Il caso River approda in Regione con il M5S

Comunicato stampa del M5S di Piacenza

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Il Movimento 5 Stelle porta in Regione il caso River Spa. Lo fa con una lunga interrogazione del consigliere Giovanni Favia, che ricostruisce tutta la vicenda che di questa azienda che ha i propri stabilimenti industriali nel centro abitato di Podenzano (Piacenza), in zona denominata Colombaia, ed è classificata come “industria insalubre di prima classe”. Favia chiede alla Giunta  “quali provvedimenti intenda adottare per contribuire a far cessare il perdurante stato di incompatibilità sanitaria ed ambientale provocato dalla River spa nel centro abitato di Podenzano”.

In particolare il consigliere del Movimento 5 Stelle chiede agli assessori competenti della Giunta Errani, in primis la piacentina Sabina Freda “se non intenda attivarsi in maniera confacente, affinché, entro i limiti delle proprie competenze, si facciano cessare le emissioni diffuse e dannose per la salute pubblica emesse dalla River spa, se del caso attivando poteri sostitutivi per proteggere i cittadini e l’ambiente”. Tra le richieste anche quelle  “di dover accelerare le procedure per la delocalizzazione degli impianti della River s.p.a., prevedendone l’insediamento in area idonea a non minacciare la salute dei cittadini e rappresentare un rischio per l’ambiente”. Favia inoltre chiede alla Giunta “se non sia doveroso attivare i sistemi di difesa della salute pubblica che non possono ma soprattutto non devono essere affrontati dai singoli cittadini, costretti ad una prevenzione “fai da te” e sottoposti a migliaia di situazioni di rischio nell’arco di questi 17 anni, che li privano anche delle libertà individuali ogni qualvolta gli spazi e le case vengono invase da picchi e punte di concentrazioni d’inquinanti, che, quando misurati, sono assurdamente calcolati nella diluizione di una media oraria nelle 24 ore, come se i polmoni possano funzionare a tempo limitato”. Una situazione più volte riscontrata come denunciato anche dai locali Comitati di cittadini.
 

Richieste anche azioni sul fronte della prevenzione. “Servono misure più stringenti rispetto le norme vigenti visto che non tutti i limiti sono stabiliti e molte sostanze dannosissime per la salute date certamente in formazione dal processo produttivo di questa industria non sono normate nella loro specificità – ricorda Favia- inoltre non sono rilevabili all’esterno oppure si formano  da interazione di sostanze”. A tal proposito il consigliere del Movimento 5 Stelle ricorda che ” le emissioni diffuse non sono controllate in continuo e pertanto risulta irrilevante ai fini del risanamento ambientale, che il limite di emissione diffusa giornaliera sia stato stabilito sulla carta (determina del 2007), se non si controlla direttamente e giornalmente tale limite, la cui presenza e il relativo fastidio e malessere sono stati continuamente denunciati dai residenti in 17 anni di permanenza della fabbrica River in zona “Colombaia” “. ” Le emissioni dei raffreddatori non sono controllate in continuo e sono anch’esse prive di sistemi di abbattimento – spiega Favia- inoltre  i trenta eventi l’anno “abbuonati” dai cosiddetti “ by-pass” non sono garanti della salute dei cittadini”. Tra le misure particolari che si chiede di adottare anche quella “di valutare a sé stante la situazione di Podenzano, come ebbe a consigliare il C.N.R. di Roma che stabilì che i fumi della River producono malesseri che non sono confrontabili con il fondo inquinante della Provincia di Piacenza, di per sé già fortemente compromesso per altre fonti inquinanti come centrali termoelettriche e l’inceneritore” . Per questo compe proposto da anni anche dal locale Comitato si propone di “considerare  Podenzano centro abitato e sito  “con diritto a maggior tutela”, garantendo la non esposizione nelle case, ambiente indoor come da normativa del Ministero della Salute, a sostanze che comunque provengono da attività produttiva classificata “insalubre di 1a classe”.
 
Gli strumenti che Giovanni Favia propone alla Giunta per agire sono molteplici.  “Il Presidente della Regione, insieme al Sindaco ha la competenza in tema di salute pubblica, non può permettere che la questione sanitario-ambientale di specie sia liquidata sull’interpretazione solo burocratica degli obblighi della River compiuti con la presentazione della documentazione autocertificata del rispetto dei nuovi limiti e delle nuove metodologie di calcolo prescritti dalle determine, attraverso la mera presentazione dei Piani Solventi”. “Si dovrebbero imporre la presentazione dei correttivi ritenuti opportuni a risolvere una volta per tutte questo problema – conclude Favia – e  la Regione dovrebbe impegnarsi sulla base dei Piani di risanamento regionali  per la tutela igienico-sanitaria delle persone o comunità esposte prendendo dunque atto che l’atmosfera come corpo ricettore può raggiungere un livello di saturazione oltre al quale il rischio per la salute umana è concreto”.
 

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