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San Damiano, Pollastri: “Dalla Regione una doccia fredda”

Una “doccia fredda” è, per il Consigliere Regionale Andrea Pollastri (PdL), la risposta fornita oggi in Assemblea Legislativa dal Vicepresidente Simonetta Saliera all’interpellanza, presentata dall’azzurro, sul futuro della base aeronautica di San Damiano

Una “doccia fredda” è, per il Consigliere Regionale Andrea Pollastri (PdL), la risposta fornita oggi in Assemblea Legislativa dal Vicepresidente Simonetta Saliera all’interpellanza, presentata dall’azzurro, sul futuro della base aeronautica di San Damiano.  

Pollastri, raccogliendo la preoccupazione dei Comuni di San Giorgio, Carpaneto, Podenzano e Vigolzone dove sono ubicate la base, la caserma, le abitazioni dei dipendenti e le aziende dell’indotto aveva chiesto alla Giunta se intendesse sostenere un fronte comune con tutti gli Enti Locali interessati per chiedere di cambiare i programmi al Governo, che, per bocca del Sottosegretario alla Difesa Filippo Milone aveva affermato che, per ridurre i costi e  ottenere ineludibili economie di scala, vi sarebbe la volontà di trasferire, entro il 2015, il 50° Stormo, attualmente ubicato a San Damiano, presso la base bresciana di Ghedi.

“Condivido l’apprensione e la preoccupazione del Consigliere e degli Enti Locali per le ricadute sul territorio che potrebbero esserci – ha risposto il Vicepresidente della Regione Simonetta Saliera – ma le condizioni riguardanti la Difesa interessano unicamente il Governo ed esulano dal confronto permanente Stato-Regione.”
“Ritengo pertanto – ha proseguito – che molto difficilmente la materia sarà trattabile in seno alla Conferenza Stato-Regioni. Mi riservo, comunque, di raccogliere tutti gli elementi utili, ricevuti dal Governo per informare puntualmente i Consiglieri, la Provincia ed i Comuni.”

“Malgrado le competenze – ha replicato Pollastri – la mia interpellanza aveva il significato di chiedere una presa di posizione politica da parte dell’Amministrazione Regionale contro la chiusura della base, che condannerebbe l’area ad un ineludibile degrado. La Giunta, invece di condividere l’impegno ella Provincia e dei Comuni interessati, ha preferito “lavarsene le mani”, trincerandosi dietro gli spazi di competenza. Ritengo sia una scelta poco coraggiosa, forse ideologicamente ispirata dall’ostilità di parte della maggioranza verso tutto ciò che è militare: a rimetterci, però, è il territorio piacentino, per questo auspico un cambio di idea.”

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