Il palazzo Ex Enel apre al festival di teatro “L’Altra Scena” foto

Il Festival L’Altra Scena cambia, in parte, location. Il festival dedicato al teatro contemporaneo si dividerà infatti tra i Filodrammatici e l’ex palazzo Enel di via Santa Franca, un luogo che a Piacenza e’ ancora in attesa di una nuova identità. Il festival, curato da Jacopo Maj di TGV, inizierà il 3 ottobre

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Il Festival L’Altra Scena cambia, in parte, location. Il festival dedicato al teatro contemporaneo si dividerà infatti tra i Filodrammatici e l’ex palazzo Enel di via Santa Franca, un luogo che a Piacenza è ancora in attesa di una nuova identità. Il festival, curato da Jacopo Maj di TGV, inizierà il 3 ottobre.

La Fondazione di Piacenza e Vigevano, proprietaria dell’immobile, ha concesso l’utilizzo dell’ex Enel per un mese. Il recupero di spazi dismessi della città è una cifra della ricerca culturale di Teatro Gioco Vita, come ricorda Diego Maj, visto che lungo tutta la sua attività ha sempre dato nuova linfa a spazi come la chiesa di San Matteo, la pista di pattinaggio Chiapponi e l’ex Macello, sede negli anni Ottanta e Novanta delle sessioni estive sei cinema all’aperto. “L’idea di proporre il festival all’interno di questi spazi – ha spiegato l’assessore alla cultura Tiziana Albasi – è una grande opportunità offerta a tutti i cittadini di rivedere e rivivere un’area, tra l’altro tutelata dalla Sovrintendenza, oltretutto con una manifestazione che speriamo possa avvicinare tanti giovani al teatro”.

“Lo scorso anno questo festival era una scommessa – aggiunge Jacopo Maj – i numeri ottenuti ci hanno dato la forza e la speranza per proseguire in questa avventura. Il numero degli spettacoli passerà da sei a otto e avremo due produzioni di Teatro Gioco Vita”. Gli spettacoli inizieranno il 3 ottobre, con un rinfresco a base di bataro’ come lo scorso anno, grazie agli Amici di Roccapulzana. Il festival si chiuderà il 31 ottobre.

Altra novità, il servizio bar “Sete di Scena”, affidato ai ragazzi dell’Irish Pub di via San Siro, per il dopo spettacolo. Anche questo spazio ristoro troverà “casa” dell’ex Enel. Le rappresentazioni saranno allestite nell’ampia sala a piano terra, dove venti anni fa era possibile pagare le utenze del servizio elettrico. Il palco sarà allestito in prossimità dell’ingresso, il bar invece sarà in fondo al salone, sotto alle finestre che si affacciano proprio su via San Siro. 

Ecco il programma: 

