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Vertice Upi a Bologna, Trespidi: “Su futuro Provincia tutte le ipotesi restano aperte”

Così il presidente della Provincia Massimo Trespidi interviene a margine dell’incontro. 

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“E’ stata una riunione piuttosto intensa e approfondita, quella dell’Unione delle Province dell’Emilia Romagna, cui ha preso parte anche il direttore generale dell’Upi nazionale, Piero Antonelli. Ho chiarito di nuovo le mie posizioni, nel mandato che mi è stato affidato dai sindaci e dalle categorie economiche di Piacenza”. Così il presidente della Provincia Massimo Trespidi interviene a margine dell’incontro. 

“Non si può parlare di riordino territoriale e geografico delle Province se prima non si sono chiarite le competenze e le funzioni che questi nuovi enti dovranno assumere. Ad oggi questa chiarezza non c’è ancora, e non c’è perché la Regione Emilia Romagna non ha detto quali competenze intende delegare alle Province”. 

“Faccio un sempio. Agricoltura, mercato del lavoro e formazione professionale sono competenze che la Regione Emilia Romagna ha delegato a suo tempo alla Provincia. Intende farlo ancora? Perché il rischio che abbiamo di fronte è che la Regione intenda tenerle per sé, e questo rappresenterebbe un passo indietro di 20 anni. Si tratterebbe di una incoerenza e contraddizione enorme. La Regione è un ente legislativo e non più di gestione. Da parte delle organizzazioni territoriali vi sarebbe un disagio enorme, nell’avere come riferimento Bologna e non più la Provincia. Questi ospetti o vengono chiariti, o non è possibile procedere con un riordino delle Province”. 

“C’è poi un secondo aspetto – prosegue – e cioè quello della deroga, o meglio della flessibilità di applicazione dei criteri definiti dal decreto legge. Altre Regioni come la Lombardia e il Vebneto si stanno muovendo in questo senso. Per la sua posizione particolare, per il suo essere di confine tra più Regioni, Piacenza potrebbe essere una candidata a questa flessibilità. Vorrei inoltre precisare che ho ricevuto un mandato politico preciso da parte dei sindaci e delle categorie economiche e io ho l’obbligo e la resposabilità, se si aprono spiragli per salvaguardare l’identità territoriale, di percorrerli tutti fino in fondo”. 

Il riferimento, neanche troppo velato, è alle dichiarazioni del parlamentare Pdl (nonché coordinatore provinciale) Tommaso Foti, che aveva espresso perplessità proprio in merito all’ipotesi deroga – flessibilità. E’ poi di oggi il comunicato del consigliere regionale Pdl Andrea Pollastri proprio su questo tema, e pare che la Regione Emilia Romagna non veda di buon occhio la concessione di eventuali deroghe. Anzi. Ecco perché il consigliere regionale Lega Nord Stefano Cavalli preme per il referendum. 

“Io ho posto il problema durante la riunione Upi, se questo tema è stato accolto da Regioni come la Lombardia e il Veneto, non vedo perché non prenderla in considerazione, a maggior ragione visto che lo stesso Pierluigi Bersani del Pd e il presidente Errani hanno sottolineato le peculiarità di Piacenza. Ripeto, io ho un mandato e devo percorrere tutte le strade possibili. Per me restano sul tavolo tutte e tre le opzioni: la flessibilità (e il mantenimento di Piacenza autonoma, ndr), il referendum per andare in Lombardia, l’accorpamento con una o più Province emiliane, anche se sulla Grande Emilia mi sono già espresso”. 

“A proposito del referendum vorrei chiarire – conclude Trespidi – che non è vero, come sostiene qualcuno, che non ci sono più i tempi per praticare questa strada. L’ultimo atto nel decreto del Governo viene definto come atto legislativo din iniziativa governativo, e questo fa pensare che si tratti di un disegno di legge per il riordino delle Province e che dovrà, pertanto, passare alle Camere. Con l’iter previsto, ci sono tutti i tempi necessari per chiedere l’indizione del referendum per andare in Lombardia”. 

Di sicuro chi pensava che il tutto si sarebbe fernato, sarà deluso dalle ultime dichiarazioni del premier Monti (fonte Ansa). ’Su questo punto non si torna indietro. Entro il 23 ottobre i Cal devono presentare le loro proposte di riordino, le Regioni poi le trasmettono al Governo. Se non lo fanno, procede l’esecutivo. Il percorso e’ segnato e si andra’ avanti fino in fondo’. E’ questo un passaggio di un’ intervista a Mario Monti, realizzata domenica, che il quotidiano La Prealpina pubblichera’ domani. ’L’obiettivo resta il dimezzamento delle Province. Si tratta di riscrivere la carta geografica d’ Italia ferma da troppi decenni’’. 

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