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Niente Leone per Bellocchio, ma arriva il premio Mastroianni per Falco

Nessun Leone per Bella Addormentata, film di Marco Bellocchio, anche se si aggiudica il premio Mastroianni per gli esordienti Fabio Falco, che recita sia nella pellicola del regista piacentino sia nell’opera di Daniele Ciprì "E’ stato il figlio". Il premio è stato dato al giovane attore per la sua performance in entrambi i film, come ha sottolineato il presidente della giuria, Michael Mann. 

Aggiornamento ore 20 – Tutto secondo copione: i premi assegnati dalla giuria della 69esima edizione del Festival di Venezia hanno rispettato le previsioni. Leone d’oro al coreano Kim Ki-Duk, con Pietà, Leone d’argento a The Master di Thomas Anderson, che pure si aggiudica la Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile alla coppia Philip Seymour Hoffman e River Phoenix.

Nessun Leone per Bella Addormentata, film di Marco Bellocchio, anche se si aggiudica il premio Mastroianni per gli esordienti Fabio Falco, che recita sia nella pellicola del regista piacentino sia nell’opera di Daniele Ciprì “E’ stato il figlio”. Il premio è stato dato al giovane attore per la sua performance in entrambi i film, come ha sottolineato il presidente della giuria, Michael Mann. Una parziale soddisfazione per Bellocchio che sembra però ingiusta rispetto ai grandi consensi raccolti tra gli addetti ai lavori: la proiezione in sala stampa è stata accolta da 16 minuti di applausi, e la stessa attenzione calorosa è stata riservata al regista e al cast durante l’incontro coi giornalistii il 5 settembre scorso. 

Gli altri premi: Premio speciale della giuria per Paradies: Glaube dell’austriaco Ulrich Seidl (già Gran premio della giuria nel 2001 per Canicola). Coppa Volpi per la migliore attrice ad Hadas Yaron per Fill The Void. Premio per la sceneggiatura ad Olivier Assayas per Après mai. Premio Mastroianni per un giovane attore a Fabrizio Falco per Bella addormentata. Premio per il miglior contributo tecnico a Daniele Cipri per la fotografia di È stato il figlio. 

LE FOTO E LA CRONACA DELLA PRESENTAZIONE DEL FILM DI BELLOCCHIO A VENEZIA


LA RECENSIONE DEL FILM
– Si era molto discusso, nei giorni precedenti la proiezione, sulla posizione che Bellocchio avrebbe assunto nei confronti di una vicenda come quella di Eluana Englaro che nel 2009 ha scosso l’opinione pubblica nazionale. Al contrario delle aspettative la morte di Eluana nel film è solo un pretesto per parlare di altre storie e di altri temi. Innanzitutto il tema della libertà, della possibilità di un individuo di scegliere come e quando morire. E per parlarne Bellocchio sceglie di porre un interrogativo allo spettatore, anzi due: è giusto staccare la spina a chi chiede di morire? Ma nello stesso tempo, è giusto impedire ad una persona di potersi suicidare?

Il regista piacentino non risponde direttamente a queste domande, ma sceglie di raccontare tante storie diverse che inquadrano punti di vista opposti sulla questione. C’è un senatore (Toni Servillo) diviso tra la volontà di votare secondo la propria coscienza e l’obbligo di seguire le linee di partito. C’è sua figlia (Alba Rohrwacher), fervente cattolica, che dopo l’incontro con un ragazzo impegnato a favore dell’eutanasia (Michele Riondino) perderà ogni certezza. C’è un’attrice (Isabelle Huppert) che annulla se stessa per cercare una salvezza per la figlia da anni in coma. E infine c’è Rossa (Maya Sansa), una ragazza tossica che prova in tutti i modi di suicidarsi.

Sullo sfondo di queste storie rimangono il coraggio di Beppino Englaro, che “ha scelto di affrontare il suo dramma nella legalità”, la decadenza di una classa politica troppo lontana dalla quotidianità, e il costante conflitto tra libertà di scelta e doveri morali.


Il trailer ufficiale della “Bella addormentata” di Marco Bellocchio:

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