV ha raggiunto il 30 per cento, risultano particolarmente danneggiati il comparto zootecnico, quello delle colture foraggere (prati, medicai e pascoli nelle zone montane) e quello viticolo (il perdurare della siccità e delle alte temperature aumenta il rischio di danno). Anche il pomodoro e il mais, e dunque le colture che rivestono per il settore agricolo piacentino un’importanza storica, hanno subito i contraccolpi di una campagna troppo “corta”, costosa e difficile. “Non dimentichiamo inoltre – ha ricordato l’assessore Pozzi – che anche anche per le colture ad oggi non danneggiate il lungo periodo di siccità ha richiesto un aumento dei costi di produzione in termini soprattutto energetici e di irrigazione”.
Ma la gestione dell’emergenza non può prescindere da una riflessione più ampia sulla prevenzione. Lo ha detto a chiare lettere l’assessore Pozzi, incontrando l’accordo dei rappresentanti delle associazioni presenti all’incontro: Giovanni Marchesi (Confagricoltura), Giovanni Malchiodi (Cia) e Giovanni Morini (Coldiretti). “Da settembre – ha annunciato Pozzi – l’attenzione della Provincia sarà concentrata sulla soluzione dell’emergenza acqua”. Sul tema l’assessore ha incassato il placet degli agricoltori: “Porremo con forza all’attenzione della Regione, attraverso la cabina di regia, il tema di un grande invaso e proseguiremo nel percorso intrapreso sui laghi di stoccaggio presentando nuovi progetti sul PSR in riferimento a quelli interaziendali. Chiederemo inoltre di proseguire il dialogo con Regione Liguria per ridiscutere, non più solo in termini emergenziali, del rilascio di acqua dalla diga del Brugneto. Non dimenticando il capitolo Deflusso minimo vitale a cui si dovrà arrivare ad una sintesi finalmente efficace e sostenibile”.

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