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Piacenza laboratorio della città del domani con la Summer School  foto

Novanta studenti selezionati su oltre duecento richieste. Circa cento tra professori, architetti e tutor, quindici conferenze sui temi dell’architettura (aperte a tutta la città).

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Novanta studenti selezionati su oltre duecento richieste. Circa cento tra professori, architetti e tutor, quindici conferenze sui temi dell’architettura (aperte a tutta la città).

I numeri della terza edizione confermano l’alto profilo di OC, la Summer School di progettazione della sede piacentina del Politecnico, ormai diventato appuntamento fisso, un “laboratorio di idee e di disegni” che occupa Piacenza per tre settimane, al rientro dall’estate.

Alla cerimonia di apertura all’Urban Center è intervenuto anche il rettore del Politecnico di Milano Giovanni Azzone che ha sottolineato il valore assunto dalla Summer School. “E’ un evento che ha ormai una sua tradizione – ha affermato – e una sua consistenza. E’ un’iniziativa connaturata alla città e che facciamo solo a Piacenza, perchè possiamo fare solo a Piacenza: per le sue caratteristiche di città che riesce ad essere ospitale, con un campus universitario adatto a questo tipo di evento”.

“E per la possibilità di un bacino naturale – ha fatto notare – di sperimentazione che gli edifici belli di una città come questa danno. Abbiamo un gruppo di studenti che arriva da tutto il mondo e c’è la possibilità di far conoscere Piacenza ad alcuni dei docenti più noti a livello mondiale che portano la reputazione della città in giro per il mondo, e di offrire stimoli e suggerimenti agli amministratori locali che possono essere colti, magari in periodi economici un po’ più semplici rispetti a questi”.    

Da lunedì 3 e fino a venerdì 21 settembre, negli spazi del Campus Arata di via Scalabrini, si alterneranno momenti di lavoro su alcune aree cittadine coinvolte in processi di trasformazione e rigenerazione urbana ad altri di confronto e dibattito culturale.

“Voglio sottolineare tre aspetti peculiari di questa nostra iniziativa – spiega la direttrice, Guya Bertelli, docente di progettazione al Politecnico – Il carattere internazionale, che è un valore aggiunto per i nostri studenti: per tre settimane l’inglese sarà la lingua ufficiale, fatto che permette il confronto con culture ed esperienze da tutto il mondo. Parliamo di architettura e di progetto ma non solo: le conferenze che organizziamo sono multidisciplinari, parteciperanno antropologi, sociologi, artisti. Da tutti questi incontri avremo visioni innovative e profonde della nostra realtà sociale e culturale, in questo momento di crisi e di modifica dei paradigmi. I nostri progetti per Piacenza, infine, daranno risposte di qualità alle questioni poste dalle emergenze ambientali ed energetiche, oltre che da quelle fisiche e spaziali. Disegneranno luoghi e funzioni sostenibili, capaci di rigenerare spazi e luoghi esistenti, ma che attualmente sono esterni alla dinamica urbana”.

All’inaugurazione ufficiale hanno partecipato:
Guya Bertelli, direttrice della Scuola
Giovanni Azzone, rettore del Politecnico di Milano
Dario Zaninelli, pro-rettore del Polo Territoriale di Piacenza

Porteranno i loro saluti, in rappresentanza di enti e istituzioni:
Francesco Cacciatore, vice-sindaco di Piacenza
Renzo Marchesi, direttore della Fondazione Polipiacenza
Giuseppe Parenti, presidente della Camera di Commercio di Piacenza
Emilio Bolzoni, presidente di Confindustria Piacenza
Silvio Bisotti, assessore comunale all’urbanistica e rigenerazione urbana
Luciano Serchia, soprintendente ai beni architettonici e ambientali
Benito Dodi, presidente dell’Ordine degli Architetti di Piacenza
Gianfranco Neri, docente all’Università di Reggio Calabria
Pierantonio Val, docente allo IUAV di Venezia
Andreas Wolf, docente all’HTWK di Lipsia.

A seguire la presentazione dettagliata dei temi di progetto scelti, anche in accordo con l’amministrazione comunale, per questa edizione del workshop che quindi si concentrerà su alcune aree interne alla città, vuoti urbani in attesa di una ridefinizione fisica e funzionale, a ridosso delle mura che circondano il centro storico.
Verrà inoltre presentato il ricco programma di conferenze che prevede, tra gli altri ospiti, figure di primissimo piano a livello internazionale, nel mondo dell’architettura ma non solo, come Marc Augè, Vittorio Gregotti, Velasco Vitali, Aldo Grasso.

Lunedì sera, alle 20.30, al Padiglione Nicelli del Campus Arata, la conferenza inaugurale, coordinata dalla docente del Politecnico Maddalena D’Alfonso, con la partecipazione di un docente italiano, Gianfranco Neri, di un progettista portoghese, Camilo Rebelo, e di un progettista e docente tedesco, Andreas Wolf.

Martedì 4 si entra nel pieno del workshop con i sopraluoghi alle aree di progetto e i primi disegni sui tavoli di lavoro con docenti e tutor che affiancheranno gli studenti.

Alle 20.30 saliranno sul palco del Padiglione Nicelli nel Campus Arata, per un incontro moderato da Michele Roda, uno dei personaggi più noti del mondo dell’architettura contemporanea come il pluri-premiato portoghese João Luís Carrilho da Graça, il catalano Jordi Garces – affermato progettista soprattutto di musei e spazi culturali – e il professore all’Accademia di Mendrisio e tra i più attivi architetti ticinesi, Michele Arnaboldi.

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