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Club Dogo al Fillmore: altro che “cani pazzi” LE FOTO foto

Niente “cani pazzi”, per dirla alla Marracash, ieri sera sul palco del locale magiostrino: i Dogo non sono più quelli di una volta. Ed è preoccupante se si pensa che “una volta” si riferisce giusto ad una decina di anni fa. 

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Niente “cani pazzi”, per dirla alla Marracash, ieri sera sul palco del locale magiostrino: i Dogo non sono più quelli di una volta. Ed è preoccupante se si pensa che “una volta” si riferisce giusto ad una decina di anni fa. 
Di fatto non è cambiato niente: Jake la Furia e Guè Pequeno, rigorosamente spalleggiati da Don Joe, da bravi mcs scavano la trincea a bordo palco controllando che tra le gambe sia tutto a posto e si mostrano generosi nel regalare ai fan un paio d’ore di flow serrato. Al loro cospetto centinaia di giovani in adorazione. A nessuno sembra dispiacere se il live scorre liscio, fin troppo, e si rivela uno spettacolo di scarso impatto. 
Guè e Jake urlano “Spacco tutto”, ma – fortunatamente per i gestori del locale e per i Techfood, resident djs ai quali è stato affidato il compito di chiudere la serata – ciò resta un’intenzione decisamente ambiziosa: sarà che la Dogo Gang fa spesso tappa nel piacentino per promuovere un prodotto fedele a se stesso e che dodici anni di carriera, con sei album all’attivo, iniziano a farsi sentire. 
Resta il fatto che il trio di “Noi siamo il Club” non convince a pieno chi li segue dai tempi di “Vile denaro”. I fan che ieri sera si sono azzuffati per prendere al volo i gadgets – tra cui un prezioso asciugamano sudato da Guè in persona – lanciati sulla platea dai Dogo potrebbero non essersi accorti che vecchi successi come “Brucia ancora”, “Puro Bogotà” e “Una volta sola” restano le colonne portanti dell’intero concerto. Le nuove hit, “Chissenefrega” e “P.E.S.” su tutte, scaldano gli animi dei ragazzini – molti dei quali attesi da genitori poco entusiasti prudentemente rifugiatisi in un angolo del locale per chiacchierare e preservare l’udito – intenti, più che a godersi il concerto, a filmare col telefonino le gesta dei loro idoli. 
Per quanto i Dogo potranno continuare a dire “che bello essere noi” senza fare i conti con un presente che, se rapportato agli esordi, sembra ridursi alla caricatura di se stessi? Chi non intende porsi il problema dovrà stare attento a non perdersi una puntata di “Club privè: ti presento i Dogo”, docu-fiction in onda su MTV che permette ai fan di scoprire cosa mangia Jake e come si comporta Guè in palestra o sul lettino del tatuatore di fiducia. Che bello essere loro.
Costanza Cavanna

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