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Coldiretti: “Vendemmia 2012, ottima qualità ma produzione in calo”

Coldiretti Piacenza riunisce la commissione vitivinicola. Prezzi in aumento per le uve

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Si è riunita nei giorni scorsi la Commissione Vitivinicola di Coldiretti Piacenza per analizzare l’andamento della vendemmia 2012.
Un’annata ricordata, oltre che per la forte grandinata di fine luglio cha ha colpito più di 300 ettari di vigneto, come la più calda e siccitosa degli ultimi anni.
“A vendemmia ormai inoltrata per uve bianche, ha sottolineato Dario Panelli responsabile vitivinicolo di Coldiretti Piacenza, si può riscontrare una buona qualità anche se il calo di produzione è evidente, si passa da un minimo del 10% per l’Ortrugo, con punte anche di oltre il 35% per le uve di Malvasia, rispetto alla scorsa vendemmia. Per quanto riguarda la vendemmia delle rosse, che dovrebbe partire dalla seconda settimana di settembre, la qualità è molto elevata, mentre il calo produttivo (stimato in oltre 30%), potrebbe essere in parte recuperato, se le previsioni di pioggia di questi giorni porteranno effettivamente la giusta quantità di acqua al terreno”.
“L’obiettivo della Commissione di Coldiretti, che ha visto la partecipazione, non solo di vitivinicoltori provenienti dalle diverse vallate, ma anche del Presidente del Consorzio Vini Doc, ha ribadito il responsabile della stessa Andrea Poggi, aveva l’obiettivo di analizzare la situazione di mercato. Un mercato in evoluzione, che nella situazione attuale, vede molta richiesta di prodotto, sia per le uve bianche che rosse, in controtendenza rispetto agli anni passati”. Con queste premesse le aspettative, parlando di prezzi, non possono che essere positive, si prevede per le uve bianche un aumento dei prezzi dal 5 al 10%; per quanto riguarda le rosse, considerato l’andamento del mercato, i prezzi, in particolare delle uve Barbera e Bonarda destinate al nostro vino principe, il Gutturnio, prevedono un aumento ben maggiore”.
“Le quotazioni delle ultime due annate, ha proseguito Poggi, sono state assolutamente inadeguate non solo per garantire un reddito alle nostre aziende, ma non hanno nemmeno coperto i costi di produzione. Come Coldiretti abbiamo sempre sostenuto, che l’intera filiera deve effettivamente capire da che parte vuole andare: se l’obiettivo è far conoscere Piacenza per i tesori enologici di cui è ricca, occorre innanzitutto valorizzare le uve di qualità, senza le quali non avremmo vino. Le nostre aziende si stanno impegnando per migliorare sempre di più il livello del prodotto, ma senza una giusta remunerazione, non potremo certo sperare di cogliere le potenzialità che il comparto vitivinicolo dà a questo territorio, anzi rischieremo di perdere diverse occasioni che il mercato offre ai prodotti di alta qualità”

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