Ritorna a Piacenza il Festival di Teatro Contemporaneo “L’altra scena”, organizzato da Teatro Gioco Vita – Teatro Stabile di Innovazione con Fondazione Teatri di Piacenza e Comune di Piacenza – Assessorato alla Cultura, con il sostegno di Fondazione di Piacenza e Vigevano, Tecnoborgo, Cariparma, Iren Emilia e la collaborazione dell’Associazione Amici del Teatro Gioco Vita. Il programma, che si articolerà dal 3 al 31 ottobre tra performance e spettacoli, è curato da Jacopo Maj.
L’apertura del Festival, mercoledì 3 ottobre in via Santa Franca a partire dalle ore 18, vedrà una proposta conviviale realizzata in collaborazione con l’Associazione Amici di Roccapulzana: i volontari prepareranno per tutto il pubblico i Batarò, piatto tipico della Valtidone.
Il primo spettacolo in cartellone a “L’altra scena” è “Atto Finale – Flaubert” del Teatro dell’Argine, in programma al Teatro Comunale Filodrammatici sempre mercoledì 3 ottobre alle ore 21. Di Mario Perrotta da “Bouvard et Pécuchet” di Flaubert, vede in scena, con lo stesso Perrotta che cura anche la regia, Lorenzo Ansaloni, Pala Roscioli, Mario Arcari. Si tratta della terza parte dell’indagine di Mario Perrotta “Trilogia sull’individuo sociale”, progetto vincitore del Premio Speciale Ubu 2011. 
«Dal romanzo incompiuto dell’autore francese – spiega Perrotta – ho tratto questa profonda e ridicolissima solitudine dei due uomini che, pur essendo in due, sono soli. Due impiegati parigini che nella mia riscrittura si trasformano in due uomini del nostro tempo che, chiusi volontariamente in uno spazio non meglio identificato, tentano l’impresa impossibile: affrontare e risolvere il dolore esistenziale che li assedia studiando e indagando il web alla ricerca di soluzioni, in una vorticosa ascesa verso il ridicolo involontario. Chiudo così la mia trilogia – prosegue il regista – nella quale ho indagato le mie idiosincrasie e le mie paure di fronte a un modello sociale, quello occidentale, in fase “bizantina”,in caduta libera verso la sua disgregazione».
Il secondo appuntamento del Festival di teatro contemporaneo prevede il debutto nella stessa serata di due nuovi studi prodotti da Teatro Gioco Vita, in programma venerdì 5, sabato 6, lunedì 8 e martedì 9 ottobre.
Il primo, alle ore 21 nel Palazzo Ex Enel di via Santa Franca 56, è uno studio di Mariangela Granelli e Fabrizio Montecchi su “Le regole del saper vivere nella società moderna” di Jean-Luc Lagarce: “E’ così che tutto comincia”, un monologo che si presenta come terreno d’incontro ideale per Montecchi (regia e scene) e la Granelli (attrice protagonista). «Ci ritroviamo insieme – spiega il regista di Teatro Gioco Vita – dopo la lontana esperienza di “Miracolo a Milano”, per un confronto aperto, stimolante e, ci auguriamo, ricco di indicazioni per il futuro. Il testo, del resto, è un cinico, e nello stesso tempo esilarante, manuale di comportamento che ci offre la possibilità d’esplorare soluzioni di messa in scena di una drammaturgia contemporanea attraverso il teatro d’ombre nelle sue intersezioni con il lavoro d’attore». Le figure e le sagome dello spettacolo sono di Nicoletta Garioni.
Alle ore 22 al Teatro Comunale Filodrammatici sarà poi la volta di uno studio di e con Flavio Ambrosini e Renato Palazzi:  “Questa cosa vivente detta guidogozzano”. Dopo avere realizzato insieme “Goethe schiatta” di Thomas Bernhard, Ambrosini e Palazzi hanno iniziato un percorso di ricerca sui versi di Guido Gozzano. Partendo da due testi, “La cocotte” e “La culla vuota”, l’ultima sua opera prima della morte, avvenuta nel 1916 a soli trentadue anni, cui si sono aggiunte via via altre composizioni di varia forma e natura, questo “studio” vuole esplorare la figura e lo stratificato universo culturale di un poeta ben noto e all’apparenza popolarissimo, ma forse per certi aspetti ancora tutto da riscoprire. Dietro il cantore delle «buone cose di pessimo gusto», dietro la maschera del dandy intellettuale, dell’«esteta gelido», lettore di Nietzsche e Schopenhauer, si cela infatti una personalità complessa, tormentata, sensibile alle suggestioni del simbolismo europeo, piena di inquietudini, di contraddizioni, di pulsioni auto-distruttive, un artista per il quale il tema della rinuncia e del distacco dalla vita non è solo una cifra estetica, ma un’acre condizione esistenziale. 
