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Atlantis e le altre crisi, il Pd di Piacenza: “Convocare Stati Generali Economia”

La vicenda Atlantis, sfociata nell’improvviso licenziamento di tutti e 180 i dipendenti, operai e personale amministrativo, dello stabilimento di Sariano di Gropparello, sta purtroppo assumendo, per il nostro territorio, le drammatiche dimensioni

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In relazione al licenziamento di tutti e 180 i dipendenti dello stabilimento di Sariano di Gropparello di Atlantis (leggi l’articolo integrale) l’esecutivo Provinciale del PD di Piacenza con il Segretario Vittorio Silva, l’on.Paola De Micheli e il Consigliere Regionale Marco Carini chiede, attraverso un comunicato stampa, che “La proprietà riveda la scelta di chiudere. Convocare gli Stati Generali dell’economia piacentina”.

IL COMUNICATO:

La vicenda Atlantis, sfociata nell’improvviso licenziamento di tutti e 180 i dipendenti, operai e personale amministrativo, dello stabilimento di Sariano di Gropparello, sta purtroppo assumendo, per il nostro territorio, le drammatiche dimensioni che erano state preannunciate, non solo per le maestranze direttamente coinvolte ma anche per l’importante indotto che dalla dismissione subirebbe pesantissimi contraccolpi.

L’esecutivo provinciale del Partito Democratico vuole innanzitutto ancora una volta esprimere totale vicinanza e piena solidarietà ai lavoratori coinvolti e alle loro famiglie.
Chiediamo però che davvero venga posto il massimo impegno da parte di tutte le Istituzioni, in particolare attraverso un Tavolo congiunto al Ministero dello Sviluppo e al Ministero del Lavoro, da attivarsi in tempi rapidissimi affinché la proprietà ritorni sulla propria decisione, consentendo quindi allo stabilimento di Sariano, da tutti riconosciuto come punta di eccellenza dell’azienda, di rimanere attivo.

In particolare, occorre approfondire se la crisi sia effettivamente di Atlantis o, in realtà, se essa sia piuttosto legata alla situazione del gruppo di appartenenza, perché in tal caso non è giusto che siano i lavoratori di Atlantis a pagarne così duramente le conseguenze.

Infatti, ci sentiamo di credere e condividere quanto affermato dai rappresentanti sindacali dell’azienda, secondo i quali non ci sono ragioni oggettive per arrivare ad una conclusione così dolorosa per un’esperienza presente da 40 anni: una chiusura dell’unità locale di Sariano comprometterebbe gli sforzi compiuti nella struttura a livello di investimenti (4 milioni di euro negli ultimi anni) e determinerebbe la dispersione di un patrimonio di competenze e professionalità di alto profilo.

In ogni caso, la decisione di risolvere i rapporti di lavoro senza che si sia preliminarmente consumato per intero il ricorso agli ammortizzatori sociali ad oggi ancora disponibili non è politicamente né socialmente accettabile o giustificabile.

Confidiamo che nel confronto su scala nazionale sulle prospettive di Azimut Benetti, che auspichiamo venga attivato al più presto, la stessa Regione Emilia-Romagna metta in campo il massimo sforzo con strumenti di politica industriale che possano agevolare il mantenimento del sito di Gropparello, anche valorizzando e riconvertendo le professionalità e le attività di innovazione di interesse per l’intero gruppo aziendale.

Questa vicenda, unita a quella di Rdb e, anche se con diverse criticità, a quella di Ikea, rende a nostro avviso urgente e indispensabile la convocazione degli Stati Generali dell’Economia in grado di attivare un dibattito a livello locale e regionale sul futuro dell’economia piacentina e sulle prospettive di lavoro, secondo due linee d’azione:
–    la prima, relativa al rafforzamento delle condizioni di permanenza delle imprese leader di eccellenza presenti sul territorio (vedi Drillmec, Allied, ecc.), assecondandone le occasioni di crescita dell’occupazione anche attraverso la valorizzazione e riconversione di forza lavoro qualificata che purtroppo ha subìto o sta subendo situazioni di crisi aziendali come quella di Azimut;
–    la seconda, inerente l’attrazione di nuove realtà produttive di qualità sul nostro territorio, sfruttando i punti di forza che ancora Piacenza detiene in termini di localizzazione strategica, risorse umane qualificate, presenza di Università e centri di ricerca, qualità della vita e dei servizi.


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