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Nuova formula per Tendenze: “Puntiamo all’Europa” FOTO TERZA SERATA  foto

Tempo di resa dei conti per Tendenze Festival alla fine della terza serata con un bilancio nettamente positivo per la manifestazione

Tempo di resa dei conti per Tendenze Festival alla fine della terza serata con un bilancio nettamente positivo per la manifestazione che quest’anno con la presenza di più palchi ha cercato di allargare gli orizzonti musicali spaziando su diversi generi. “Abbiamo voluto valorizzare non soltanto la musica originale piacentina, che rimane alla base di Tendenze, ma anche incoraggiare musicisti da tutta Italia e dal resto dell’Europa, dando al festival una notorietà sempre più importante.” ci conferma Nicola Curtarelli, organizzatore per 29100 che abbiamo intervistato.

Come nasce tendenze?

Tendenze è un’eredità dalla precedente gestione che negli anni novanta propose alla città un’occasione di avere musica dal vivo sotto le mura di Porta Borghetto, una rarità all’epoca, dando anche uno spazio al pop che prima non aveva. Noi (29100) abbiamo ripreso alla decima edizione, quindi questa è la nostra ottava.

Dare uno spazio è rimasta la nostra parola d’ordine , e arrivo così al presente, perché comunque quest’anno abbiamo voluto proporre una formula che non valorizzi soltanto la musica originale piacentina ma anche che si allarga a tutta l’Europa, prima di tutto con questa chiave a più palchi e poi con la presenza di tante band che in realtà di piacenza non sono, pur non perdendo la matrice piacentina.

Questo allargamento è il preludio ad un espansione a spazi più grandi in futuro, come la Galleana?

Per fortuna le location interessanti a Piacenza non mancano, spesso mi si parla del Daturi, ma Sspazio 4 per noi è particolarmente importante anche perché rappresenta durante tutta l’estate e l’anno un punto di riferimento per la musica dal vivo. Inoltre è un luogo abbastanza disordinato e quindi si presta bene ad un certo tipo di movimento: grande grosso ma non dispersivo come potrebbe essere la Galleana o non troppo “quadrato” come il Daturi, la cui prossimità dal centro potrebbe diventare un problema. Perciò Spazio 4 è una location che faremmo fatica ad abbandonare. Adesso abbiamo trovato una certa stabilità e quindi non credo che ci saranno cambiamenti maggiori a livello logistico, sempre che il comune ce lo permetta perché non bisogna dimenticare che siamo ospiti su un terreno pubblico.

Il vero modo per rendere più grande Tendenze adesso magari non è l’aggiunta di metri quadri ma di più numerose proposte musicali  e con maggiore qualità con guest sempre più importanti e di richiamo.

Come si finanzia tendenze?

Principalmente dall’amministrazione comunale, ed è questa una peculiarità del nostro festival, quindi soldi pubblici, senza i quali niente di tutto ciò sarebbe possibile, anche perché da 18 anni è una manifestazione ad ingresso gratuito e vorremmo che lo rimanesse. Ci basiamo quindi su alcuni sponsor e su un contributo delle politiche giovanili che quest’anno è stato quasi completamente riconfermato per la somma di 13500 euro che servono principalmente per arredare Spazio 4, quindi le strutture e il backline, oltre che per pagare parte della proposta musicale. Sono da ricordare però anche tutti i gruppi locali che vengono a gratis.

Per quello che riguarda 29100 come associazione no-profit siamo sempre su base volontaria e  abbiamo nello statuto l’obbligo di reinvestire gli eventuali profitti, per noi principalmente nell’acquisto di materiale.

Quest’anno inoltre è nata la collaborazione con due gruppi di ragazzi che si impegnano per dare ravvivare la città come il Collettivo 51 e Moustaches che hanno contribuito nell’ organizzare e pubblicizzare la manifestazione

Tendenze d’inverno, una seconda edizione in programma?

Per il momento è un punto di domanda, a noi farebbe piacere riproporlo, ancora al Fillmore, ma non ci abbiamo ancora pensato, in quanto lo slittamento della preparazione causato dalle elezioni comunali non ci ha lasciato il tempo di guardare troppo in avanti. Avere questa manifestazione oggi è un piccolo miracolo, 5 anni fa per esempio avevamo dovuto spostare tutto in novembre in Cavallerizza, con ovviamente un pubblico ridotto. Riuscire a stare nei tempi e riproporre il festival nelle sue date tradizionali (il primo weekend di settembre) è un successo per noi. Ci teniamo il mese di ottobre per le riflessioni. Non mancheranno comunque gli appuntamenti anche invernali.

Ecco la fotogallery dell’ultima serata che ha lasciato un publico soddisfatto e già in attesa di nuovi eventi.

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