Entrambi gli studi sono a pubblico limitato (60 spettatori), con prenotazione obbligatoria.
Mercoledi 10 ottobre al Teatro Comunale Filodrammatici alle ore 21 sarà in scena Saverio La Ruina con il suo spettacolo “Italianesi”, una produzione di Scena Verticale ispirata a storie vere. Alla fine della seconda guerra mondiale, migliaia di soldati e civili italiani rimangono intrappolati in Albania con l’avvento del regime dittatoriale, costretti a vivere in un clima di terrore e oggetto di periodiche e violente persecuzioni. Con l’accusa di attività sovversiva ai danni del regime la maggior parte viene condannata e poi rimpatriata in Italia. Donne e bambini vengono trattenuti e internati in campi di prigionia per la sola colpa di essere mogli e figli di italiani. In quei campi rimangono quarant’anni, dimenticati. Come il protagonista di cui racconta lo spettacolo, che vi nasce nel 1951 e vive nel mito del padre e dell’Italia che raggiunge nel 1991 a seguito della caduta del regime. Riconosciuti come profughi dallo Stato italiano, arrivano nel Belpaese in 365, convinti di essere accolti come eroi, ma paradossalmente condannati ad essere italiani in Albania e albanesi in Italia. 
Sarà poi la volta, mercoledì 17 ottobre alle ore 21 al Teatro Comunale Filodrammatici, di “Educazione fisica”, spettacolo creato per il CRT di Milano da Sabino Civilleri e Manuela Lo Sicco, due attori storici della compagnia di Emma Dante. In scena Enrico Ballardini, Sabino Civilleri, Alice Conti, Giulia D’imperio, Daniele Giacomelli, Veronica Lucchesi, Dario Mangiaracina, Dario Muratore, Chiara Muscato, Quinzio Quiescenti, Francesca Turrini, Marcella Vaccarino, Gisella Vitrano. «Un allenatore – spiegano Sabino Civilleri e Manuela Lo Sicco – vuole trasformare un gruppo di adolescenti nella squadra perfetta. Forgiare i loro corpi, orientare le loro teste. Portarli verso il gesto esemplare, convincerli ad abbandonare la mediocrità per il sublime. I ragazzi gli credono, e si abbandonano alla sua esaltazione. La squadra non pensa, i giocatori sono ingranaggi della stessa macchina. Ma che cos’è il dovere? Con cosa confina, che cosa dovranno essere disposti a cedere? L’Allenatore è il sovrano. Si occupa di morale. Annienta modestia, benevolenza e moderazione perchè sono ostacoli alla sovranità. Predica il sacrificio, perpetua la menzogna e insinua la diffidenza. La Squadra ritiene la soggezione necessaria. Teme l’allenatore, ne venera l’autorità. Obbedisce per non prendersi la responsabilità di scegliere. Chi è il più forte? E che cos’è, davvero, la forza?». 
Mercoledì 24 ottobre un’altra serata con un doppio appuntamento nel Palazzo Ex Enel e al Teatro Comunale Filodrammatici. Nello spazio non teatrale di via Santa Franca 56, per un pubblico di massimo 120 spettatori (con prenotazione obbligatoria) alle ore 20.45 e 21.15 andranno in scena I Sacchi di Sabbia con due recite di “Abram e Isac” – Sacra rappresentazione in cartoon scritta da Giovanni Guerrieri e da lui interpretata con Arianna Benvenuti, Giulia Gallo e Giulia Solano. E’ una rilettura della “rappresentazione di Abramo ed Isac”, scritta nel 1440 dal fiorentino Feo Belcari.L’episodio biblico del sacrificio di Isacco diviene qui il pretesto per una riflessione sull’enigma della comunicazione tra Abramo e Dio, in una dimensione scenica al tempo stesso materica e metafisica, dove la ritualità della “sacra rappresentazione” si colora di nuove impalpabili suggestioni. Segni contemporanei e segni arcaici si fondono in una dimensione performativa sospesa, al tempo stesso ironica e sacra. L’elemento ironico – che contrasta fortemente con la drammaticità dell’episodio biblico – costituisce la quintessenza del progetto. 
Quello che invece vedremo in scena alle ore 21.45 al Teatro Comunale Filodrammatici con Menoventi è un’interessante e originale riflessione sul tema della “finzione”, intesa non solo in senso teatrale, ma anche come dimensione sempre più pervasiva della vita. “Perdere la faccia” si annuncia come un appuntamento articolato tra un Cortometraggio con la regia di Daniele Ciprì e un incontro a seguire sul tema “Una questione di prospettiva”. In scena Consuelo Battiston, Alessandro Miele, Rita Felicetti. Il soggetto e la sceneggiatura sono firmati dagli stessi Battiston e Miele insieme a Gianni Farina. Si tratta di una coproduzione Menoventi e Santarcangelo 41, realizzata grazie all’accordo GECO 2 Giovani Evoluti e Consapevoli – Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Gioventù – Regione Emilia-Romagna in collaborazione con Emilia-Romagna Teatro Fondazione. «Il fatto è – spiegano gli artisti di Menoventi – che ad un certo punto la tirannia della prospettiva ci isola. Noi umani, s’intende. Magari i personaggi di un film vivono in un altro modo, magari loro non sono prigionieri di un determinato punto di vista. Del resto, la loro vita è una finzione dichiarata. Noi invece non potremmo proferire parola senza mentire; quella stramaledetta inquadratura sul mondo che chiamiamo percezione ci obbliga alla solitudine ed alla menzogna».
