Quantcast

A Piacenza la “coppia non scoppia” E’ la città con meno divorzi  foto

Arriva alla 23esima edizione l’indagine sulla qualità della vita de "Il Sole 24 Ore" e Piacenza guadagna quattro posizioni rispetto al 2011. La nostra città si piazza al dodicesimo posto nazionale con l’Emilia che fa la parte del leone

Più informazioni su

Arriva alla 23esima edizione l’indagine sulla qualità della vita de “Il Sole 24 Ore” e Piacenza guadagna quattro posizioni rispetto al 2011. La nostra città si piazza al dodicesimo posto nazionale con l’Emilia che fa la parte del leone (in Emilia ci sopravanzano Rimini quarta, Parma sesta, Ravenna, ottava, Bologna decima e Reggio Emilia undicesima). Al primo posto si piazza Bolzano che spodesta Bologna.

La ricerca – per quest’anno svolta ancora sulle 107 province – si articola su sei settori costruiti a loro volta su sei indicatori. Piacenza si colloca al primo posto nazionale nella graduatoria parziale relativa alla popolazione, comprensiva dei seguenti parametri: densità demografica, natalità, coppie in crisi, giovani, investimenti in formazione, stranieri. 

A farci fare il “salto” sono le famiglie e i giovani:
Se Piacenza raggiunge la dodicesima posizione nella classifica generale, lo deve soprattutto grazie ai risultati nel settore “popolazione”. Gli indicatori ch consentono alla nostra provincia di eccellere e che gli fanno conquistare il primo posto, sono tre, rispettivamente: le coppie in crisi, i giovani e il numero di stranieri. Nonostante i risultati non eccezionali per quanto riguarda la natalità, dove ci piazziamo al 68° posto, investimento in formazione, 53° posto, e un discreto 33° piazzamento per la densità demografica, Piacenza guida la categoria popolazione davanti a Siena e Trento.

A Piacenza la coppia “resiste”:
Andando nei particolari, Piacenza primeggia nella sezione coppie in crisi. Il dato di 23.89 divorzi e separazioni su 10 mila famiglie, seguita da Vibo Valentia ferma a 25,39, sottolinea un minore disagio “di coppia” rispetto alle altre zone italiane. Il numero di divorzi e separazioni, che cresce scendendo lunga la graduatoria, e che a differenza degli altri dati è riferito al 2010, mostra una situazione famigliare migliore rispetto al resto dell’Italia. In Emila – Romagna a “tenere” il passo c’è solo la provincia di Forlì Cesena, oltre il doppio di separazioni a Modena, ancora più staccate tutte le altre.

Anche nella sezione giovani la classifica vede al primo posto la “Primogenita”. Piacenza guida un drappello formato da altre quattro provincie emiliano-romagnole: Parma, Bologna, Ravenna e Reggio Emilia; e risulta l’unica, insieme ai vicini di casa, ad avere un saldo positivo, con un valore di 0.40 che indica la variazione della quota dei giovani sulla popolazione. Medaglia di bronzo per quanto riguarda l’indicatore “stranieri”, in cui, anticipati in ordine da Brescia e Prato, raggiungiamo un valore di 13.45 % di immigrati regolari sul totale della popolazione.

Risultati non eccellenti soprattutto per sanità e ordine pubblico:
Oltre al settore riguardante la popolazione, i punti che vanno a formare la classifica generale vengono assegnati da altre cinque categorie, che sono: tenore di vita; affari e lavoro; servizi ambiente e salute; ordine pubblico; tempo libero. Il risultato di ogni settore rispecchia l’andamento medio di una provincia calcolato in base a sei indicatori.

In altri due settori i risultati che scaturiscono dall’indagine sono da considerarsi buoni. Nel primo preso in considerazione dal Sole 24 Ore, riguardante il tenore della vita, Piacenza si piazza al 13° posto ad ex aequo con Biella e Torino, un gradino sotto Parma, nonostante un cattivo risultato per quanto riguarda il costo di una casa semicentrale, 78° posto con 2.450 euro al mq. Anche nella categoria affari e lavoro si raggiunge un buon posizionamento con il 25° posto.

A “declassare” la nostra provincia, oltre alla 37esima posizione nella parte riguardante il tempo libero in cui risalta il brutto risultato dell’appeal turistico, sono l’ordine pubblico e la categoria servizi ambiente e salute.
Il 43° posto nell’ambito dell’ordine pubblico, nella classifica guidata da Oristano, è figlio di risultati molto negativi per quanto riguarda microcriminalità e rapine, 87esimo posto , per il numero di furti in appartamento, 404.51 ogni 100mila abitanti, e per la variazione del trend dei delitti totali fra 2007 e il 2011, 83° posto.

I risultati peggiori però arrivano dal settore servizi ambiente e salute. Ancora più pesanti se si calcola che nella top 10 figurano quattro città della nostra regione. Se Piacenza si salva per il numero di asili comunali con un buon 15esimo posto, le cose vanno male sull’indice di copertura per la banda larga, ma qui distacchi dai primi sono molto limitati, e soprattutto per il clima e la sanità.

Se per il clima, calcolato nella differenza tra mese più caldo e mese più freddo, che aumenta con il peggioramento della posizione in classifica, il 96° posto è giustificato anche dalla posizione geografica, siamo “in compagnia” dei vicini di casa di Cremona, un gradino più in basso, e Parma due gradini, meno è giustificabile è la stessa posizione nell’indicatore del tasso di emigrazione ospedaliera, ossia la sanità. In questo caso il risultato è molto negativo, con una percentuale di malati che sceglie altre luoghi dove curarsi, che arriva al 17.02.

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.