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Taglio Province, Trespidi: “I parlamentari facciano il loro dovere”

Il provvedimento ora è approdato alla Camera. Trespidi: "Abbiamo 5 parlamentari piacentini, voglio pensare che non voteranno a favore della soppressione dell’ente". 

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Destino della Provincia, il presidente Massimo Trespidi ribadisce quanto sostenuto più volte in questi giorni: “Bisogna attenedere l’esito dell’iter parlamentare, il provvedimento è uscito dal Senato con alcune modfiche, e ora è all’esame della Camera. Il calendario indica che sarà votato nella prossima settimana. Bisogna far sentire ai nostri parlamentari tutto il sostegno alle iniziative che vorranno prendere, mi aspetto che facciano fino in fondo il loro dovere. Abbiamo cinque parlamentari piacentini, abbiamo il segretario del Partito democratico Pierluigi Bersani, e Maurizio Migliavacca che è stato presidente della Provincia, voglio pensare che non voteranno a favore della soppressione dell’ente”. 

“Io credo che ci siano i margini per apportare delle modifiche al testo in aula. Non sono ottimista, ma credo ci siano i margini per giocare questa partita in ambito parlamentare fino in fondo – dice -. Il provvedimento uscito dal Senato è deludente e pasticciato, hanno cambiato la parola soppressione con riordino, il che vuol dire “non ti fuciliamo come condannato, ma ti facciamo una puntura”, è la stessa cosa. Se resta questa impostazione, cioè con le Province come enti di secondo livello, e con il presidente non eletto direttamente, così come il consiglio provinciale, allora tanto vale abolirle tutte, perché sarebbero inutili. Esperti di diritto costituzionale ci dicono poi che questo provvedimento potrebbe essere anticostituzionale, e ci sono motivi di illegittimità rispetto al provvedimento del consiglio dei ministri del 20 luglio, rispetto ai criteri scelti per il riordino: popolazione e superficie”. 

“Non devo dire io ai parlamentari come votare, se verrà posta la fiducia. So che alcuni, come l’onorevole Foti, hanno presentati altri emendamenti. Mi aspetto che facciano squadra – conclude Trespidi – e che raccolgano il consenso di altri parlamentari attorno alle nostre proposte. Non siamo qui a difendere delle poltrone, ma a difendere l’identità del nostro territorio, che non sta insieme da un punto di vista economico, ma dal punto di vista di un presidio politico – amministrativo. Lo dico anche per chi parla di area vasta: una proposta che abbiamo già visto all’opera con l’agenzia dell’acqua e dei rifiuti. Il direttore si è dimesso e non riesce a funzionare”. 

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