Mercoledì 31 ottobre alle ore 21 al Teatro Comunale Filodrammatici, a chiusura del festival, atteso appuntamento con “Hilda” della scrittrice francese Marie Ndiaye, autrice di romanzi, racconti e testi teatrali, premio Goncourt 2009, regia di Renzo Martinelli, con Alberto Astorri, Federica Fracassi e Francesca Garolla, produzione Teatro i (lo spettacolo era già in cartellone nell’edizione 2011 de “L’altra scena”, ma a causa dell’indisposizione di un’attrice all’ultimo momento era stato sostituito). “Hilda”, tesa partitura dialogica che mette a confronto classi sociali e identità di genere nella Francia contemporanea, rappresenta lo specchio di una società arrogante, in perpetuo movimento, corrosa da un cieco individualismo. Di particolare valore l’interpretazione della Fracassi, che le è valsa il Premio Nazionale della Critica 2011 e il Premio Ubu 2011 come miglior attrice protagonista (ex aequo con Mariangela Melato). Nel palmarès dell’attrice, anche il Premio Eleonora Duse 2011, l’oscar femminile del teatro. “Hilda” racconta l’angosciante esistenza di una ricca e annoiata signora che vuole al suo servizio una vivace ed energica madre di famiglia (Hilda), che diventa progressivamente proprietà esclusiva della donna e, per pochi soldi, perde la sua esistenza e la sua identità. Privata d’ogni traccia di personalità, disseccata e svigorita, alla fine viene abbandonata, come un oggetto desueto e senza più valore, sia dalla padrona che dal marito Frank.
L’edizione 2012 del Festival di Teatro Contemporaneo “L’altra scena” vede la nascita di un nuovo progetto educational di Teatro Gioco Vita rivolto alle Scuole Superiori: “Studenti/Critici/Spettatori”, ideato da Simona Rossi con la collaborazione di Emma Chiara Perotti e curato da Chiara Merli. Ogni classe potrà scegliere uno tra gli spettacoli in programma. Nei giorni precedenti la rappresentazione la Merli, esperta di educazione al teatro, terrà un incontro a scuola per presentare il lavoro e la poetica della Compagnia e dare alcune indicazioni per la lettura critica della messa in scena. Tutti gli studenti della classe con i loro insegnanti, quindi, assisteranno allo spettacolo e al termine incontreranno in teatro gli artisti. Una volta tornati a scuola potranno poi cimentarsi singolarmente o in gruppo nell’elaborazione di un testo critico sullo spettacolo a cui hanno assistito (in questa fase sarà possibile anche chiedere l’intervento di Chiara Merli in classe). Una selezione di tali recensioni potrà essere pubblicata.
Un’altra novità è l’iniziativa “Sete di scena”, nel Palazzo Ex Enel. Dal 5 ottobre, nelle serate di spettacolo, funzionerà uno spazio bar aperto a tutti realizzato in collaborazione con l’Irish Pub di via San Siro. Sarà aperto dalle ore 19 nelle serate in cui è previsto un solo spettacolo al Teatro Comunale Filodrammatici e dalle ore 22 nelle serate in cui è in programma una rappresentazione anche nel Palazzo Ex Enel.
 
 
INFO 
I biglietti per gli spettacoli costano 10 euro (intero) e 5 euro (ridotto); si possono acquistare pass per assistere alle sei serate in programma al costo di 40 euro (intero) e 20 euro (ridotto). La prevendita è in corso da ieri, martedì 18 settembre, alla biglietteria di Teatro Gioco Vita in via San Siro 9 dal martedì al venerdì ore 10-13 e ore 15-18 e il sabato ore 10.13 (tel. 0523.315578, biglietteria@teatrogiocovita.it). Il giorno degli spettacoli la biglietteria funziona al Teatro Comunale Filodrammatici in via Santa Franca 33 dalle ore 19 (tel. 0523.315578).
 
Per informazioni: Teatro Gioco Vita – Teatro Stabile di Innovazione, Biglietteria 0523.315578 – Uffici 0523.332613, info@teatrogiocovita.it.

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